Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Influenza: è emergenza!

Il dottore Filippo Anelli

In televisione non si parla d’altro: l’influenza. Come ogni inverno, ci ritroviamo a dover fare i conti con i malanni tipici di questo periodo, che ci costringono a restare a letto. In provincia di Bari, e in Puglia, sono stati registrati anche casi di decessi a causa dell’influenza. Con il dott. Filippo Anelli - di Noicattaro, e Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO) - abbiamo affrontato il problema dell’influenza e il caos dei vaccini. Lo stesso esperto ci da alcuni consigli per prevenire la malattia. Buona lettura.

Influenza e vaccini: come sta andando quest’anno?

Le persone vaccinate, ad oggi, sono poche. Questo è dipeso dalla famosa vicenda del “Fluad”, il vaccino antinfluenzale. In quel caso c’è stato una vera e propria bolla mediatica alimentata da un provvedimento dell’A.I.F.A. (Agenzia Italiana del Farmaco, ndr) che sospese il commercio di quel vaccino, in quanto ci fu una correlazione temporale tra una serie di decessi. Un qualcosa che non poteva esistere, in sostanza, in quanto in letteratura non sono descritte quelle anomalie riscontrate nella morte di quei pazienti, e il Fluad è stato scagionato.

Nel frattempo, però, la gente si è spaventata e non si è vaccinata. Vero?

Esatto. In tutta la Puglia abbiamo registrato un calo delle vaccinazioni del 20-30% circa. Oggi infatti abbiamo una ripresa dell’influenza, con una parte della popolazione totalmente sguarnita di difese immunitarie, con una epidemia che dilaga tra i cittadini. In circolazione, al momento, ci sono due virus: l’H3N2 e soprattutto l’H1N1, il quale è molto temibile.

Siamo in pieno inverno. I dati sull’influenza sono preoccupanti?

Questa malattia si sta diffondendo sempre di più in questi giorni. La settimana scorsa eravamo a quota 7,3 per mille, in Puglia. Significa che più di 7 abitanti su mille erano ammalati, con una media di 40.000 pugliesi ammalati ogni settimana. Non posso prevedere il futuro ma pare che il dato sia in preoccupante crescita. Secondo le nostre stime nelle prossime settimane avremo 9-10 malati per mille abitanti, una cifra superiore a quella raggiunta nella pandemia del 2009.

Qual è la sintomatologia dell’influenza? Come si manifesta?

L’influenza è una malattia benigna, che si risolve da sola. La sintomatologia è abbastanza semplice da diagnosticare per un medico in quanto l’influenza si manifesta con febbre molto alta, tosse, raffreddore, dolori diffusi e debolezza. Questa dura mediamente 4-5 giorni e poi scompare da sola; ciò significa che non c’è bisogno di utilizzare antibiotici, se non laddove il medico lo ritiene opportuno, soprattutto in casi di sovrapposizioni batteriche. Voglio dire ai lettori di non spaventarsi della febbre, in quanto il virus è termolabile, ovvero si distrugge con il calore. Per cui la febbre rappresenta un meccanismo di difesa dell’organismo, che tende ad annientare il virus proprio con la febbre alta. Bisogna evitare i picchi di 39-40 °C, utilizzando il paracetamolo quando la temperatura corporea supera i 38 °C.

Poi, però, ci sono le complicazioni...

Purtroppo si. In alcune situazioni, infatti, e con alcuni virus in particolare come l’H1N1, l’influenza è in grado di scatenare un’insufficienza respiratoria, in quanto all’interno dei polmoni si crea una tempesta infiammatoria per cui gli alveoli si riempiono di muco, riducendo lo scambio gassoso. Per questo motivo i pazienti sono costretti ad andare in Rianimazione, o a ricorrere all’ECMO, una tecnica di circolazione extracorporea.

E in Puglia, ci sono stati questi casi gravi?

Si. Sinora abbiamo registrato ben 17 casi, con due decessi: il bambino di 15 mesi e la signora di 60 anni di Casamassima.

Superata la paura, siamo ancora in tempo per vaccinarci o è già troppo tardi?

Siamo ai limiti. La curva è ancora in ascesa, quindi significa che ci saranno almeno altre 4 settimane di influenza, con questi numeri. Sino a fine Febbraio, ahimè, ci si può ammalare. Chi non è stato ancora colpito può vaccinarsi ancora, avvalendosi dell’unico strumento affidabile in grado di prevenire la malattia.

Oltre a qualche “consiglio della nonna”, come il coprirsi di più, cosa può suggerire ai nostri lettori?

Mi verrebbe da dire di cercare di evitare quei luoghi molto frequentati. La malattia si trasmette attraverso quelle “goccioline” di muco e di saliva, anche parlando a distanza ravvicinata con un’altra persona. Immaginate un semplice starnuto quanti danni può creare. Un altro accorgimento importante per prevenire la malattia, raccomandato dalla letteratura scientifica, è il lavarsi le mani frequentemente, con il sapone, o disinfettarle con l’amuchina. Essere a contatto con maniglie e passamani nei luoghi pubblici, o anche toccando i soldi, ci predispone al virus.

Lo scorso 3 Novembre lei è stato confermato Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO). Quali responsabilità sente?

Una responsabilità non di poco conto. Ho iniziato questa esperienza tre anni fa, e mai avrei pensato fosse così gravosa. L’Ordine di Bari vanta quasi 10.000 medici, e le problematiche della Sanità non sono poche. Siamo in una fase in cui è difficile trovare il bandolo della matassa. La gente lamenta l’assenza dei servizi, i medici dicono che il sistema non funziona, e così via. L’ingresso nella professione, poi, è sempre più difficile, e i più fortunati arrivano tardi nel mondo del lavoro. Insomma, i problemi sono davvero tanti, ma stiamo lavorando.

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