Giovedì 15 Novembre 2018
   
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L’Ute chiede una sede

La professoressa Vittore in una foto di repertorio

Con il Concerto di Natale dello scorso 3 gennaio, l’Ute di Turi ha chiuso in musica il suo 2014, pronta, però a preparasi per i prossimi appuntamenti che la vedrà nuovamente protagonista ed accogliere i progetti discussi nell’ultimo incontro con le Ute provinciali.

Ad esprimerci il suo ringraziamento a quanti hanno preso parte alla serata, a Don Giovanni Amodio per la sua disponibilità e all’Assessore Giusy Caldararo, la presidente della sezione turese, la prof.ssa Carmela Vittore. “È stata una grande emozione accogliere nella nostra Turi il coro di Mola e vedere la bella sintonia tra gli allievi delle due scuole” – ha commentato la professoressa.

Contenti dell’accoglienza ricevuta, i coristi molesti, seguiti dalla vice presidente nazionale delle Federuni, la professoressa Giovanna Frallonardo, si sono detti pronti a tornare a Turi e ripetere una serata che ha entusiasmato pubblico e protagonisti.

“Unico nostro rammarico” – prosegue con una nota di tristezza la professoressa Vittore – “è non avere comunque uno spazio a noi riservato, dove svolgere le lezioni e i nostri laboratori, in aule idonee e con i tempi appropriati”. Per ora ospitati presso alcune aule dell’Istituto Comprensivo “grazie alla disponibilità del Dirigente Scolastico e del custode”, l’Ute di Turi è ancora in attesa di ricevere risposte da parte dell’Amministrazione, affinchè si possa avere una nuova “casa” dove poter lavorare in maniera opportuna. “Molti materiali sono purtroppo depositati nelle case dei nostri corsisti e non possiamo neppure usufruirne al momento opportuno”.

La nostra vecchia sede, sarebbe stata la più idonea ad ospitarci, ma è stata destinata ad altro. Così ritorna: “Quest’anno non ho ancora fatto l’inaugurazione dell’anno accademico, ma non credo che lo farò e più passa il tempo, più mi demoralizzo”. “Ci raccontano che non ci sono altri locali, ma di fronte a questa indifferenza, non troviamo motivo di proseguire nel nostro percorso formativo” – aggiunge indignata la Vittore. L’Ute, come scuola di formazione e di crescita, e non spazio ludico d’intrattenimento, come ha spiegato ancora la presidente, attende così una maggiore attenzione per portare a Turi e da Turi, una chiara dimostrazione di appartenenza ad una comunità riconosciuta in tutta Italia come sede scolastica per le diverse età.

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