Lunedì 19 Novembre 2018
   
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L’Ute di Turi porta in scena De Filippo

Momenti della serata (3)

Un’occasione d’incontro, confronto e riflessione, quello delle Ute della Puglia, che lo scorso venerdì 28 novembre, presso il Sombrero di Mola, hanno festeggiato il terzo incontro interuniversitario.

“Perché la cultura non ha età” e perché imparare, divertendosi, è l’ingrediente segreto che contraddistingue non solo chi decide di far parte della grande famiglia dell’Ute, ma anche chi, con impegno e dedizione, porta avanti il progetto formativo e di crescita di ogni corsista.

Momenti della serata (1)

Avviati già da qualche settimana i nuovi corsi dell’anno accademico 2014/’15, le Ute della Puglia si sono date appuntamento, in quel di Mola, per raccontare in pochi minuti e con un laboratorio per realtà, il mondo dell’Ute locale. Hanno così divertito e conquistato un tripudio di applausi, il gruppo del laboratorio teatrale di Turi, I Plautini, che hanno portato in scena uno sketch tratto da “Un suicidio collettivo” di Peppino De Filippo.

Laboratori a confronto e un augurio per il nuovo anno accademico hanno fatto da padrona durante la serata, dove hanno trionfato, per la loro simpatia, i corsisti dell’Ute di Turi. Angelo Iacobelli in Felice Sciosciammocca, Pasquina Cascarano in Luisa la cameriera, Valeria Pietrini in Maria la cameriera, Filomeno Torsello in Pasqualina Mellone, proprietaria della casa con lo spirito, Cosimo Cirilli in Donatino Stocchetti il creditore, Grazia Ferricelli in Anselmina Spaccamontagna, Teresa Melendugno in Adelaide, Maria Lerede nella signora Pennacchia e Mario Laera nel titolare dell’agenzia funebre “Certezza”, tutti diretti da Pina Laterza che ne ha curato l’arraggiamento. La farsa è la storia di uno scapolone non più giovane che sciupa i suoi averi col divertimento e col gioco delle carte e finisce col coprirsi di debiti. Personaggi molto comici danno luogo ad una successione di scene esilaranti che utilizzano alcune chiavi più tradizionali della risata: l’equivoco, il difetto di pronuncia, il modo strano di parlare o muoversi sulla scena.

Momenti della serata (2)

E come nelle migliori farse teatrali, i corsisti di Turi hanno regalato tantissime risate, riscuotendo complimenti da parte di tutti. “L’Ute di Turi è tale grazie alla volontà, alla voglia di stare insieme e alla costanza di ogni corsista” – sottolinea Carmela Vittore, presidente della sezione turese, orgogliosa e contenta dei numerosi apprezzamenti che la scuola ha raccolto e riceve in qualsiasi occasione. “L’anno accademico è appena iniziato e devo ringraziare anche il dirigente scolastico, prof. Ferdiando Brienza, che ha, ancora una volta, aperto le porte dell’Istituto per i nostri corsi” – ha proseguito la presidente Vittore, soddisfatta del clima familiare che si è creato all’interno della Ute turese. Non solo scuola, professionalità, apprendimento, ma soprattutto unione, condivisione e divertimento a legare tutta la famiglia della scuola turese, impegnata a preparare i prossimi appuntamenti che li vedranno protagonisti, nel periodo di Natale, in diverse occasioni, locali e in paesi vicini. Tra questi, li ascolteremo il prossimo 24 dicembre, nella Grotta di Sant’Oronzo, quando il suo coro accompagnerà la nascita del Bambin Gesù.

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