Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Inaugurata a Noci “A tutte le vittime della strada”

Lo scultore turese spiega i particolari della sua opera. ph Margherita Calefati(7)

Non si conta, purtroppo, il numero delle vittime della strada. Spesso giovani, molte volte vittime della loro stessa voglia di cercare nuove emozioni, altre volte, innocenti figure che incrociano la via di qualcuno che ha deciso di rischiare, di accelerare, di correre.

A queste vittime, con l’augurio che la strada non ne restituisca più, e a Gianni Morea, figlio di Leonardo, il committente, la scultura commemorativa realizzata dal nostro concittadino, Alessandro Fabio Basile ed inaugurata lo scorso sabato, 8 novembre, presso i giardini comunali di Noci. A inaugurarla il sindaco di Noci, Domenico Nisi e il vice sindaco, Marino Gentile. Con loro, le terze classi della scuola media “Giovanni Pascoli” di Noci, il sindaco di Pogliano Milanese, Vincenzo Magistrelli, il comandante della stazione dei Carabinieri di Noci, Lorenzo Zaccaria e il comandante dei Vigili Urbani di Noci, Gianvito Vavallo. Hanno presieduto la Santa Messa, nei pressi della scultura, il parroco di Pogliano Milanese, Don Andrea Cardani, l’arciprete della Cattedrale di Monopoli, Don Giovanni Intini ed il parroco della chiesa di San Domenico, Don Vito Gentile. La commentiamo con lo stesso scultore, Alessandro Fabio Basile.

Come nasce questo monumento e cosa rappresenta?

“Questa scultura nasce da un’idea di un cittadino di origini di Noci, signor Leo Morea, che da 50 anni vive in provincia di Milano. Purtroppo 10 anni fa, il figlio Gianni - a cui è dedicata l’opera e sulla incisione ai piedi della scultura si nota una pietra su cui è inciso proprio il suo nome - ha perso la vita in un incidente stradale. Tornato a Noci dopo la pensione, ha cominciato a lavorare sul progetto.  Ricordare e commemorare con una scultura tutte le vittime della strada. Quindi il titolo dell’opera è "A tutte le vittime della strada".

Di che materiale è stato realizzato e quanto tempo hai impiegato per realizzarlo?

“La scultura è in pietra di Trani del peso di 20 quintali, per un’altezza di 2,50 m. I tempi di realizzazione vanno dai 2-3 mesi”.

Come molte altre tue sculture, anche questa racchiude in sé sentimenti ed emozioni.. Come artista, ti fai guidare dalla richiesta o è il tuo cuore, la pietra e le tue emozioni che muovono attraverso le tue mani?

“Questo è stato un lavoro molto impegnativo, perchè cercare di rappresentare un tema così delicato, non è, credo, cosa facile. Quando, in qualche modo, devi raffigurare un tema che rappresenti la morte, che racconti la vita e che evidenzi il dolore, il pathos, per un artista sicuramente è una grande sfida, che ha avuto bisogno da parte mia di un’introspezione profonda. Si vanno a toccare quelle corde che oggi, per i nostri tempi moderni, è molto difficile toccare.

Oggi il tema della morte è un tabù. Tutta la nostra vita è basata sul far finta che non esista e che non ci tocchi, ma ovviamente non è cosi. Ecco perché ho scelto che la scultura fosse sistemata di fronte alla strada, proprio come monito per gli automobilisti e non solo”.

Nello specifico, cosa rappresenta “A tutte le vittime della strada”?

“Ho voluto rappresentare un corpo ormai dolcemente morto (per dare anche un senso di dolcezza alla morte stessa) che contrasta con la rigidità e la tagliente spigolosità degli elementi che lo incastrano, ma allo stesso tempo lo sorreggono. Gli elementi spigolosi si riferiscono alle lamiere delle auto contorte dopo un incidente. Un morbido corpo è sovrastato da un elemento che poggia pesantemente sulla spalla. In questo, il simbolismo, riferito al peso della vita di tutti i giorni. Anche perché questi pesi non ci fanno vivere, e in questo caso, guidare, con lucidità e serenità”.

Si ringrazia per le foto, Margherita Calefati

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