Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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La Fidas Turi ad Acerenza

Il gruppo Fidas Turi ad Acerenza (Pz) (3)

Baciati dal sole che ha rotto, per pochi giorni, il plumbeo cielo di novembre, i soci dell’Associazione Fidas di Turi, hanno trascorso, la scorsa domenica 9, una giornata, nell’affascinante città di Acerenza, in provincia di Potenza.

Durante il pranzo

Per la giornata del socio, infatti, il gruppo Fidas ha dedicato qualche ora alla scoperta di una cittadina, che, seppure di pochissimi abitanti – circa 2000 – racchiude in sé una memoria storica di grande spessore e curiosità. Situata sulla sommità di un colle delimitato dal fiume Bradano e Fiumarella, suo affluente, sorge la cittadina, un tempo chiamata Acheruntia, cantata anche dal latino Orazio.

Ai suoi piedi, un paesaggio dominato da ampie estensioni di vigneti testimonia la ricchezza di questa terra dove si raccoglie in prevalenza uva aglianico, usata per la produzione del famoso vino locale. Grazie alla presenza di un’attenta guida, i soci Fidas hanno potuto conoscere gli elementi distintivi di un tesoro italiano dove, ritrovamenti risalenti al VI - IV sec. a.C., attestano la presenza sul territorio di insediamenti antichi. 

La guida impegnata ad accompagnare il gruppo turese

In particolare è stata rinvenuta una tomba del VI sec. a.C. e una statuetta di bronzo raffigurante Eracle, dio protettore delle genti italiche.

La ricca tradizione storica di Acerenza, che nel corso dei secoli fu soggetta a diverse dominazioni, s’intreccia con un solido culto religioso. La sua Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo, Santo Protettore del paese, è una vera e propria perla che riflette, nell'armonia delle sue forme architettoniche, la luce della fede di cui è custode, mentre il suo centro storico mantiene ancora importanti testimonianze storiche, con edifici del XVII-XVIII secolo.

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