Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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La tradizione dei primi di Novembre

Focaccia

Secondo la tradizione popolare turese nella notte tra l’1 e il 2 novembre le famiglie dovrebbero lasciare imbandita la tavola con pane, vino, acqua (perché i morti possano dissetarsi dall'arsura delle fiamme del purgatorio) e qualche pietanza familiare. All’origine di quest’antico rituale vi è la convinzione che le anime dei defunti tornando dall’aldilà, attraverso un viaggio lungo e faticoso, debbano essere ripagate con tavole imbandite al fine di poter trovare ristoro.

Un’altra usanza vuole che durante la giornata di commemorazione dei defunti sia consumata la “Fcazzed di mùrt” una focaccina molto più simile ad una pagnotta. Si tratta di una focaccia, caratterizzata dall'essere la quarta parte del peso di una tradizionale ruota di focaccia, farcita con ricotta forte, tonno o alici salate, il tutto condito con pepe e peperoncino. La tradizione vuole che anticamente i contadini che si recassero alla messa mattutina portassero con sé questa focaccia affinchè fosse benedetta prima di poter essere consumata. Incuriosisce la scelta di una pietanza farcita da sapori particolarmente forti come quello della ricotta“ashkuand” ovvero “bruciante”.

Il ragionamento alla base di tale consumo è dettato dalla convinzione  che il devoto mangiando del fuoco (così veniva inteso il cibo piccante) lo sottraeva alle anime che ne erano immerse portando loro sollievo.In questo rituale si evince una vera e propria forma di rispetto nei confronti dei defunti volta a rendergli magnanimi durante il loro soggiorno che, sempre secondo la tradizione, durerebbe fino all’Epifania .

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