Domenica 18 Novembre 2018
   
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Altro che Halloween … Magia turese!!

malocchio

Fin dall'antichità nelle tradizioni e credenze popolari, la superstizione nell'interpretare segni della natura o nel prevedere il futuro ha svolto un ruolo determinante. Non occorre quindi la fatidica notte di Halloween per sentirsi avvolti in un’aura di mistero, bensì è sufficiente conoscere i vari aspetti tradizionali popolari legati ai riti magici, ai talismani e agli amuleti dando inoltre uno sguardo alla medicina popolare.

È proprio la tradizione popolare a sancire l’esistenza di due entità di diversa natura quali la fata della casa e la gùre. Ma cosa sono esattamente queste entità? La fata della casa viene solitamente associata ad un angelo domestico che protegge e qual ora fosse toccato porta fortuna mentre la gùre è uno spiritello malevolo  che si diverte a tormentare il sonno. Segno del suo passaggio sono lividi sul corpo e nodi nei capelli. Segni che possono essere evitati ponendo all’interno della casa, dietro una porta, una scopa di saggina.

Molto più suggestivo risulta l’antico rito dell’affascio volto a liberare l’affascinato dall’invidia. Ma come si svolge esattamente questo rituale? La fattucchiera, o meglio la guaritrice, traccia per ben tre volte il segno della croce, recitando a bassa voce, in un bisbiglio quasi muto, la formula. Poi ripete il segno di croce, sempre per tre volte, sulla fronte dell’“ammalato”, usando il pollice destro, scandendo le parole risanatorie.   Infine versa con l’indice destro una goccia di olio di oliva in un bacile (o piatto) e quanto più questa si allarga tanto più, l’affascino è grande. A questo punto la fattucchiera al fine di liberare l’affascinato dall’invidia recita le seguenti parole “Io ti libero dalla testa ai piedi, chi ti ha fatto del male deve farti del bene. Occhio contr’occhio, mettiglielo all’occhio schiatta il diavolo e crepa l’occhio”. Legati alla superstizione non sono solo i rituali ma anche i simboli come ad esempio le forbici a punte divaricate che allontanerebbero il malocchio o ancora il ferro di cavallo che porterebbe fortuna. Senza dubbio quello delle antiche credenze popolari è un patrimonio ricchissimo, ogni giorno, sempre più sprovvisto di memorie vive che sappiano riportarci la fragranza di una cultura di cui tutti siamo figli. Oggi che le voci dei nostri vecchi sono sempre più flebili e in tanti casi ormai mute abbiamo il dovere di non dimenticare il ruolo della cultura popolare; dobbiamo cercare di salvaguardarla, senza enfasi e con il necessario equilibrio, per non perdere di vista la nostra identità, le nostre radici, il nostro modo di essere nella storia.

Commenti  

 
franco
#3 franco 2014-11-15 00:47
E sicuramente andremo sempre peggio!
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cultura popolare?
#2 cultura popolare? 2014-11-12 23:43
tra cultura popolare e riti pagani espressamente contro ogni principio della nostra madre chiesa ce ne passa... mi sa che anche la nostra festa patronale con questo andazzo pseudoculturale da essere rito religioso, sarà diventato mero folklore, ma forse l'aida in piazza lo ha già certificato ufficialmente
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666
#1 666 2014-11-12 23:28
purtroppo il diavolo si manifesta anche a Turi con i suoi accoliti ed esperti in materia, ma c'è sempre un prezzo da pagare
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