Sabato 17 Novembre 2018
   
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FSE: continuano i disservizi

FSE

Ormai non fa più stupire il disservizio che da qualche settimana interessa la linea ferroviaria delle Ferrovie Sud Est. Ritardi, guasti, stazioni irraggiungibili, cambio di mezzo, deviazioni e lunghe ore passate in attesa di poter salire sul mezzo per raggiungere la meta desiderata.

Non stupisce, ma fa riflettere e arrabbiare chi, pagando lautamente il proprio biglietto, non può godere del servizio che ha richiesto. Così s’inseguono scuse e spiegazioni perché non si è arrivati in tempo alla lezione, ad un esame, sul posto di lavoro, non per colpa del proprio comportamento, ma a causa di un servizio che oramai fa acqua da ogni parte.

E se un giorno sono i cavi tranciati sulla linea ferroviaria, l’altro giorno sono i treni guasti che non permettono agli utenti di salire o scendere e inchiodano i dipendenti delle FSE a dare spiegazioni e ascoltare le giuste rimostranze dei pendolari, senza poter fare molto per loro, se non, qualche telefonata.

Clamoroso il caso di qualche giorno fa, quando i pendolari partiti da Putignano alle 7.00 del mattino, sono arrivati, stremati,  a Bari alle 11.00 circa, con il conseguente problema lavorativo e scolastico da dover giustificare.

Una situazione che non è più sostenibile e che si aggrava, se si pensa che i costi per lo stesso servizio sono aumentati – associati anche ai lavori di elettrificazione dell’intera linea – ma la qualità è invariata, per non dire, peggiorata.

“Ogni mattina vado in stazione alle 7.00 e mi chiedo se, e a che ora, arriverò a Bari” – ci racconta un pendolare turese, che nonostante abiti nei pressi della stazione, da qualche giorno preferisce salire sul bus per raggiungere il proprio posto di lavoro. “Come pretendiamo serietà ed impegno dai ragazzi – incalza un’altra signora – se insegniamo loro a comportarsi con superficialità e menefreghismo!”.

Tutto questo si unisce alla riflessione sulla spesa che le ferrovie Sud- Est hanno fatto, nello scorso 2009, per l’acquisto degli stessi treni “d’oro” dalla società polacca ‘Varsa’, per diversi milioni. L’intera operazione è stata finanziata con fondi erogati dalla Regione Puglia e dall’Unione europea. Perché noi cittadini dobbiamo pagare così tanti soldi per un servizio così scadente? Perché dobbiamo viaggiare su mezzi di seconda mano e soprattutto non funzionanti? Perché dobbiamo usufruire di treni dismessi da due distinte società tedesche e fatti passare come “affare” per la Regione Puglia? A chi il compito di giudicarci cittadini di serie B?

Solo della scorsa settimana è un’interrogazione che poneva l’attenzione sul trasporto su gomme delle Fse in provincia di Lecce dal M5S, ma tante le risposte evasive sull’argomento. Forse i nostri pendolari ed i lavoratori “costretti” a prendere il treno per spostarsi, non sono degni di attenzione?

Commenti  

 
pino_bari
#1 pino_bari 2014-11-11 20:53
Non solo le Ferrovie, guarda un po' le autolinee........stamattina abbiamo viaggiato sul tratto Turi - Zona Industriale Bari ore 06,30 con il tettuccio per uscita di emergenza completamente aperto, privo di ogni fermo, abbiamo utilizzato delle tende per legarlo al passamani...........che schifo
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