Multe “pazze”: esasperati i turesi

L'assessore Gianvito Pedone in balia delle onde cerca una mediazione con i vendicatori delle multe

In un periodo di grandi problemi economici, in un periodo che non accenna a finire e nel quale crescono le difficoltà familiari, in un periodo in cui perdere il posto di lavoro sembra una routine e mantenerlo, significa comunque, difficoltà e grandi sacrifici, appare scontato e quasi naturale il comune aiuto. Forme di baratto si uniscono a favori reciproci, aiuti familiari incontrano le mani di vicini e amici, il tutto per rendere meno gravose le spese quotidiane e poter affrontare nel modo più sereno le vicende quotidiane.

Solo pochi giorni fa abbiamo ascoltato le voci di quanti, cittadini turesi, sono stati chiamati a pagare cifre troppo alte per le tasse comunali. Oggi, si parla ancora di cifre, e questa volta si tratta di multe.

Stanchi ed esasperati i cittadini turesi che ogni giorno si vedono “abbellire” il proprio mezzo con foglietti colorati lasciati sul parabrezza. A fare la voce più grossa, i commercianti della nostra Turi, negozianti ormai sul piede di guerra nei confronti di chi, consapevole di quanto accade nei diversi esercizi, “si diverte” a regalare multe a chiunque, anche se si allontana per pochi istanti. “Siamo stanchi” – è il grido di tutti – “vogliamo solo lavorare!”. A fare eco a queste incontrollabili multe, i commercianti che non possono permettersi di caricare e scaricare la propria merce, i commercianti che non possono permettere ai propri clienti di parcheggiare momentaneamente i loro mezzi solo per pochi minuti, i commercianti che non possono garantire ai loro clienti di poter usufruire di un servizio, pena, una multa.

“Sappiamo ormai di chi si tratta e sappiamo che è solo un agente di Polizia Municipale che si compiace di firmare multe e regalare grattacapi ai suoi concittadini” – ci raccontano stanchi ma arrabbiati tutti. “L’altro giorno un muratore, non di Turi, si era fermato solo per pochi istanti a prendere un caffè e senza neppure terminare la sua tazzina, è tornato indietro ed ha trovato una multa”. “Ci vuole un po’ di buonsenso” – rimarcano all’unisono, elencando una serie di occasioni che “il vigile” non si è fatto perdere per alleggerire il suo libretto e le tasche dei già tartassati turesi. Una situazione non più sostenibile per tutti e in principal modo per i negozianti che ormai si sono fatti portavoce di una serie di proposte per far scrivere la parola fine nei confronti di un atteggiamento “di potere” che si scontra con la tolleranza e il vivere sereno e tranquillo di una comunità nella quale “tutti si conoscono”. “L’incompatibilità del suo modo di fare - aggiungono – è palese a tutti e ormai si circola nella paura e con la speranza che non arrivi il vigile delle multe”. “Già da qualche tempo – proseguono – abbiamo chiesto l’intervento dell’Amministrazione e di chi di competenza per risolvere il problema, ma pare che ancora nulla si muova e la risoluzione è sempre rimandata”. Ad aggravare la situazione, i divieti che ornano le piazze turesi e soprattutto la piazza che accoglie i mezzi della stessa Polizia Municipale. Divieti che si scontrano con la volontà di lavorare di esercizi commerciali che inevitabilmente si domandano per quanto ancora potranno sostenere atteggiamenti e decisioni che ledono il loro normale svolgimento di attività e che impediscono di sperare di far crescere un paese come Turi. “Se in una piazza, come quella principale, vengono apposti divieti in ogni lato e sull’unico disponibile a quattro parcheggi, due sono limitati agli stessi mezzi della Municipale, i clienti dove devono parcheggiare?”. “Piuttosto che perdere tempo a girare alla ricerca di un parcheggio, cambiano e non si fermano neppure!” – evidenziano con irritazione i commercianti, disegnando un futuro dalle sfumature nere per le loro famiglie. “Se i clienti non spendono, noi per primi non possiamo pagare le nostre tasse!” – rimarcano.

Nei loro occhi, lo sguardo dell’esasperazione; nelle loro voci, la stanchezza di lottare contro regole che ledono la voglia di lavorare e del vivere correttamente e quasi con rassegnazione si chiedono se arriverà mai il giorno che qualcuno prenda dei provvedimenti che possano accontentare tutti.

In un paese come l’Italia, e Turi non fa eccezione, all’applicazione della legge va accompagnato anche un margine di buon senso e se il lavoro di chi indossa una divisa mira ad appesantire le casse comunali , piuttosto che garantire il benessere del cittadino, come fa, il comune cittadino, a sentirsi protetto e al sicuro e prendere quella persona come esempio? La legge è tale e va rispettata – è stato ripetuto anche in una recente serata organizzata dal Centro Studi di Turi – ma sta all’uomo interpretarla e saperla applicare. In tutto però, c’è una regola fondamentale: il rispetto della persona, un rispetto che, a quanto pare di ascoltare, non viene applicato.

Ascoltando le loro voci, ci appaiono ben ferme le immagini che qualche anno fa hanno colorato le pagine della cronaca cittadina. Era tra il marzo e l’aprile 2013 quando furono incendiate due auto personali di vigili urbani, mentre l’anno precedente, esattamente nel mese di maggio 2012, fu usato del catrame per sporcare l’ingresso del comando della Polizia Municipale e la stessa targa.