Martedì 20 Novembre 2018
   
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“Da questa Amministrazione nessuna equità sociale”

Carmine Catalano

A parlare di tasse è questa volta Carmine Catalano, il quale parla di “confusione rispetto alla Tasi, tassa pagata per i servizi indivisibili.  A Turi si è applicato il massimo – prosegue ai nostri microfoni –, senza lo 0,8 per mille,per cui sarebbero state previste delle detrazioni. Solo un altro paese ha previsto la copertura dei servizi al 100% cioè Cellamare”. Prosegue spiegando come secondo lui la nuova Amministrazione sia giunta a questo punto e si chiede come saranno spesi quei soldi: “Sui servizi il Comune non ha fatto dei conti in maniera analitica, ma approssimativamente. Inoltre la Tasi è applicata in base ai servizi che il Comune dà. Io vorrei capire, quali servizi saranno forniti ai cittadini sulla base della Tasi che pagano? Servizi agli anziani? Non ci sono. Servizi ai giovani? Non ci sono. Verde pubblico? Non penso che sia così impeccabile. Ci sono molte persone che non hanno reddito a cui viene applicata la Tasi perché hanno una casa di proprietà. Case popolari? Molte disabitate. Perché l’asilo nido, per cui sono stati fatti quattro progetti, non si è completato? L’Area ex ospedale è senza luci e ha marciapiedi di sabbia, le strade sono tutte rotte. Quanti soldi metterete per le strade? Quanto ancora si dovrà aspettare per la domanda delle case popolari”. Catalano prosegue lamentando la mancanza di equità sociale che la Tasi ha determinato:  “Tutti la pagheranno, anche chi non ha reddito. Il dramma di questa Amministrazione è di non aver fatto anticipatamente una serie di valutazioni”. A questo punto prospetta tre soluzioni alternative con cui la maggioranza si sarebbe potuta confrontare: abbattere le spese dei vari uffici dei funzionari, alcuni costi fissi non possono essere eliminati, ma sarebbe stato possibile, secondo catalano, fare una “spending review sui costi variabili”. Andare all’Ufficio delle Entrate e verificare quante famiglie a Turi hanno reddito, applicare quindi la tassa su scaglioni di reddito oppure si sarebbe potute considerare delle detrazioni. “Questo non è stato fatto ed è un fatto gravissimo” - aggiunge. “È stata applicata una tassa sui valori venali: valori determinati dall’ufficio urbanistico e che non venivano aggiornati da sei anni, seppur per legge dovessero essere rivistii ogni due anni. Il funzionario ha dovuto allora applicare l’indice di costruzione diverso, quasi tre volte maggiore. La prospettiva di abbassare le aliquote sui terreni a dicembre è un concetto sbagliato, dovevano fare le verifiche prima, avere tutti i parametri di questi terreni edificabili”. Cita poi la delibera n. 21 del 7 aprile 2008, precisamente l’art. 6 bis, comma “d”, il quale prevede che chi ha un’area edificabile ad uso agricolo o di allevamento e il 50% del suo reddito proviene da quell’attività non deve pagare ne Tasi, né IMU. Sulla Tari afferma: “Mi fa rabbrividire”. Hanno applicato il 30% di sconto a famiglie con più di cinque persone, senza sapere quanto reddito hanno. A Turi ci sono 68 famiglie con almeno cinque componenti, ma alcune di queste riceveranno lo sconto pur avendo un reddito elevato, stanno benissimo. Non hanno applicato le agevolazioni in base al reddito, la maggior parte delle famiglie sono composte da quattro persone. Questa non è equità sociale, è agevolare le persone già ricche. Sono cose assurde, senza senso”.

Infine si passa a parlare dello scottante tema della sanità. Catalano è promotore di una raccolta firme organizzata dal Comitato Turi Futura per il polo ambulatoriale. Il volantino documenta che attualmente il la struttura offrirebbe le seguenti prestazioni: oculistica, urologia, odontoiatria, cardiologia (fino a fine anno) e nefrologia, mentre non esisterebbero più i servizi riguardanti endocrinologia, otorinolaringoiatra, ortopedia, ecografia. Sulla situazione del 118 si legge che attualmente non c’è più il medico, ma solo l’infermiere con l’autista. Il pediatra sarebbe rimasto solo con 1500 bambini posti di fronte a file interminabili per essere visitati. Questo, si legge sempre nel documento, sarebbe il risultato di una politica nazionale e regionale sciagurata che ha messo in ginocchio la sanità pubblica. “Noi del Comitato Turi Futura pensiamo che la colpa sia anche della classe politica turese degli ultimi 20 anni, perché non è possibile che altri comuni come Sammichele di Bari, Casamassima e Gioia del Colle abbiano avuto dai dirigenti sanitari provinciali un incremento sia di personale infermieristico che amministrativo, sia di dottori che della diagnostica, al contrario di Turi. L’obiettivo della raccolta firme è chiedere al Sindaco di Turi un tavolo tecnico con l’Amministrazione, i rappresentanti dei medici di base e i dirigenti sanitari provinciali. Se in quell’occasione non avremo alcuna garanzia di una risoluzione che dia a Turi i servizi sanitari fondamentali, il denunceremo tutto alla Procura della Repubblica per sottrazione di servizio pubblico sanitario”.

Commenti  

 
avuè
#1 avuè 2014-10-28 13:33
Catalano non ti conosco non sono a conoscenza della tua fede politica ma prima di scrivere e farti bello ERUDISCITI non dire cose imprecise anzi cavolate su leggi dello stato centrale ... la tasi è un'imposta reale e non personale e come tale colpisce il presupposto impositivo con scarse possibilità di personalizzazione (cioè di adeguamento del prelievo fiscale alle condizioni personali del contribuente) se vuoi ti consiglio un buon testo di economia pubblica e scienza delle finanze. Prima di parlare al vento pensa è evidente che stai costruendo a poco a poco la tua candidatura alle prossime elezioni. t'a va' accatè c' nan' t' canosc' ciucc, mì' abbiamo già michel boccardì come uomo ombra a turi!!!!
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