Lunedì 12 Novembre 2018
   
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Bombe d’acqua e pioggia (dis)continua.

fioroni

L’àcque ca nan è fàtte, ‘ngìjle stè. (Se non piove per troppo tempo, prima o poi farà tanta pioggia.) Proverbio quanto mai azzeccato per l’annata 2014. Erano anni ormai che la pioggia amava giocare a nascondino. A “soffrire” finora agricoltori e allevatori, che hanno sopperito alla mancanza di pioggia con l’uso quanto meno esagerato e a volte sconsiderato degli impianti di irrigazione pubblici e privati. Ma ecco il mal tempo, i temporali, l’acqua… Siamo reduci da una estate fresca e piovosa. E l’ autunno ha iniziato allo stesso modo. Chi ha puntato sui calènere (antichissimo metodo dei nostri nonni e bisnonni di previsione meteo ) ha ‘toppato’: Quest’anno, prevista siccità, abbiamo avuto invece un andamento meteorologico di tendenza opposta. L’acqua caduta è stata ingente. Fra le note positive di tanta pioggia un grosso risparmio economico per non aver irrigato frutteti, etc. Tra le note negative l’aumento della peronospera e di patologie fungine. Facciamo adesso insieme una carrellata dei vari prodotti agricoli e dei danni da loro subiti. Non possiamo non cominciare dalle ciliegie che, tra un acquazzone e l’altro, sono riuscite a deteriorarsi meno del prevedibile, portando a termine un’ annata sufficiente.

Dalle “Ferrovie” all’ uva Italia

L’uva Italia ha subito quest’anno, malgrado la copertura con i teloni, un aumento di tutte le patologie dovute a muffe, funghi, parassiti. I produttori di uva hanno lottato, stanno ancora lottando e, grazie ai trattamenti, i danni sono contenuti. L’uva Italia si sta difendendo con i denti e il suo molto apprezzato profumo si espande per la campagna turese. Altra nota negativa: il tonfo dei prezzi deleterio per i produttori. E pensare che il prodotto è ancora quasi tutto sotto i tendoni. Le mandorle? Non ci si può lamentare: qualità, quantità e si portano tanti soldi a casa. Se vogliamo proprio trovare il classico pelo nell’uovo: inzuppate d’acqua, ci hanno messo un paio di giorni in più per asciugarsi. Ma tant’ è. Le percoche di Turi. Per loro Mala tempora currunt. Addirittura è stata annullata la loro sagra degli inizi di agosto.

Cadono foglie dagli alberi

Un altro fenomeno che si sta manifestando è la caduta di foglie precoce dagli alberi delle olive. E, udite udite, caduta di tutte le foglie dagli alberi dei fichi(vedi foto scattata a San Pietro Piturno). Un altro aspetto dovuto alle tante piogge è caratterizzato dai fichi spaccati e aperti. Sembrano come quando si mettevano al sole sui terrazzi e preannunciavano quelle squisitezze dal nome “chiacùne.” Ma ci sarà un frutto che non soffre l’umidità dovuta alla esagerata piovosità? Vediamo: i fichi d’India? Sì certo. E poi? Vediamo:I fichi d’India. Peggiora la situazione della salute di noci e cachi. Sulle noci si parla addirittura del 50% di frutto da buttare. Sui cachi anche di più.

La semina non è un rebus

Ogni anno in questo periodo viene vissuto il cosiddetto rebus della semina. E’ un problema se non piove, è un problema se piove poco. Non è un problema se piove molto. E’ proprio il caso di quest’anno. Antonio Giannini, esperto operatore del settore, da noi interpellato ci ha detto: “ Noi addetti ai lavori, per la prima volta dopo tanti anni, ci sentiamo finalmente tranquilli, sereni. Potremo fra 4-5 giorni seminare (soprattutto avena e fieno a costituire i famosi balloni) e prevedere l’andamento della crescita. Acqua assai significa anche,abbiamo detto, un aumento di funghi che creano varie patologie alle piante. Ma non tutti i funghi vengono per nuocere. Coppetelle, gallinacci, russole, papirazzi, mazze da tamburo, sono parte di una massa di funghi che invadono i boschi, quei pochi boschi che abbiamo, per la gioia di coloro che si recano poco dopo l’alba a farsi una scorpacciata di sensazioni bellissime. Sensazioni per palati fini.

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