Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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Inquilini beffati dal proprietario

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Quella che vi stiamo per raccontare è una storia di disagio, di mancanza di rispetto, di noncuranza delle necessità e lavoro altrui. Ad avvicinarci è un nostro lettore che dopo le consuete denunce e sollecitazioni, decide di dare alla stampa la notizia che lo interessa. In realtà la vicenda è vissuta in via indiretta, perché tra i protagonisti di quest’assurda vicenda ci sono sua figlia, madre di due bambini, anche loro vittime, ed un anziano signore di 89 anni.

Il problema serio si rileva circa quindici giorni fa, ma la radice del tutto inizia quando, “nel 2012 – ci spiega il signore – il proprietario della casa di mia figlia decide di non pagare più la tassa dell’acquedotto”. Parliamo, infatti, di due inquilini che mensilmente pagano la loro quota di affitto e tasse al loro proprietario di casa che gestisce un contatore unico intestato a lui e dal quale fa’ partire due diramazioni per i suoi affittuari.

“Dal 2012 però - come chiarisce il nostro lettore - il proprietario non paga più la tasse dell’AQP, pur richiedendo di volta in volta i soldi agli inquilini e dando loro delle ricevute di pagamento”. Dopo due anni di mancata corresponsione, quindi, nel febbraio 2014, l’acquedotto chiude il contatore, apponendo il sigillo.

Già un primo disagio per i suoi affittuari che, beffati per il mancato servizio da loro pagato regolarmente, si ritrovano a non poter più godere dell’acqua in casa. “Dopo qualche giorno – quindi ci spiega il nostro lettore - il proprietario, scusatosi dicendo che non aveva potuto versare l’ultimo saldo richiesto, pare abbia tolto il sigillo posto dall’AQP e fatto ritornare l’acqua negli appartamenti”.

 Sono bastati pochi mesi per far insospettire l’ente di servizio che, agli inizi di agosto ha mandato due tecnici ad accertare lo stato del contatore e questi “hanno immediatamente visto che il sigillo era stato rimosso e l’acqua ripreso a scorrere”. Pertanto, il 18 agosto nel pieno dell’estate e con le alte temperature che si sono raggiunte nella nostra terra, l’Acquedotto Pugliese ha bloccato l’erogazione dell’acqua e costretto l’intestatario a versare la somma complessiva di 1500 € in unica soluzione, senza possibilità di rateizzazione.

Enorme il disagio procurato alle famiglie locatarie, ignare di tutte le azioni del loro proprietario che ha chiesto poi a loro di dividere la spesa dell’AQP poiché “lui non ha soldi!”. Palese l’indignazione e la frustrazione dei due inquilini che in questi anni hanno sempre versato la loro parte di spesa dell’acquedotto e oggi si ritrovano senza servizio e con la richiesta di saldare il debito. “Proprio lui, che se ritardavi di un giorno con i pagamenti, tartassava di telefonate. Dove li ha spesi i soldi che gli erano versati in questi mesi?”. E pensare che uno degli affittuari è “un anziano di 89 anni, costretto da circa due settimane a fornirsi di taniche di acqua per potersi lavare”, mentre “mia figlia, coi i suoi due bambini, deve venire a casa mia per le loro necessità quotidiane” – aggiunge con toni duri il nostro contatto, aggiungendo tutti i disagi che la mancanza di acqua in una abitazione, comportano.

Subito dopo l’accaduto, presto sono iniziate le denunce agli organi competenti. “Abbiamo contattato i Carabinieri, l’avvocato e gli assistenti sociali” – ci spiega, sottolineando come però i giorni di festa patronale abbiano rallentato i lavori. “Ringraziamo l’assessore Giusy Caldararo che ha preso a cuore la vicenda di mia figlia e gentilmente ci ha proposto una nuova sistemazione che attendiamo di conoscere”. Seria preoccupazione, inoltre, la estende per l’anziano turese che a quanto ci racconta il lettore, si sente umiliato nel prendere contatto con l’assistenza sociale, ma allo stesso tempo non può sostenere le spese richieste con una misera pensione.

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