Lunedì 19 Novembre 2018
   
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“L’Europa è il nostro Futuro?”

Vito_Spada

Venerdì 7 marzo 2014 presso la sala Cisl in via Maggiore Orlandi a Turi, il centro studi “Aldo Moro”, ha organizzato una lezione tenuta dal prof. Vito Spada, dal titolo “L’Europa è il nostro Futuro?”

Il tema principale di cui si è discusso è stato il ruolo dell’Europa in un momento tanto difficile come quello attuale.

Lo scopo dell’incontro, così come lo stesso dott. De Grisantis, tra gli organizzatori dell’evento, ha ribadito, era di cercare di far capire se l’Europa, la sua politica e la sua moneta sono la causa o una possibile soluzione di questa crisi.

Dopo una breve introduzione a cura del sig. Catucci, che ha anticipato il tema dell’evento, il prof. Vito Spada, grandissimo economista di fama mondiale, docente universitario, nonché orgoglio turese, ha esordito spiegando che nel mondo ci riconoscono non più come italiani o francesi, bensì come europei. Lo stesso vecchio continente rappresenta un’entità che tutto il mondo ha riconosciuto e che considerano come fondamentale per l’economia globale.

A sostegno di queste affermazioni, tante slide presentate ad una foltissima platea composta da gente che ha voluto seguire la lezione un po’ per curiosità, o per vedere il proprio amico di banco dei tempi della scuola o anche perché volevano confrontare le proprie conoscenze e le proprie impressioni sull’Europa, mai come in questo momento, messa sotto accusa per la sua politica di rigore.

Il professore ha ribadito con chiari ed inequivocabili dati quanto fondamentale per l’economia non solo italiana ma mondiale, sia l’intervento dell’Europa e quanto sia stato provvidenziale l’adesione dell’Italia all’euro.

L’Euro più volte in passato e soprattutto oggi per molti stati in difficoltà, funge da riparo contro insidiose e rovinose speculazioni finanziarie, senza del quale avrebbero dovuto inabissare le proprie economie verso un inevitabile  fallimento con le disastrose conseguenze che ne deriverebbero.

Continuando con le slide, l’attenzione dei presenti è stata puntata sulle scelte che gli organi istituzionali europei hanno voluto adottare ovvero di investire in infrastrutture, privilegiando quei territori dichiarati disagiati come ad esempio il mezzogiorno d’Italia. Investimenti che hanno anche salvaguardato la ricerca e lo sviluppo, spingendo i cittadini europei a considerare proprio territorio non solo la nazione di appartenenza bensì tutta l’area della comunità europea. Il progetto Erasmus, tramite il quale, molti giovani laureati hanno potuto approfondire gli studi vivendo in altri stati europe, è stato finanziato da fondi europei.

L’abbattimento dei confini in effetti è stato un altra importante conquista made in Europe. Il libero scambio ha permesso, ad esempio, alla nostra manifattura di poter diventare un’eccellenza mondiale.

Altro elemento importante che è scaturito dalla lezione del prof. Spada è stata la minima incisione sulle economie dei cittadini europei per far fronte alle tasse europee. Dagli studi effettuati infatti, circa metà degli stipendi guadagnati dagli italiani in un anno vengono assorbite dallo Stato. Per pagare le tasse dell’Ue necessitano semplicemente quattro giorni. Uno sforzo minimo per rimpinguare un fondo che viene per la maggior parte utilizzato sotto forma di investimenti per il proprio territorio o, elemento importante, per finanziare progetti di sviluppo in nazioni economicamente svantaggiate come l’Africa questo per creare nuovi mercati. Un particolare quest’ultimo che non deve passare inosservato forse anche perché nessun’altro continente ha osato fare la stessa cosa.

Dalla lezione del professor Spada emerge che il problema non è l’Europa, non è l’euro che anzi, in tante occasioni hanno aiutato e di molto le economie dei paese aderenti. La causa invece è da ricercarsi più che altro nell’incapacità da parte dei singoli Stati nel non aver adoperato quelle riforme economiche e finanziarie utili per poter affrontare una nuova economia, un nuovo modo di affrontare i mercati, ma soprattutto un nuovo mercato non più limitato, bensì globale dove la concorrenze è sempre più agguerrite, più competitive e che presta molta più attenzione alla ricerca, allo sviluppo ed al futuro.

Col prof. Spada i cittadini che hanno potuto assistere alla lezione, hanno avuto modo di apprendere l’importanza di far parte di un continente, di un’istituzione ormai fondamentale per l’intero pianeta. Magari coloro che cercano di utilizzare il disagio attuale di tanta gente in difficoltà, diffondendo un populismo quanto mai figlio di poca conoscenza, hanno avuto una chiara e seria risposa.

Seguire l’opinione della massa è importante ma bisogna essere anche molto attenti a non diventare schiavi di questa. 

Commenti  

 
c.s.
#1 c.s. 2014-03-24 21:51
l'europa e' la nostra rovina!!!!!!!!
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