Sabato 17 Novembre 2018
   
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Il ricordo della preside Caterina

capobianco

Insegna Kahlil Gibran che “il ricordo è un modo d’incontrarsi”. E noi, questa settimana, vogliamo incontrare e ricordare la memoria della prof.ssa Caterina Capobianco, una donna forte e tenace, scomparsa prematuramente nel febbraio 2002. L’ “incontro” con la preside polignanese, molto amata a Turi, dove ha prestato servizio per tanti anni presso la scuola media, e molto amica del senatore Tonino Coppi, comincia da alcuni ritagli fotografici, frammenti di memoria rimasti impressi sulla pellicola e sul cuore di quanti l’hanno conosciuta. Nel nostro archivio fotografico spuntano due immagini scattate lo scorso anno, dopo la Messa commemorativa nella Trinità. A comporre i frammenti del ricordo ci aiutano il fratello Gianni Capobianco, e la figlia che, Caterina, forte dei suoi studi classici, chiamò Deianira, come la sposa di Eracle.

Chi era Caterina Capobianco? Quale esempio lascia alle giovani generazioni? Caterina Capobianco perse il suo amato figlio, Davide Zaccagni in giovane età. A Davide Zaccagni è intitolato oggi il primo premio dell’aquilone che vola più in alto durante la celeberrima Festa di primavera a Polignano. Nel 2001 perde anche il marito, Michele Zaccagni. La preside è ancora oggi molto amata dai suoi ex alunni della scuola media di Turi e del Marittimo di Monopoli. “Era sempre pronta a difendere gli allievi dalla severità dei professori” – ricorda Gianni, cui ancora oggi capita di incontrare ex alunni che rimpiangono la preside Capobianco. “Era molto dura e combattiva, con un grande senso della giustizia. Difendeva sempre i più deboli. Era capace di tutto pur di raggiungere l’obiettivo”. “Era un tuono – ricorda Deianira – aveva un bel carattere, sempre positivo. Molto vicina ai ragazzi, come una sindacalista per i suoi alunni”.

Caterina Capobianco si è occupata anche dei detenuti del carcere di Turi, oltre che dei diversabili. Senso di giustizia: era questa la sua stella polare nei rapporti di lavoro e nella vita privata. La carriera politica. Caterina Capobianco è stata attivista e, ricorda Gianni, “movimentista vulcanica”. I più anziani e le vecchie guardie della politica polignanese la ricordano candidata per il Partito Comunista. In seguito combatterà le nomenklature e gli ostacoli del mondo politico. I più giovani, invece, la ricordano consigliera comunale dal 2000 al 2002. Socialista, si dichiarò in seguito indipendente. Talvolta, pur sedendo in maggioranza, tirava fuori il suo carattere quando c’era da combattere le ingiustizie o quando qualche atto non era chiaro. Nel 2002, su quella poltrona, ha lasciato un vuoto incolmabile. Ma la sua parabola politica e scolastica può offrire molto ai giovani. Il senso della giustizia è uno dei pilastri essenziali per il futuro della nostra civiltà. Per questo non smetteremo mai di ringraziare e ricordare Caterina Capobianco.

Commenti  

 
giuseppe laselva
#1 giuseppe laselva 2014-05-17 14:05
Insuperabile insegnante di lingua inglese.....altro che conoscenza a livello scolastico. Grazie prof. Resti sempre "the best".
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