Lunedì 12 Novembre 2018
   
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In un modo o nell’altro si va avanti

Turi Auser Pensioni 2013 biblioteca

È divenuta per l’Auser una dolente spina nel fianco la questione del dove prendere dimora. Già a fine 2013, infatti, consci che la situazione del locale che occupano non li lascia ben sperare, decidono di scrivere alla dott.ssa Riflesso, proprio per discutere della sistemazione logistica dell’Associazione, che occupa alcuni locali del Centro Polivalente in piazza Gonnelli. In questo documento, il Presidente Conte fa emergere la necessità per i circa 160 tesserati di una sede adeguata ad ospitarli. Chiede quindi al Commissario di ricevere una delegazione per trovare una soluzione temporanea, fino a quando la futura Amministrazione non avrebbe trovato locali più idonei per realizzare tutte le attività programmatiche dell’Auser. Alla lettera il Sig. Antonio non riceve risposta, mentre a fine gennaio partono le ordinanze. L’Auser in un primo momento non ci sta, poi invita personalmente il Commissario a fare un sopralluogo, sperando per lo meno di poter occupare una delle stanze ritenute idonee, ma pur se comprensiva, la Dott.ssa invita gli associati a rispettare la legge e a liberare il locale entro quindi giorni dalla notifica dell’ordinanza.

Quindici giorni però sono pochi per trovare una nuova sistemazione, fare il trasloco, considerando che i tesserati sono persone anziane, inoltre si rischierebbe di interrompere le attività previste settimanalmente. Conte decide di consultare un legale e il 3 febbraio fa recapitare al Comune di Turi un documento con cui impugna l’ordinanza, ma soprattutto con cui cerca di chiedere al Commissario di far slittare la data limite di sgombero dei locali di almeno tre mesi, così da poter provvedere a trovare una nuova sede e fare il trasloco senza alcun danno agli anziani che beneficiano delle attività di questa associazione. Gli “auseriani” sono favorevoli a quanto sostenuto dal Commissario, ovvero che nel mettere ordine bisogna andare con i piedi di piombo e nel rispetto delle associazioni e delle persone.

Per questo, ci dice il Sig. Antonio, “siamo fiduciosi di poter avere un rinvio che ci permetta di organizzare logisticamente il trasferimento in nuova sede, per non rinunciare al nostro impegno che mira alla qualità della vita dei cittadini turesi, nella legalità di eventuali concessioni in uso o eventuali contributi dell’Amministrazione. La nostra attività proseguirà indipendentemente da tutto, al costo di sottrarre qualche spicciolo alle nostre pensioni. Tutte le associazioni, qualunque sia il loro nome, sono degne di rispetto”. Ricordiamo inoltre cosa scrisse il Sindaco Domenico Coppi quando, il 29 giugno 1996 inaugurò l’edificio: “Con l’apertura del Centro Culturale Polivalente oggi l’Amministrazione Comunale consegna alla città il luogo della memoria storica e della creatività.

L’ex Convento delle Clarisse che diventa una sorta di Palazzo della cultura è una sfida lanciata a tutti noi. È la scommessa della società turese che vuole puntare ad avere una maggiore attenzione verso il benessere interiore e la conoscenza. Il Centro Culturale Polivalente è il contenitore nel quale le Associazioni culturali, i gruppi di ricerca, gli artisti, potranno avere l’opportunità concreta di esercitare la loro insostituibile opera in funzione sociale. Con questa istituzione Turi si concede la possibilità di studiare meglio il proprio nobile passato e di prepararsi al futuro con maggiore apertura al nuovo. Tramutare, però, tanta potenzialità in fatti concreti dipende solo da tutti noi, dal nostro impegno, dalla nostra voglia di fare”.

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