Domenica 18 Novembre 2018
   
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Foibe: un silenzio colpevole durato 40 anni. Il Giorno del Ricordo

IO NON SCORDO

Oggi 10 Febbraio, ricorre il "Giorno del Ricordo", una solennità civile nazionale italiana, per commemorare le vittime dei massacri delle foibe. Riceviamo e pubblichiamo questo articolo, a firma di Katiana Rescina.

Foibe: una parola ancora sconosciuta nella storia d’Italia. Eppure si parla di un eccidio dai numeri considerevoli: migliaia di italiani sono stati uccisi dai partigiani di Tito e gettati nelle fosse carsiche al confine tra Italia e Jugoslavia. Le foibe sono delle voragini rocciose a forma di imbuto rovesciato che sono state create dall’erosione di corsi d’acqua e possono raggiungere anche i 200 m.

 I partigiani delle formazioni titine usavano le foibe per eliminare, gettandoveli dentro, uomini e donne strappati alle proprie famiglie e condannati a morte senza alcun processo. Siamo alla fine della seconda guerra mondiale, e nell’immediato dopoguerra, nei territori di Venezia Giulia e Dalmazia, sono stati barbaramente trucidati centinaia di cittadini italiani perché considerati “nemici del popolo”. L’eccidio si è svolto in due momenti: il primo all’indomani dell’armistizio dell’8 Settembre 1943, quando sono esplose  vendette e rancori mai sopiti dopo 20 anni di italianizzazione forzata ai danni della Jugoslavia; il secondo nella Primavera del 1945, quando le truppe titine hanno occupato la Venezia Giulia, la Dalmazia, Trieste e parte del Friuli. Il trattato di pace si trasforma in esodo: 350.000 italiani in fuga da Fiume, Istria e Dalmazia raggiungono l’Italia. L’arrivo di questi esuli non è stato ben visto, poiché questa gente scappava da un paese comunista in cui si provava a consolidare un regime assoluto. I partigiani presero il controllo e attuarono una serie di vendette che prevedevano l’eliminazione di questi italiani. Le vittime erano tutte quelle persone che rappresentavano un elemento di disturbo per l’egemonia jugoslava e comunista. Anche molti antifascisti che non si sono mai schierati con i partigiani furono eliminati.

 Tito, dal canto suo, aveva un progetto molto chiaro: annettere la maggior parte dei territori alla Jugoslavia e la minoranza italiana, fascista o antifascista che fosse, poteva essere di disturbo a quel progetto. Alcuni degli “infoibati”, sono rimasti impressi nella memoria comune per l’efferatezza con cui si è compiuta la loro uccisione: Norma Cossetto (poi medaglia d’oro al valor civile, ndr), Don Angelo Tarticchio e le tre sorelle Radecchi.   

Si è trattato di pulizia etnica o di operazione politica? Costringere un popolo alla fuga con il terrore e trucidarlo presenta entrambi gli elementi.  La vicenda nel dopoguerra è stata a lungo taciuta per convergenti interessi di governo e opposizione. Il silenzio sulla tragedia  è stato rotto solo nei primi anni ‘90 al termine della Guerra Fredda, quando il tema delle foibe è venuto alla luce e i media hanno cominciato a parlarne. Eppure il “Giorno del Ricordo”, celebrato il 10 Febbraio, è stato istituito (SOLO!) nel 2004 con la L. 30 Marzo 2004 n. 92, su proposta di un nutrito gruppo di parlamentari. Tutti hanno votato a favore dell’istituzione della giornata memoriale, eccetto  una ventina di deputati e senatori tutti appartenenti alla sinistra. La giornata del ricordo è un “risarcimento” dovuto a quelle migliaia di vittime la cui sola colpa era essere italiani.  A queste persone e alle loro famiglie, la storiografia italiana ha negato a lungo un riscontro storico che avrebbe, in parte, lenito il dolore attraverso il ricordo e la memoria del loro sacrificio.

Legge 30 Marzo 2004 n.92

  1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
  2. Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado (…) 

Commenti  

 
Giovi
#2 Giovi 2014-02-10 20:47
L'infoibamento di tanti italiani è stata soprattutto una questione politica. Norma Cossetto insegna.
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Gf
#1 Gf 2014-02-10 15:31
Visto che è il giorno della memoria, mi premerebbe fare una sollecitazione, affinche nella foga della memoria italo-centrica non si dimenticassero le numerose vittime delle foibe di etnia non italiana: Serbi, Ebrei, Croati, Sloveni e Zingari. Costoro furono vittime del delirio nazi-fascista, naturalmente, e non della ritorsione (da condannare perentoriamente, ci mancherebbe altro) di Tito. Questo giusto per controbilanciare un certo squilibrio ideologico, con cui ogni anno si sta caricando questo momento sacrosanto della memoria. Le vittime non hanno colore. Le si ricordi tutte con la stessa pietà.
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