Lunedì 19 Novembre 2018
   
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ERP: il disagio e la vorgogna

casa erp

Spesso ci s’imbatte in espressioni di circostanza, in situazioni che vuoi per comodità o per abitudine, si è soliti pronunciare. La difficoltà di acquistare una nuova automobile, di permettersi il capo griffato o pagare quella vacanza che tanto si desidera, sono solo alcune delle consuete lamentele che si odono per strada.

Fermando però il proprio sguardo al particolare, osservando quegli occhi che si riparano dietro una tenda logora o quella mano nascosta grazie ad una porta diroccata, ci si rende conto che la realtà di cui spesso si parla è solo quella più fortunata. Quella che con facilità si lamenta delle cose più inutili, dei bisogni meno vitali, degli artifici più superficiali.

Fermando lo sguardo, ci si rende conto di una Turi che spesso resta in ombra, che non ha voce, che non viene giustamente considerata. Così, se si raccolgono quei pensieri, a volte lasciati trasportare come foglie al vento, ci si può imbattere in storie come quella da noi incontrate.

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Occhi stanchi, visi che hanno perso la speranza di un riscatto, voci che hanno smesso di lamentare e raccontare con lacrime e dolori, situazioni che in molti non vedono o non riuscirebbero a sopportare.

Siamo entrati nella loro vita, ci hanno aperto la loro casa, ci hanno accolto con un sorriso che paventava l’amarezza di non comprendere perché mostrare al mondo la propria vita, la propria intimità, la propria difficile esistenza. Lo abbiamo fatto in punta di piedi, anche ringraziando per la disponibilità dimostrata, pronti solo a fotografare la vergognosa condizione di chi vive in simili alloggi ERP. Palese il disagio e la ferita di chi si sente abbandonato dalle istituzioni politiche e sociali e combatte per “arrivare a fine mese” o per avere ascolto . “Mi sono rivolta ai centri comunali per avere una voce amica, una parola di conforto, ma ho raccolto solo indifferenza” – ci confida la signora, mentre ci mostra la sua casa, l’abitazione che il Comune le ha indirizzato.

Mura gonfie per le numerose infiltrazioni d’acqua, calcinacci raccolti in una busta e caduti da una parete che dovrebbe proteggerli dall’esterno. Umidità ovunque, muffa e muschio in ogni angolo, che si confondono con crepe e fughe ben visibili. Denunce e proteste si protraggono da tanti mesi, ma alcun aiuto a migliorare la situazione di una famiglia, nostra concittadina, che vive con pochissime centinaia di euro al mese, ed è ormai incapace di pagare il canone di locazione comunale. “Lavoro solo due ore al giorno e devo gestire due figli”, ognuno con disagi sociali. “Non ho nessuno che possa aiutarmi e ormai ho diversi mesi di arretrato che non riesco a pagare” – continua la donna, mentre ci accompagna nella camera da letto che apre al terrazzo. Una stanza comune, se non fosse che la signora è costretta a lasciare sempre la porta aperta per permettere che circoli l’aria e rallenti l’accumulo di umidità sulle mura. “Ho già vissuto in un altro alloggio ERP che poi è crollato” – continua a spiegare. Poi “mi è stata assegnata questa casa, ma io ho paura e nonostante le numerose denunce, qui non viene nessuno per rendersi conti dello stato dell’immobile!”.

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Siamo nel nostro centro storico, in una delle stradine attraversate quotidianamente da chiunque, ma che restano al di fuori, pare, dell’interesse dei più. “Sono già diversi mesi che attendiamo un nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi ERP ed invece si preoccupano di ben altro” – sottolinea stancamente la donna, rimarcando la necessità di un maggiore controllo nel coordinamento delle famiglie degli alloggi ERP. “Unica mia speranza è lasciare questa terra, fuggire lontano, ricominciare da zero”.

Già nei primi mesi del 2013, sulle nostre pagine, il circolo turese di SEL e una nota avvocata, sulle pagine del magazine locale, hanno denunciato la triste realtà delle famiglie che vivono nella “totale inerzia da parte dell'Amministrazione Comunale riguardo alla gestione dei contratti di locazione agevolata” – scriveva SEL in un suo comunicato. Dopo l’assegnazione degli alloggi popolari nel 2007, “i competenti uffici comunali non hanno eseguito alcun controllo e vigilanza sulle unità abitative e non hanno mai verificato, nemmeno in occasione della scadenza del primo quadriennio, la permanenza delle condizioni e dei requisiti prescritti per l'assegnazione, in spregio a quanto dispone la normativa regionale in materia”. Necessaria, quindi, si poneva già da qualche tempo la necessità di una verifica sui requisiti reddituali degli occupanti, poichè alcuni di essi, rispetto al 2007, potevano “aver migliorato la propria condizione economica e non avevano più diritto a permanere in un alloggio popolare”. “In tal modo, si sarebbero potuti liberare immobili da destinare alle famiglie bisognose” - continua.  Oltre a tale superficialità denunciata, sullo stesso comunicato del marzo 2013, era espressa la totale “inerzia del Comune di Turi riguardo anche alla condizione degli appartamenti ERP, affetti da gravi problemi strutturali e per i quali non è mai stata effettuata alcuna opera manutentiva”. Unica azione eseguita, invece, è stata “di inoltrare lettere di sollecito a tutti gli assegnatari morosi nel pagamento dei canoni”.

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In realtà, suggerimenti e proposte sono stati espressi anche poche settimane dopo questa pubblicazione, sul magazine di Turi dall’avvocata Camposeo, che pare, anche questa volta, siano rimaste parole vane e non ascoltate. “Ad esempio, si potrebbe pensare, all'istituzione di uno 'sportello per il diritto alla casa', attraverso il quale intercettare e analizzare i fabbisogni abitativi e prevenire situazioni di più grave disagio. Si potrebbe predisporre, con cadenza annuale, la mappatura e la ricognizione degli immobili fruibili, ma anche sperimentare formule innovative: raccogliere la disponibilità di privati a cedere locali inutilizzati a fronte di garanzie e/o agevolazioni da parte del Comune”. Ancora si può leggere che “sarebbe auspicabile la creazione di strutture di accoglienza temporanea, in grado di ospitare famiglie in emergenza per periodi di breve e media durata”.

Sono passati otto mesi da quest’ultimo scritto; è caduta un’Amministrazione; sono cambiati i volti della politica locale, ma permane questo senso d’indifferenza o scarsa sensibilità verso le tematiche abitative. “Affinché non resti solo una questione di mattoni e cemento, occorre ambire alla realizzazione di condizioni di uguaglianza sociale in grado di scongiurare, quell'estremo disagio che, nella sua più drammatica espressione, si traduce nell'ingiusta ed inaccettabile compressione dei fondamentali diritti dell'essere umano”.

Commenti  

 
ROBYJ
#1 ROBYJ 2014-02-01 17:12
Sportello per il diritto alla casa, mappatura dei bisogni, strutture di accoglienza, accordi con i privati... quante belle chiacchiere da parte di chi non sa di cosa parla....... ma credete che tutti gli amministratori che si sono avvicendati sono stupidi, ebeti e senza idee? Fino a che non amministrano i turesi sono pieni di proposte e idee... che non costano nulla...quando salgono al palazzo si scontrano con la realtà e non con le chiacchiere vuote di cui prima si erano riempiti la bocca; vedremo cosa farà chi andrà a governare a maggio. Chiunque ha un minimo di serietà taccia su palchi e giornali in campagna elettorale e solo dopo faccia vedere ai turesi cosa sa fare.
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