Domenica 18 Novembre 2018
   
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IMotori per i Marò

moturi marò (1)

Sono partiti anche da Turi per raggiungere Torre a Mare dove tanti bikers, provenienti da tutta la Puglia hanno realizzato una manifestazione pacifica per sostenere i militari italiani bloccati in India.

Motori rombanti e caschi in testa, tra bandane, giubbotti di pelle, occhiali da sole e un cartello “liberate i nostri mrò” hanno animato la cittadina barese per una passeggiata motociclistica di solidarietà nella mattinata di domenica 15 dicembre.

Da Bari a Torre a Mare si sono mossi ordinati ed uniti per incontrare la moglie del marò Salvatore Girone, Vania Girone, e i famigliari di Massimiliano La Torre, alle quali, con una targa simbolica, hanno dimostrato il sostegno del mondo motociclistico pugliese in vista del Natale.

I due fucilieri della Marina trascorreranno le festività lontani dalle proprie famiglie, in attesa della prossima udienza fissata per l' 8 gennaio.

moturi marò (8)

I bikers, molti dei quali militari di carriera, si sono dati appuntamento al Parkway Cafè di corso Cavour a Bari dove hanno firmato due bandiere tricolori, portate dalla carovana di solidarietà a casa Girone, a Torre a Mare, dove sono arrivati da Taranto i parenti di Latorre. Un messaggio di affetto e sostegno sulle targhe che saranno fatte recapitare in India ai due militari.

Commenti  

 
mike
#4 mike 2013-12-31 19:15
una cosa è certa in un'altra nazione,tutto ciò non sarebbe successo.......questo indica come siamo visti nel mondo,un popolo di quaquaraquà.............e basta
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alex mastrogiacomo
#3 alex mastrogiacomo 2013-12-30 12:59
Se questo discorso non vi tocca, allora provo a cambiare rotta.Di italiani imprigionati nel mondo ce ne sono 3103.Avete capito bene: tremilacentotre. E il governo italiano cosa fa per queste persone? Niente. Perché i Marò sono diversi da questi altri nostri connazionali? Perché devono esserci due pesi e due misure? Perché i Marò devono scontare la pena in un albergo a cinque stelle mentre gli altri detenuti devono essere"ospitati"in lager fatiscenti e sovraffollati, dove solo andare in bagno comporta il rischio di ammalarsi(AIDS, colera, tifo)? Se non volete credere alle mie parole, leggetevi questo libro: "Le voci del silenzio. Storie di italiani detenuti all'estero" Eclettica Edizioni Autori Fabio Polese e Federico Cenci. Poi ne riparliamo.Non sono arrabbiato,è solo che mi da fastidio l'ipocrisia della politica e del popolo italiano su questa questione.
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francesco march
#2 francesco march 2013-12-24 16:45
caro alex mi dispiace che tu scriva queste parole se non fai il loro lavoro forse sono parole sprecate ma giuste ,non ancora sappiamo se sono colpevoli non bisogna giudicare e se hanno fatto tutto come era previsto dispiace come dispiace le vittime di strada ,sui lavori x qualsiasi morte dispiace ma non dimenticare che loro soprattutto sono italiani,voglio concludere dicendoti io che faccio un lavoro molto simile gli italiami nel mondo li vedi da 1000 miglia x quanto riguarda la genorosita e la volonta' di aiutare il prossimo in questo siamo bravi ti auguro un buon natale e spero che cambi un po la rabbia che hai dentro ciao alex
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alex mastrogiacomo
#1 alex mastrogiacomo 2013-12-24 01:56
E dei pescatori indiani che sono morti e che non torneranno mai più a casa nelle loro famiglie non gliene frega niente a nessuno.Bravi italiani, continuate così.
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