Domenica 18 Novembre 2018
   
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Stangata in arrivo per i pendolari

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Stangata in arrivo per i pendolari pugliesi che dal primo settembre sono costretti a fare i conti con l’aumento del 7% per il costo dei biglietti di treni ed autobus regionali. Gli aumenti, predisposti nella delibera regionale approvata lo scorso 2 agosto, sono legati alla necessità di adeguare i prezzi dei biglietti alle variazioni Istat, come previsto dai contratti di servizio tra la Regione e le società concessionarie di trasporto pubblico, che non si attuavano da quasi quattro anni.
Le Ferrovie Sud Est hanno provveduto ad aumentare le tariffe dei biglietti per le tratte ricoperte, in base ad una scala chilometrica. Così facendo,
il biglietto unico per la tratta Turi-Bari, percorrendo via Conversano, costerà 4,20 euro, mentre percorrendo via Casamassima il costo della tratta Turi-Bari si attesta sui 2,80 euro. Un vero e proprio salasso per i tantissimi studenti universitari e lavoratori che sono costretti ad utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a Bari, poiché l’abbonamento aumenta, in media, di circa 6 euro. Infatti, l’abbonamento settimanale costerà 20,16 euro, mentre l’abbonamento mensile costerà 68,40 euro. Gli aumenti, però, vanno in parallelo con i classici disservizi delle Ferrovie Sud Est: treni in ritardo, vagoni sempre pieni, aria condizionata assente o non funzionante. Non ci sta l’attivista nocese Davide Montanaro, originario di Putignano, che ha lanciato una petizione online che ha raggiunto oltre 2mila firme in appena tre giorni. “Ad un aumento dei costi di viaggio, non c’è stato un proporzionale incremento e miglioramento dei servizi. Per questo chiediamo che si ritorni alle tariffe precedenti, perchè non è dignitoso un aumento del prezzo di utilizzo di un servizio di prima necessità, quale il trasporto pubblico, in un momento di così grande difficoltà per le famiglie della Provincia di Bari e non solo”.
Pertanto, si chiede all’Ufficio Reclami delle Ferrovie Sud Est, all’Assessorato Regionale alla Mobilità e al Ministero dei Trasporti di “abbassare le tariffe di viaggio! Non possiamo sostenere prezzi del genere per un servizio invariato. Soprattutto min un momento di crisi come questo”.
Marco Lassandro (Putignano) motiva la scelta di sottoscrivere la petizione: “compio un tragitto di 90km tra andata e ritorno per studiare ed il prezzo per la mia istruzione è già abbastanza alto!”. Secondo Roberta Melillo: “Un aumento del prezzo del biglietto dovrebbe essere una conseguenza del miglioramento del servizio, ora spiegatemi questo miglioramento dov’è!”. Dello stesso avviso, anche Claudio Lorusso: “i costi per studiare sono già elevati, in più all’aumentare del prezzo non corrisponde un miglioramento dei servizi”.
Riccardo De Nucci giudica l’aumento ingiustificato rispetto al pessimo servizio offerto dalle Ferrovie Sud Est. “Manca il personale in alcune stazione nella provincia, se c’è spesso è scortese. I mezzi di trasporto sono obsoleti, e se ho ogni tanto la fortuna di salire su un treno più nuovo, è comunque tenuto male”. Pasquale Del Re di Turi afferma: “in una situazione di austerità è giusto contenere i prezzi, oltretutto il servizio è scadente”. Massimiliano Grillo di Castellana Grotte, invece, ribadisce: “il costo del trasporto è già alto per i servizi offerti, perchè i disservizi aumentano ogni giorno di più e perchè il nostro potere d’acquisto diminuisce in maniera vertiginosa!”
Angelo Impedovo asserisce: “studio e sono disoccupato (e non inoccupato), nonostante la laurea con 110 e lode. Non ho diritto alla borsa di studio comunale per il proseguimento degli studi. Non trovo corretto l’aumento dei prezzi a fronte dell’elettrificazione della linea (e di servizi di viaggio sempre più scadenti - condizioni igienico/sanitarie e di relazionamento con i viaggiatori), qualcuno vuole tirare l’acqua soltanto al proprio mulino?”.
Donato Sportelli sostiene che “non è possibile pagare 70 € al mese per farsi un viaggio di 1 ora stando i primi 20 minuti in piedi, altri 20 minuti con addosso il piumino anche se è piena estate, ed altri 20 minuti discutendo col controllore che VUOLE che in quell’istante tu metta nome e cognome sull’abbonamento nonostante non abbia chiesto il documento prima di vederlo”.
Anche la studentessa universitaria Anna Grazia Leserri (viaggio 11 mesi l’anno, 5 giorni su 7) giudica non dignitoso l’aumento di un servizio pubblico. “Il costo per poter mantenere gli studi di un figlio è alto e sembra quasi che viaggiare stia diventando più costoso degli stessi studi. Ma soprattutto il costo del biglietto e quindi un consequenziale aumento, non è proporzionale alla qualità e all’efficienza deiservizi offerti. Questo aumento
non s’ha da fare!”.
Infine, Angelo Gasparro ribadisce - in modo articolato - le proprie motivazioni: 1. i costi di viaggio sono da ritenersi abbondantemente coperti da tariffe già alte, anche a fronte dei soldi regionali ed europei spesi per i miglioriamenti alle linee, ai mezzi e alle infrastrutture in generale (miglioramentio che, presuntivamente, dovevano servire ad abbassare ulteriormente i costi di viaggio - proprio come lo slogan sbandierato dalle FSE recitava al tempo dei lavori!); 2. il servizio è pessimo: treni sporchi, personale a volte maleducato ed arrogante, orari di viaggio scomodi, ritardi non frequenti ma terribili, bassa risposta del servizio sostitutivo nel caso di guasti ai mezzi operativi; 3. si deve puntare a contrastare il fenomeno degli utenti “abusivi”, sprovvisti di biglietto (che è già un’ottima percentuale, spesso costituita da giovanissimi bulli e/o da stranieri e/o italiani poverissimi); 4. un servizio pubblico, “affidato” ad una gestione privata, RESTA UN SERVIZIO DI PUBBLICA NECESSITÀ che, pertanto, non deve condurre che al pareggio tra spese ed entrate (né al guadagno, né alla perdita, dunque); 5. il cittadino non può pagare i buchi di bilancio di una società gestita coi piedi sin ora. Insomma, il mondo degli studenti universitari è sul piede di guerra. Sicuramente, sarà tutto inutile, però è giusto provarci, poiché come dice un detto popolare “tentar non nuoce!”

Commenti  

 
cetta vacca
#3 cetta vacca 2016-08-31 14:16
la benzina e' aumentata quindi e' giusto che aumenti anche il prezzo dei biglietti altrimenti non lamentatevi poi dei servizi pessimi.!!
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Polemica
#2 Polemica 2013-09-23 11:56
Sono d'accordo con Polemico.

E' veramente triste vedere tali aumenti, sopratutto per i pendolari.
Nonostante i servizi in sè non siano chisachè... : secondo me, il treno è troppo lento, ma proprio lento (quasi 1 ora da Turi a Bari)...
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polemico
#1 polemico 2013-09-09 21:36
gli aumenti sono generalizzati, non riguardano solo la sud-est. questo è un altro regalino della giunta Vendola. evidentemente qui in Puglia si incentiva l'uso del mezzo proprio anzichè quello pubblico. e non è la prima chicca di questa giunta regionale
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