Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Quando la musica si fa storia…

borsalino

La vita è una meravigliosa collezione di coincidenze e incontri inaspettati.

Così può capitare che, in una sera di luglio, quella di domenica 21 in piazza Gonnelli, uno scrittore, tornato dopo 33 anni a Turi per presentare il suo nuovo libro, incontri la bidella dell’asilo che l’ha visto bambino.

Con il racconto di quest’incontro inaspettato ha inizio la presentazione del libro “Borsalino Blues” da parte dell’autore Elio Vincenzo Campobasso.

“La vita è una questione di incontri”, è convinzione dello scrittore.

Non solo. La vita è fatta d’imprevisti.

Così capita che la giornalista Marilena Rodi all’ultimo momento non possa più essere della serata e che il presidente dell’Accademia “Chi è di scena!?”, il maestro Ferdinando Redavid, già direttore artistico dell’evento, si ritrovi investito anche del ruolo di moderatore. Indossati perfettamente i nuovi abiti e affrontato il microfono con la stessa padronanza che normalmente mostra in orchestra con il clarinetto, è lui a intessere con lo scrittore un domanda-risposta che non è solo presentazione di un libro ma un vero e proprio viaggio nell’animo di Campobasso, neo residente turese.

Domanda e risposta, il concetto base del blues, che ispira il libro tanto da creare una narrazione che segue il ritmo tipico di questo genere. “Avevo 14 anni quando sono approdato la prima volta nella Grande Mela, in uno dei quartieri più incredibili della città, Manhattan. Per ovviare al rumore incessante del giorno e della notte, accendevo una radiolina che trasmetteva un genere musicale a me sconosciuto e che con il passare degli anni ho imparato a conoscere e apprezzare, il Blues appunto”.

E questo genere entra prepotentemente nel romanzo, fin dal titolo, “Borsalino Blues”, che fa riferimento anche alla passione del protagonista, e dell’autore, per i cappelli Borsalino.

“Borsalino Blues” è il nome con cui è conosciuto il personaggio principale, un armonicista che, alla fine degli anni Sessanta, affronta uno straordinario viaggio in pullman dallo Stato di New York a quello della Louisiana assieme ad una comitiva di musicisti jazz.

Il viaggio di BB fonde insieme esperienze personali dell’autore e fantasia, alterna incontri inaspettati a momenti di riflessione legati alla presenza o meno del cappello Borsalino sulla testa del protagonista: il Borsalino è, per l’autore, l’unico indumento capace di “trattenere i pensieri”.

Durante la serata turese il Borsalino personale dello scrittore è rimasto sempre poggiato accanto ai libri in vendita. “Non ho voluto indossarlo per condividere con i presenti le riflessioni che si sono susseguite durante la serata. Il cappello è per me come la coperta per Linus, solo un po’ più ingombrante...”

Il viaggio che Borsalino Blues affronta lo porta ad incontri straordinari tra cui quelli con il clarinettista Felix Cameroni, personaggio reale, con una ragazza incinta che porta con sé un contrabbasso, con l’autista sordo della corriera: la presenza di un personaggio sordo è conseguenza della grande attenzione dello scrittore verso questa problematica. “La comunicazione”, spiega l’autore, “non avviene solo a livello uditivo”.  Per questa ragione la serata ha visto la presenza di Alba Laudadio, esperta del Linguaggio dei Segni e compagna dello scrittore, che ha tradotto per i tanti sordo-muti intervenuti.

“La musica può essere anche raccontata, non solo ascoltata”.

Quella musica, il blues, di cui è permeato il romanzo, ha scandito i tempi della presentazione del libro grazie agli Spring Surf che hanno eseguito i brani Rock me baby, Mystery train e Hoochie coochie man. La voce è quella di Giuseppe Abbondanza, un allievo di canto dell’accademia “Chi è di scena!?”.

A fine presentazione il Consigliere delegato alla Cultura Antonio Tateo ha sottolineato come la musica sia bellezza, armonia e condivisione, anche delle difficoltà. Gli ostacoli, come quelli che si presentano davanti a Borsalino Blues nel suo meraviglioso viaggio, si possono superare insieme, collaborando come le note in un accordo. 

Il direttore artistico dell’evento, Ferdinando Redavid, che ha organizzato la serata in collaborazione con il Comune di Turi – Settore Cultura, ha ringraziato Antonio Tateo per la sua presenza, valutandola un valore aggiunto alla riuscita della manifestazione.

La presentazione si è chiusa con il numeroso pubblico che, invitato dallo scrittore, ha scandito, con il battito delle mani, il ritmo di Hoochie coochie man assieme agli Spring Surf.

Come scrive il famoso musicista e armonicista Fabio Treves nell’introduzione del libro, questo “non è solo un bellissimo racconto, è un viaggio che ognuno di noi ha immaginato di fare almeno una volta nella vita”.

La frase finale del libro recita: “ai lettori che sono arrivati fin qui raccomando di mettersi subito in viaggio e godere a pieno degli imprevisti della vita”.

Allora buona lettura a tutti e buon viaggio. 

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