Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

Amianto, un danno Eternit

malattie-da-esposizione-amianto

Con la legge 257 del 27 marzo 1992, lo Stato Italiano proibiva l’importazione, l’estrazione e l’uso dell’asbesto, comunemente noto come amianto, materiale in precedenza largamente utilizzato nell’industria e nell’edilizia.  Il termine “amianto” deriva dal greco αμιαντος,  cioè incorruttibile; il suo sinonimo asbesto, dal greco ασβεστος, inestinguibile, perpetuo. E la storia di questo materiale, a causa del suo smodato uso e dei ritardi nella bonifica che pure la legge impone, assieme ai danni e ai rischi per la salute che produce, sembra proprio non voler finire.  È da tempo noto come l’inalazione delle fibre di amianto , in particolare quando ciò avviene per  numerosi anni, correli  ad una maggiore incidenza di patologie respiratorie e ad un aumentato rischio di patologie tumorali.  Le fibre di asbesto più lunghe e sottili, con diametro inferiore a 0,5 μm, una volta inspirate, penetrano con maggiore facilità negli alveoli polmonari e qui instaurano una reazione infiammatoria che si cronicizza. Con il passare del tempo, a partire dai lobi inferiori dei polmoni, si ha un inspessimento della parete bronchiale e alveolare, fino alla fibrosi interstiziale, e al livello pleurico si producono aderenze. Le manifestazioni cliniche  insorgono in maniera insidiosa. L’asbestosi può restare asintomatica per molti anni, e poi manifestarsi in modo aspecifico, con dispnea, dunque difficoltà nella respirazione, prima a seguito di sforzi, poi anche a riposo. L’evoluzione, in genere lenta, è verso una insufficienza respiratoria conclamata, la cui gravità può correlare con la durata e l’intensità della esposizione all’amianto. L’asbestosi può essere diagnosticata, a seguito di una buona anamnesi che riveli una storia di esposizione all’amianto, grazie ad esami strumentali. L’esame obiettivo è in genere povero di reperti, nonostante all’auscultazione possano essere evidenziati crepitii alle basi polmonari e un murmure vescicolare aspro. La radiografia del torace generalmente non mostra alterazioni nei primi anni di esposizione: in fase iniziale potrà mostrare nei campi polmonari inferiori piccole opacità irregolari. L’aspetto “a vetro smerigliato” , e poi quello “ a nido d’ape” potranno essere evidenziati in fase più tardiva, quando l’intero polmone viene interessato dalla malattia. Possono coesistere alterazioni alle pleure, le membrane che rivestono i polmoni, quali ispessimenti e calcificazioni. L’ispessimento dell’interstizio intralobulare può essere visualizzato con la TAC del torace. Esami della funzionalità respiratoria, come la spirometria, possono evidenziare  un deficit ventilatorio. L’emogasanalisi può avere significato solo nelle fasi più avanzate, quando il livello di ossigeno nel sangue arterioso diminuisce.  L’assenza di corpuscoli di asbesto nell’espettorato non consente di escludere la malattia.  Dal momento che non esiste terapia specifica per l’asbestosi,  il non esporsi all’amianto è la migliore difesa. Tuttavia l’esposizione all’amianto, com’è noto, aumenta anche il rischio di insorgenza di tumori, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio. Diversi studi hanno dimostrato come  l’esposizione all’amianto predisponga cellule epiteliali e mesoteliali a subire l’azione di altre sostanze cancerogene, quali fra tante il fumo di sigaretta. L’azione combinata di asbesto e fumo di sigaretta aumenta di 80-90 volte il rischio di sviluppare, dopo un periodo di latenza di 15-20 anni, un tumore a partenza dall’epitelio dei bronchi. I portatori di asbestosi, inoltre, hanno un aumentato rischio di ammalarsi di  mesoteliomi pleurici e peritoneali e di neoplasie a carico dell’apparato gastrointestinale. 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI