Lunedì 19 Novembre 2018
   
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“Tempo scuola”: argomento rimandato

 scuola

A seguito dell’articolo apparso la scorsa settimana “Il tempo scuola divide i genitori” siamo stati contattati da diversi genitori e docenti che ci hanno spiegato come la situazione esposta e denunciata dal gruppo dei genitori firmatari della petizione è data da uno spiacevole fraintendimento. In effetti, la proposta avanzata dai circa 80 genitori non è stata bocciata, bensì semplicemente rimandata e affrontata successivamente con maggiore attenzione dall’intero Consiglio e dal Preside.

Per l’occasione, pubblichiamo la lettera giunta in redazione come risposta a quanto lamentato nello scorso numero dal gruppo firmatario.

Come genitore-consigliere dell’Istituto Comprensivo “Resta-De Donato Giannini” eletta con 76 voti, ho ritenuto doveroso e necessario rispondere all’articolo pubblicato in data 7/6/2013 senza voler sollevare alcuna polemica, ma solo per onestà intellettuale e di appartenenza ad una pubblica istituzione, nonchè come “addetto ai lavori” in quanto docente di scuola primaria.

In merito al Consiglio d’Istituto tenutosi in data 30/05/2013, alla presenza di alcuni genitori e in riferimento alla discussione del punto all’ordine del giorno “tempo scuola a.s. 2013/14” riporto la motivazione sostenuta dal preside prof. Brienza e dai consiglieri: con l’attivazione della settimana corta anche per la Scuola Secondaria di I°, la classe a tempo pieno, con 36 ore settimanali e due rientri pomeridiani, andrebbe ad effettuarne ben 4 di rientri pomeridiani, pesando sul rendimento didattico e non solo di 23 alunni. A tal proposito l’articolo del 7/6/2013 non mette in evidenza che il Capo d’Istituto, coadiuvato dal Consiglio, non ha rigettato la proposta fatta dai firmatari dell’istanza, ma ha solo spostato tale organizzazione non appena la suddetta classe avrà terminato il suo percorso didattico.

A mio parere sarebbe stato opportuno convocare in seduta straordinaria i rappresentanti dei genitori facenti parte del Consiglio d’Istituto, per informarli e per addivenire ad una soluzione condivisa prima della seduta ordinaria, richiesta dalla scuola, al fine di consentire una decisione unanime a garanzia di TUTTI gli alunni e della relative famiglie.

Personalmente non si è trattato di disinteresse-leggerezza, ma piuttosto si è votato cercando di salvaguardare i 23 alunni della Scuola Secondaria di I°. Sarebbe stato opportuno che, la delegazione dei genitori firmatari, avesse contattato, in modo preventivo i genitori consiglieri che avrebbero potuto raccogliere le idee e le motivazioni dei genitori interessati alle questioni.

Senza puntare il dito, è necessario sapere che l’organizzazione del tempo scuola è di competenza degli Organi collegiali di un Istituto, che grazie all’autonomia gestionale, tengono conto delle esigenze ambientali e sociali in cui opera la stessa scuola. Quindi ogni istituto o scuola si adatta alla condizione territoriale in cui opera e si organizza di conseguenza, scelta questa, difficile  da mettere in discussione anche da parte degli organi superiori, citati dal suddetto articolo.

Per quanto concerne, poi, il numero degli alunni da “accontentare” e il concetto relativo di “democrazia” ritengo che quest’ultima inizia e finisce quando anche ad un solo alunno è stata garantita la migliore forma di appartenenza alla scuola e come genitore e “addetto ai lavori”, in piena coscienza, ho esercitato il mio ruolo mettendomi al posto di quei singoli 23 alunni della classe a tempo pieno non salvaguardando alcun interesse personale.

È giusto che i genitori non si fermino se il loro agire è volto al bene dei figli, ma è anche giusto considerare che l’anno scolastico appena terminato è stato il primo anno di vita dell’Istituto Comprensivo, quindi un anno di passaggio sicuramente ricco di difficoltà, che però andranno superate, perché è necessario che i tre ordini  di scuola lavorino basandosi su criteri e motivazioni univoche e condivise da tutti gli operatori del mondo della scuola.

Redavid Angelita

Commenti  

 
jimmy
#9 jimmy 2013-06-24 20:26
per VL
non è propriamente così. io e molte altre famiglie siamo nella stessa condizione dei 23.... un bambino alle primarie ed uno alle medie e ci andrebbe meglio il tempo scuola su 6 giorni. come la risolviamo? stessa situazione .. soluzione opposta. se dopo volete 80 firme o + le raccogliamo... non ci sono problemi
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VL
#8 VL 2013-06-24 17:21
Ora è chiaro.

L'organizzazione didattica viene imposta dai genitori a maggioranza, sorvolando allegramente ma democraticamente sull'enorme disagio dei 23 in questo momento più deboli.

Vige la legge del più forte, bene.
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gogol
#7 gogol 2013-06-24 15:12
Perchè non si chiede anche ai genitori se desiderano che i cancelli vengano riaperti anche il sabato per le elementari? Ho ascoltato diverse persone che vorrebbero ribaltare la decisione assunta due anni fa da Vernì (senza alcun referendum e senza ascoltare nessuno).
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jimmy
#6 jimmy 2013-06-24 10:30
x tuchisei
sono d'accordissimo con le tue parole ma la voce ed il pensiero in democrazia deve necessariamente essere quella di tutti i genitori e, naturalmente far emergere il pensiero di maggioranza. Potrebbe anche venir fuori che il "tempo scuola" della scuola primaria si adegui a quello della scuola secondaria di primo grado. Io conosco decine di famiglie oltre la mia i cui genitori lavorano anche il sabato e sarebbe auspicabile un tempo scuola su sei giorni per tutto l'Istituto. Non fraintendete le parole delle persone..... Quelle 80 firme devono essere solo lo spunto per interessare TUTTI i genitori della problematica e non prendere una decisione a porte chiuse altrimenti significa che di democrazia ne sappiamo ben poco. Chi ci rappresenta in Consiglio non può conoscere il pensiero di tutti per esprimersi in virtù del fatto che nel nostro paese non esiste un Istituto alternativo e comunque decidino penalizzerebbero qualcuno. Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
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fulco
#5 fulco 2013-06-23 00:05
Mi rivolgo alla si.ra Redavid, a quanto pare la sua unica preoccupazione è rivolta ai solo 23 alunni,ma mi chiedo gli altri 1180 circa non sono degni di pari considerazione?? come dice lei ha ricevuto 76 voti - 23 che le preme rappresentare= 53 cosa mi dice? si è preoccupata di ascoltarli?
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tuchisei
#4 tuchisei 2013-06-22 23:57
rispondo a jimmy..da quello che scrivi si evince che non ti sei documentato atrimenti avresti saputo che la "questione" non è settimana corta o lunga ma rispetto e considerazione per i genitori, ascoltare le loro idee al riguardo e non decide a priori.
DEMOCRAZIA=MONITORAGGIO TRA LE FAMIGLIE!!
non dimentichiamoci che stiamo parlando di un ISTITUTO COMPRENSIVO che come tale non agisce
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zenith
#3 zenith 2013-06-20 20:52
Non comprendo come qualche genitore ben organizzato e magari libero da impegni possa o debba condizionare una intera scuola ai propri voleri. Sarebbe opportuno che i genitori si occupino dei loro figli nell'ambito domestico, vigilando soprattutto sul buon andamento didattico dei loro figli e non su altro, o meglio non solo su altro.
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UFFA!!!
#2 UFFA!!! 2013-06-20 16:22
Le minacce non hanno mai spaventato nessuno. La democrazia impone un dibattito aperto ed eventualmente un cambiamento nell'ottica della condivisione delle scelte per il bene di tutti. A proposito di offerta formativa non mi sembra sia mai stata presentata e se questo è accaduto in maniera poco evidente, allora sarà necessario capire chi la organizza e per chi. Di certo non tocca ai genitori o ai ragazzi, ma al corpo docenti e agli organi preposti della scuola.
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jimmy
#1 jimmy 2013-06-19 18:19
DEMICRAZIA è far mettere una crocetta sul sì e sul no a tutti i genitori interessati..... non piegarsi al volere di 80 genitori e di qualche rappresentante del Consiglio...... Questa vicenda sembra la fotocopia del pranzo veloce della scorsa gestione..... bha attenzione a parlare di democrazia e di quello che la legge consente di fare nell'interesse dei ragazzi. Tenete presente che l'iscrizione è conseguente ad un'offerta formativa che c'è già stata. Cambiare le carte in tavola all'ultimo momento non è democrazia ma dittatura..... per 80 genitori che vogliono la settimana corta ce ne sono 80 che vogliono la settimana lunga.... occhio che finiamo su striscia........
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