I morti di serie B

cimitero turi

A Turi i morti non sono tutti uguali. Il cimitero comunale è diviso in feudi: da una parte cripte, altari, simulacri e baldacchini da far rimpiangere gli ipogei del neolitico. Qui il verde è rigoglioso, le piantagioni potate, i viali sono puliti e curati nei dettagli. L'altra fazione è una prateria, un'immensa distesa di croci e di lapidi quasi anonime, abbandonate al degrado e all'incuria di chi, invece dovrebbe gestire questi luoghi sacri con rispetto e devozione. Qui dimorano i "comuni mortali". Aldilà della plebe regna l'ordine, la maestosità, la cura del verde pubblico. Un vero e proprio giardino dell'Eden. Invece le foto sbiadite dei comuni mortali sono avvolte da sterpaglie, erbacce, gramigne. I cipressi sono in ginocchio; non si potano da una vita. Così appariva il cimitero dei "poveri" nel giugno 2012, su Turiweb. Così appare oggi. È un ghetto, una fossa comune popolata da anime che gridano vendetta: "La morte sapete cos'è? È una livella".