Lunedì 19 Novembre 2018
   
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La Asl intralcia la donazione del sangue

Si spera sempre e si ringrazia per lo stesso numero di volte chiunque decida di dedicare il proprio tempo e i propri interessi ad aiutare l’altro. Sembra pertanto assurdo ed ingiustificabile quanto è accaduto la scorsa domenica, 28 aprile, presso il Poliambulatorio di Turi.

Una mattinata come molte altre, per la Fidas di Turi, pronta ad accogliere soci e volontari saltuari per la giornata della donazione. Come si può comprendere dalle foto, però, qualcosa è andato in maniera inconsueta. “Nei giorni precedenti la donazione – spiega il presidente dell’associazione, Michele Troiano - dopo vari e ripetuti colloqui con il capo del personale della Asl di Gioia del Colle eravamo giunti all’accordo che avrebbe messo a disposizione dell’associazione e dei donatori il Sig. Valentini Luigi, impiegato dell'Asl di Turi per aprire e chiudere il Poliambulatorio”. Qui, per circa una domenica al mese, la Fidas di Turi svolge la sua raccolta di sangue, rispondendo alle richieste dei centri trasfusionali della provincia. Sin dall’inizio del nuovo anno, però, i tagli alla spesa sanitaria regionale avevano posto dubbi ed incertezze sulla possibilità di proseguire, per il 2013, con il previsto calendario di appuntamenti per i volontari. Infatti, proprio a causa dell’impossibilità di pagare lo straordinario agli infermieri, il Presidente dell’associazione turese si era mobilitato per evitare di perdere l’appuntamento con la donazione di aprile. Sembrava tutto risolto, compreso il problema delle stanze adibite alla donazione, che appunto sarebbero state aperte dallo stesso impiegato al quale “qualcuno degli infermieri avrebbe passato queste chiavi”.

“Al mio arrivo alle ore 07.40 – prosegue il presidente - mi accoglie il gentilissimo Sig. Valentini, alla sua prima esperienza con noi, dicendomi che nessuno gli ha voluto dare le chiavi perchè non autorizzati per iscritto da nessun dirigente.” Nel frattempo, i primi volontari giungevano come di consueto presso la sede di via P. De Donato Giannini “ma andava via perchè le stanze erano chiuse”.  “Solo dopo aver preso la decisione di farli donare nell'androne - come si nota dalle foto - l'equipe di Putignano si è data da fare per recuperare il tempo perduto”. Nel frattempo, dopo circa un'ora “siamo riusciti a rintracciare il dirigente Asl che per telefono ha autorizzato qualcuno a dare le chiavi al Sign. Valentini, ma ormai la gente donava nei corridoi”.

Una vicenda che lascia perplessi, soprattutto perché si parla di un volontariato ostacolato, di un servizio rivolto a tutti, disturbato non solo dai tagli della spesa pubblica, ma anche da disattenzioni e superficialità realizzati questa volta dalla dirigenza Asl che ha frenato l’attività di un’associazione di volontari. Ci domandiamo, infine se sia comune e prassi abituale lasciare alla volontà di dipendenti le chiavi delle stanze e studi di una struttura sanitaria pubblica, piuttosto che lasciarle custodite in una bacheca interna alla stessa, a disposizione di chi giornalmente le necessita.

Commenti  

 
Vanni Picciotto
#1 Vanni Picciotto 2013-05-07 10:42
Io vado sempre a Putignano a donare il sangue perchè a Turi oltre a avere certe problematiche, fanno anche discriminazioni sessuali.

Premetto che il mio gruppo sanguigno è 0 rh POSITIVO e dagli ultimi test sull'HIV sono risultato negativo.

I medici dovrebbero sapere che l'HIV non si prende solo attraverso un rapporto sessuale uomo-uomo, ma lo si prende anche con un rapporto sessuale uomo-donna.

Questi medici dovrebbero studiare di più che permettersi di fare discriminazione quando in ballo ci sono la vita di molte persone che hanno bisogno di sangue.
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