Domenica 18 Novembre 2018
   
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Le due ordinanze di “rimozione delle opere”

Abbattimento Via Mola Turi dott. Rossi

I signori Vito Onofrio Antonio Rossi e Marco Rossi sono stati destinatari di due ordinanze, a firma del capo settore dell’ufficio urbanistica, ing. Giuseppe Di Bonaventura, che impongono per altrettanti immobili “l’immediata rimozione delle opere realizzate in assenza di titolo abilitativo” e il “ripristino delle condizioni ante intervento”.
Leggendo i due provvedimenti, speculari nelle motivazioni, emerge che il permesso a costruire per entrambi gli immobili è stato rilasciato nel dicembre 2008. Nel marzo 2009 e nel maggio 2010 i progettisti provvedevano a depositare le DIA (dichiarazione di inizio attività) con richiesta di variante in corso d’opera. Ebbene, secondo l’accertamento dell’ing. Di Bonaventura, le modifiche richieste in quelle circostanze erano in contrasto con il Testo Unico per l’Edilizia (TUE), il quale vieta variazioni che alterino la sagoma dell’edificio o che incidno sui parametri urbanistici e sulle volumetrie (art.22, comma 2).
Sempre il Testo Unico (art. 23, comma 6) prevede che entro 30 giorni dal momento in cui i tecnici progettisti depositano la DIA, il dirigente o il responsabile del procedimento notifica all’interessato l’ordine motivato di non effettuare il previsto intervento, qualora lo stesso non sia conforme alla normativa urbanistica ed edilizia. Probabilmente sarebbe bastato leggere il contenuto di quelle dichiarazioni di inizio attività per realizzare che, di fatto, si stava andando contro il dispositivo di legge, diminuendo la superficie destinata a parcheggio (modifiche parametri urbanistici), ampliando i volumi con interventi sul prospetto principale (modifiche volumetrie) e innalzando il solaio di copertura (modifica della sagoma).
A questo punto viene da chiedersi perché, quando sono state presentate le due dichiarazioni di inizio attività, per ben due volte né il responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia né il dirigente d’area (all’epoca l’ing. Campobasso) abbiano riscontrato le difformità oggi correttamente contestate. Perché nessuno si sia preso l’onere di leggere l’incartamento e valutarne il merito prima di depositarlo in un cassetto.
Secondo l’interpretazione tecnico-normativa che ci ha fornito l’ing. Di Bonaventura, l’errore − non qualificabile come vero e proprio abuso edilizio ma piuttosto come “insufficienza” del titolo abilitativo − nascerebbe dall’aver inteso il documento come DIA in variante ai sensi generici dell’art. 22, senza guardare alle menzionate prescrizioni del comma 2.
Nella fattispecie, tra l’altro, si parlerebbe di un aumento volumetrico tanto trascurabile da legittimare “l’autorizzazione in sanatoria delle opere realizzare in difformità da quanto previsto dal permesso a costruire”. Più semplicemente, si dovrebbe appianare tutto con una sanzione di qualche migliaio di euro.
Prima di concludere ci permettiamo due riflessioni. Se l’interpretazione dell’ing. Di Bonaventura fosse quella corretta, si presupporrebbero almeno due passaggi: qualcuno (se non il dirigente Campobasso, quantomeno il responsabile dello Sportello Unico) ha letto l’incartamento e lo ha “mal interpretato”. E, a questo punto, sarebbe importante un impegno della parte politica a fare chiarezza, in nome della volontà, più volte espressa, di dare un segnale di discontinuità nei confronti di un passato gestionale non sempre lineare. Infine, a prescindere dal caso specifico − che va ritenuto un atto formalmente dovuto, privo di catastrofiche ricadute sostanziali − ciò che preoccupa è come siano state percepite dal comune sentire le due ordinanze.
Uno “sconfinamento” affatto tollerabile, una violazione a quel tacito equilibrio di “reciproche soddisfazioni”. In buona sostanza, si ha l’inquietante impressione che l’attività edilizia risponda a consuetudini solidificate; “regole non scritte” che non possono essere messe in discussione dai “codicilli”. Come dire: la soglia di tolleranza è fissata ad un paio di sequestri all’anno, e solo se a farlo è l’antimafia.

Altre iniziative non sono gradite.

Commenti  

 
ma?
#2 ma? 2013-04-23 11:07
conclusione?che succede?
Citazione
 
 
uno vale uno
#1 uno vale uno 2013-04-18 12:50
sembra farina del sacco di un ingegnere interessato
Citazione
 

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