Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Sbloccate le opere di Via Vecchia Casamassima

“Nel 2010 ho creato il Comitato Turi Futura che si occupa di problematiche socioterritoriali, ovvero laddove ci arriva una segnalazione di un disagio vissuto dai cittadini, ci mettiamo in contatto con gli uffici preposti e cerchiamo una soluzione”. A parlare è Carmine Catalano, promotore e coordinatore di questo comitato cittadino che, oltre a Turi, si è già radicato a Rutigliano e sta per diventare operativo a Bari, dove ogni circoscrizione avrà una propria delegazione dedicata. L’iniziativa rivela la sua efficacia soprattutto nell’affrontare le tante problematiche urbanistiche, un nodo ancora irrisolto a Turi, facendosi portavoce delle istanze dei cittadini all’interno di tavoli di concertazione con Sindaco, Assessore al ramo e Ufficio Tecnico. “E se dal confronto non si giunge ad alcun risultato, il Comitato interviene con un proprio legale, perché − puntualizza Catalano − la legge prevede che se si sono pagati gli oneri di urbanizzazione, il cittadino ha diritto ai servizi”.
Fatte le dovute presentazioni, passiamo al caso di Via Vecchia Casamassima. Una delle tante circostanze in cui, per l’appunto, acqua, fogna e servizi di urbanizzazione della strada non sono mai arrivati, nonostante gli oneri fossero stati versati nelle casse comunali ben ventitré anni fa.
“Nel 2010 − ricostruisce Catalano − l’allora sindaco Gigantelli, il vicesindaco D’Addabbo e il consigliere Cazzetta promisero un intervento risolutivo su tutti i fronti. Inizialmente furono stanziati 35mila euro per la costruzione delle condutture dell’acqua; in seguito vennero destinati altri 100mila euro alla realizzazione della strada”. Quest’ultima opera, in realtà, non è mai partita dal momento che non si riuscì a concludere l’acquisizione a patrimonio pubblico della strada stessa.
“ Solo oggi − seguita Catalano − dopo la concertazione che il nostro Comitato ha portato avanti tra Comune e privati, si iniziano a vedere i risultati. Difatti, grazie anche alla solerzia del segretario comunale Giambattista Rubino e degli ingegneri Di Bonaventura e Cicala, cui insieme all’imprenditore Michele Girolamo va il mio sentito ringraziamento, si è dialogato con tutte le famiglie che risiedono in questa zona (Busco, Di Noia-Leogrande, Carenza, De Carolis, Zaccheo, Di Bari), siglando la cessione delle aree al Comune e avviando il cantiere del primo lotto.
I lavori per il secondo lotto, invece, partiranno non appena verrà approvata una variante tecnica, che il Sindaco mi ha garantito sottoporrà all’attenzione della giunta in questi giorni”.

Per quanto riguarda la rete fognaria, si deve tornare indietro al 2007, quando − su indirizzo dell’allora Assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Denovellis − si ebbe la programmazione del primo tratto con un impegno di spesa pari a circa 70mila euro. “Anche in questo caso − aggiunge Catalano − i lavori si bloccarono in quanto la famiglia Dalfino, proprietaria diun lotto su cui doveva passare la conduttura, negò il consenso a cedere le aree interessate dai lavori. Cinque anni dopo, unalunga mediazione ha concretizzato un’intesa: Dalfino avrà la possibilità di edificare ed in cambio accorderà l’accesso al proprio lotto”. Superato questo primo ostacolo ne è seguito un secondo: l’opposizione, per le più svariate ragioni, da parte dei condomini del complesso abitativo chiamato “le tre torri”, sulla cui strada di pertinenza è previsto che confluisca il tronco fognario. “È bene ricordare − termina Catalano − che abbiamo ottenuto una relazione redatta dallo stesso Acquedotto Pugliese in cui si attesta che la fogna deve necessariamente sboccare in quel tratto di strada. Ritengo che non debba esserci più nessun indugio. Anzi, sono sicuro che il Sindaco Resta, il quale ci ha garantito la fogna entro la fine di quest’anno, insieme alla sua giunta e agli uffici preposti avrà la giusta determinazione per arrivare ad una soluzione in tempi brevissimi. Del resto quest’opera non è un capriccio di una ventina di residenti, bensì un investimento su un’intera area in via di espansione”. Concludendo, entro la fine di aprile, spetterà all’architetto Susca, che conosce e segue la vicenda fin dal proprio insediamento, indire una gara (presumibilmente una licitazione privata) per l’assegnazione della progettazione del tronco fognario; contestualmente verranno predisposti gli atti di esproprio della sola area (non più di 50 metri quadri) su cui insisterà la conduttura.

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