Domenica 18 Novembre 2018
   
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“Dio ama tutti, anche quelli un po’ … così!”

giornata diocesana 3

giornata diocesana 2“Siete voi che raccoglierete le vostre fiaccole dalle mani dei vostri padri e vivrete nel mondo nel momento delle più gigantesche trasformazioni della sua storia.” Paolo VI, al termine del Concilio Vaticano II, consegnava questo messaggio ai giovani. Sono trascorsi 50 anni ma il messaggio resta lo stesso,  e idealmente sabato 23 marzo i giovani della diocesi di Conversano-Monopoli hanno raccolto la fiaccola del Concilio da mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, per portarla tra le strade di Conversano e, simbolicamente, lungo le strade del mondo. R(i)accogliamo quella fiaccola, questo è stato il tema della giornata diocesana della gioventù, che si è svolta in tre tappe e ha visto la partecipazione di giovani provenienti dai vari paesi della diocesi. La nutrita delegazione di turesi, composta da giovani di tutte le età, ha raggiunto Conversano in pullman assieme a don Nicola D’Onghia. Dopo un po’ di “ginnastica spirituale”, balli e canti presso lo spiazzale antistante il seminario vescovile, mons. Domenico Padovano ha accolto i presenti, benedetto i rami di ulivo e invitato a “seguire Gesù lungo la via che porta a Gerusalemme, stendendo noi stessi ai suoi piedi  invece che le nostre giacche, agitando le nostre anime invece che i rami di ulivo”. Una lunga processione si è snodata verso la Cattedrale, dove mons. Luigi Bettazzi ha aperto una finestra sul Concilio Vaticano, spiegandolo attraverso una serie di parole-chiave: da “chiesa dei poveri” a “collegialità”, da “pace” a “Gesù”. “

giornata diocesana 1La chiesa non deve essere per i poveri- ha detto –ma dei poveri, bisogna guardare il mondo con gli occhi dei poveri, non dobbiamo certo comportarci come quelli che dicono di salvare l’economia e poi salvano le banche!” Quasi 90enne, mons. Bettazzi ha stupito l’uditorio con la sua ironia e la sua capacità comunicativa. “I vescovi in gamba muoiono giovani!” – ha decretato in riferimento a don Tonino Bello, per poi prontamente scusarsi con un sorriso nei confronti di mons. Padovano. Ha incoraggiato tutti, “Dio ama ognuno, anche quelli un po’… così!”, per poi sottolineare come Gesù sia il modello di come si dovrebbe vivere da uomini: “Gesù è un grande uomo, non come Napoleone o Giulio Cesare. Gesù è venuto a mostrarci come essere grandi significhi occuparci degli altri”.  Un lungo applauso e una standing ovation hanno sottolineato la conclusione del suo intervento. Applausi che sono stati accolti con un sorriso giocoso e con un “Lo so, mi applaudite perché siete felici che io abbia finito!”. Dalla fiaccola tenuta tra le sue mani, un rappresentante di ogni paese della diocesi ha acceso la propria fiaccola e consentito a tutti i partecipanti di accendere la propria. È seguito presso il Palasangiacomo  un momento di musica e di festa. 

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