Domenica 18 Novembre 2018
   
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Bloccate le donazioni del sangue!

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I tagli alla sanità colpiscono il volontariato turese

Turi - Sono da poco terminate le festività natalizie che per tutti sono sinonimo d’incontro, di scambio di doni, di amicizia, di amore. A Natale si è tutti più buoni e dimostrazioni di bontà e di solidarietà si enumerano facilmente. Ci sono poi azioni che si ripetono in sordina, in realtà, e restano nell’ombra per tutti gli altri giorni dell’anno e son queste, spesso, che dimostrano quanto la solidarietà e la voglia di offrirsi all’altro sia vitale per qualcun altro.

In tutto questo, appare assurdo e oltremodo inspiegabile quanto con l’arrivo del nuovo anno, un’associazione di volontariato cittadina, come la FIDAS veda strapparsi di mano ogni possibilità di aiutare e di far prevalere i sentimenti del volontariato da azioni governative inspiegabili.

“La nostra associazione – ci spiega il presidente della FIDAS – Turi, Michele Troiano - per motivi di mancanza di personale e di fondi, dovuti ai tagli alla Sanità della Regione Puglia, non potrà più garantire le consuete e tradizionali domeniche dedicate alla raccolta sangue. I centri trasfusionali di Monopoli e Putignano, infatti, non sono più in grado di assicurare le raccolte esterne festive concordate in precedenza per il corrente nuovo anno, accordandoci come date certe soltanto una donazione infrasettimanale che si svolgerà a marzo presso l'ITC, una il 23 giugno presso il Poliambulatorio Asl di Turi e quella del 24 agosto con l'autoemoteca del Policlinico”.
Un’azione, questa, che taglia letteralmente ogni possibilità di azione a chi poteva dedicarsi al volontariato durante la domenica. Ma l’impossibilità di permettere, ai soci turesi, di far realizzare le giornate della donazione creano un ulteriore freno alla diffusione di messaggi di solidarietà e di aiuto che la nostra società necessita. “Quello che si prospetta è un vero disastro per il mondo della FIDAS e della donazione di sangue in generale” – commenta ancora amareggiato il presidente dinanzi a queste ‘mani di forbici’ che ledono non soltanto uno spirito, uno stile di vita, una volontà, ma soprattutto tacciono i richiami di aiuti che i centri trasfusionali trasmettono dinanzi a emergenze. Frenare la raccolta sangue significa rallentare ed ostacolare la salvezza di vite umane.

Ci auguriamo che la FIDAS di Turi riesca ad impedire che si compia questo disastro umano e che riesca a far cambiare idea a chi ha puntato il dito sul volontariato poiché è anche da queste piccole azioni che ogni giorno una bocca può tornare a sorridere.

Commenti  

 
cittadino
#3 cittadino 2013-01-23 03:20
questi sono i regali dell'amato professore monti di tagliare tutto figuriamoci se dovesse diventare il nostro presidente del consiglio ci tagliera come il suo collega mortadella svegliatevi italiani non fate piu le pecore ad andare uno dietro l'altra e fare beeeelllloooo come ci stanno fregando cambiamo nel vero senso della parola e votiamo chi veramente qual cosa l'ha data agli italiani a buon intenditore poche parole
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Sigaro
#2 Sigaro 2013-01-14 00:54
E poi ci obbligano a mettere il casco !!! Ma secondo voi siamo veramente in uno stato democratico? Questa e' una vera dittatura, qui il mattino "se ti alzi" non sai cosa ti spetta perché non sai cosa di notte hanno pensato di fare .
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non turese
#1 non turese 2013-01-12 12:29
Purtroppo è una situazione che riguarda anche altre associazioni e altri paesi... noi, per esempio, possiamo fare affidamento solo sul centro trasfusionale di Monopoli, mentre quello di Conversano è stato chiuso! E' un vero peccato!
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