Lunedì 12 Novembre 2018
   
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Lascialo là, non vedi che non cammina?

 Cane-carrellino

 

 

Una mano comandata da un cervello scellerato e da un cuore deforme mi lasciò su una strada di Turi, sotto il rovente sole dello scorso luglio, quando ero solo una cucciola e ancora non sapevo nulla della vita. Neppure della mia. E modificò per sempre alcuni destini. Conoscevo solo la mia mamma ed i miei fratellini. Non una pappa, niente cuccia, nessuna carezza, ma io ero felice sul mio pezzettino di terra secca. Guardavo tutto il giorno i miei fratellini ‘zompettare’ di qua e di là e mi divertivo a vedere i loro giochi e le loro capriole ( Uno si chiamava Rotolone, l’altro Palla. Io non avevo un nome… ). Ero così presa a vivere la loro vita che non mi ero accorta di averne una mia. Fino a quel giorno di luglio quando fui strappata dal mio piccolo mondo. Lui le disse semplicemente :- Cosa facciamo con questo? ( Non si erano accorti neppure che fossi una femminuccia).-Mettilo in un cartone e lascialo in paese, non vedi che non cammina? Non serve a niente. E stai attento a non farti vedere da nessuno!Lui, perfetto tappetino, mi prese ed eseguì alla lettera. ( In quel caso ho capito subito che in famiglia decidono le donne!). Io avevo paura, non capivo ma sentivo che stavo per vivere un doloroso addio. Percorremmo strade contorte, piene di buche, un tragitto breve che sembrò infinito, vissuto al chiuso del portabagagli. Si fermò e una luce intensa entrò nei miei occhi, accecandomi. Mi lasciò bestemmiando perché in quel cartone avevo sporcato tutto ( e ti credo, la paura mi aveva fatto venire mal di pancia!), mi buttò per terra e senza grazia se ne andò. Addio! Rimasi accucciata sui miei escrementi e sul mio terrore, fra molti sguardi schifati e frettolosi, poi incontrai i miei Angeli (ero forse morta?)Subito soccorsa, pulita, accompagnata da un veterinario: lastre, analisi, punture, pappa, pulizia, coccole. Non ero morta ma mi sembrava di essere in Paradiso. Il risveglio dalla favola fu duro. La mia vita si preannunciava drammatica e la mia fine imminente: non usavo gli arti posteriori, non ero e non sarei mai stata un cane ”normale”.Vedevo come i dottori scuotevano la testa, le vedevo le lacrime negli occhi dei miei Angeli. Le alternative alla disabilità sono due: amore o morte!Ma al di là di ogni evidente realtà, banalmente, esistono i sentimenti, le occasioni, gli uomini buoni. I miei Angeli non si sono arresi e in quei giorni tormentati nell’attesa di una decisione giusta, aspettando un segno del cielo, hanno incontrato due persone speciali: Donata e Alessandro, che hanno visto il mio musetto e mi hanno voluta per sempre nella loro vita. Ora col mio carrellino vado al parco, corro e mi diverto ; ho una casa calda, una cuccia morbida, giochi interessanti, coccole infinite, cure amorevoli. Vivo in una delle più belle città d’Italia, Firenze, e da qui mando gentili saluti a quell’essere vigliacco che mi abbandonò sotto il rovente sole di un giorno di luglio, a Turi. Tu volevi eliminarmi ma non ci sei riuscito, grazie ai miei Angeli ed alla mia meravigliosa famiglia! Spero che tu, oggi, stia leggendo la mia storia. Ah, dimenticavo! Nel frattempo qualcuno mi ha messo il nome Molly, del quale vado fiera e… sono felice.

Commenti  

 
mirella daddabbo
#4 mirella daddabbo 2012-12-01 00:52
quste persone sono angeli.............
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antopiu
#3 antopiu 2012-11-19 20:28
devo dire che il cane è per me quel lurido che l'ha abbandonato senza troppi scrupoli. sono di turi e vorrei tanto conoscerti...chissà perchè!!!
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talpa
#2 talpa 2012-11-17 17:06
GRANDI!!
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turese dubbioso!!!!
#1 turese dubbioso!!!! 2012-11-12 13:56
complimenti agl'angeli ed alla famiglia... avrebbero potuto adottare un cucciono sano, invece!!!! bravi....
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