Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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“Prima che le promesse cancellino la speranza”

la quacquera

È passato più di un anno, da quel giorno di Settembre del 2011, nel quale gli abitanti di Strada La Quacquera hanno presentato, alla precedente amministrazione, un progetto per la realizzazione di un’area verde, adiacente ad una delle palazzine della nostra strada. E si. Un anno! Raccolte circa cento firme, presentata petizione al Comune, fatte osservazioni al PUG – osservazioni senza un confronto con tecnici che potessero raccogliere le istanze e soprattutto verbalizzare le nostre rimostranze - fornito gratuitamente il progetto - realizzato da un amico Ingegnere - fissato incontro con il Sindaco e con l’assessore all’urbanistica, promesso stanziamento. Ci dicono che bisogna fare in fretta, altrimenti non si riesce ad inserire il progetto nel Bilancio. Da settembre si arriva a Novembre. Evviva! In bilancio è stato inserito uno stanziamento di 30.000 euro. Poi cominciano le mezze frasi, i discorsi accennati e soprattutto i rinvii. Arriviamo a Marzo 2012. Il nulla ha preso il posto delle promesse. Siamo cittadini inesperti, mica imbecilli! Ad Aprile si vota. Del lavoro fatto, del tempo impiegato a presentare carte e carte, ne esce carta straccia. Campagna elettorale. Sulla strada si “affacciano” uomini vecchi e nuovi. La politica impone il cambiamento, almeno nelle parole della campagna elettorale. Siamo lì a raccontare ai convenuti le nostre sventure e a confessare le nostre speranze. Tutti sorridono dimostrando attenzione e registrando stati d’animo sulla sabbia dell’ipocrisia. Ci fidiamo o no? Ma dai che peggio di come siamo messi, non può venire, ci diciamo in confidenza tra noi. Si vota. Non siamo interessati per niente a chi vince e a chi perde. Certo siamo interessati a che si continui sulla strada, sebbene irta, tracciata. E come per magia non solo non andiamo avanti, ma la nuova Amministrazione da’ istruzioni ai tecnici di procedere al distacco della pubblica illuminazione. “L’impianto non è mai stato ceduto alla collettività!” la motivazione ufficiale; “l’Amministrazione non ha mai provveduto ad acquisire le aree ed i servizi accessori” la verità sussurrata. E come in un gioco malefico, noi siamo in mezzo. C’eravamo immaginati il nostro futuro unito in una battaglia per il miglioramento della nostra condizione, invece ci hanno catapultato indietro in una battaglia per la sopravvivenza.

Come in un copione scritto da un regista malevolo, la storia ritorna al punto di partenza. Facciamo riunioni e cerchiamo di capire il da farsi. Certo la zona verde passa in secondo piano, non dimenticata certamente. Ma non vogliamo rinunciare, per nulla al mondo, al sogno iniziale di costruire una comunità. Due assessori del comune - Tundo e De Novellis - vengono a trovarci e ci garantiscono che s’interesseranno alla vicenda. Passa anche Maggio. Chiediamo aggiornamenti. Tutto fermo, ci dicono, “tutto dipende dall’amministratore giudiziario”, aggiungono. Non possiamo più perdere tempo. È già fine Giugno. Si va in vacanza e ci perdiamo la possibilità di organizzare una festa. Viene l’idea di organizzare una prima cosa insieme. La festa dei gavettoni, protagonisti i bambini, e non solo, del quartiere. Un successo! I bambini si divertono, i grandi giocano con loro, il caldo domato dai vestiti completamente bagnati dei più. Prova generale superata. Non resta che attrezzarsi per una Festa alla grande. Il 10 Agosto, notte di San Lorenzo, ogni famiglia scende in strada con una teglia di parmigiana. Altro grande successo. E mentre tutti noi ci muoviamo, il resto rimane immobile. D’altronde siamo in Agosto, periodo di ferie, anche per l’amministrazione. Intanto cominciano i rumori sulla Sagra della parmigiana e con questi comincia a venire all’orecchio della pubblica piazza la nostra situazione di emarginati al buio. Il Sindaco ci convoca, si dibatte della situazione, l’incontro si chiude con una mezza promessa d’impegno per risolvere la situazione. Siamo fiduciosi, ma molto scettici. L’idea che il corto circuito dell’anno prima si sia riattivato è forte.

Si organizza, tutti insieme, la “Sagra del panzerotto”. Impegno e motivazione sono ancor più forti della sagra precedente. Ogni famiglia prepara due chili di “massa”. Montiamo ad arte il banchetto per chiudere i panzerotti. Sono le dieci di sera del mercoledì e la stanchezza si mischia alla soddisfazione per il lavoro compiuto. Tutto pronto dopo il gran lavoro di giovedì e venerdì. Comincia la serata e uno dopo l’altro tiriamo fuori quasi 800 panzerotti, fritti uno ad uno. A metà serata una piacevole sorpresa, arrivano il Sindaco Resta e la moglie. In mano due fogli di carta. Questa volta più di una promessa. Un fatto e soprattutto un impegno chiaro, con una data entro cui la vicenda illuminazione, presumibilmente sarà chiusa, almeno per la parte che riguarda il Comune di Turi.

Poi riparliamo tra noi. Anche l’anno prossimo ci sono le votazioni. Il rischio che il pantano della politica stenda il suo manto è forte. Ci fidiamo dell’atto che il Sindaco Resta ha compiuto, bisogna, però, rimanere vigili. La sera del 18 Settembre, grande festa. E’ tornata la luce. Il Sindaco ha mantenuto la promessa. Dopo la felicità è ora di bilanci. Siamo, comunque, al punto di partenza rispetto ad una anno fa! Ma non molliamo. Il giro ricomincia. Siamo forti perché ci sentiamo tutti uniti. Ora è il momento di risolvere la questione “Giardino dei futuri”. Forza amici, tanto le ossa ce le siamo fatte già l’anno passato.

Luigi Spina – Abitante di Strada La Quacquera

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