SS172: ancora sangue sulle strade e sulle coscienze

genghi

Turi piange un altro suo figlio perito su quella dannata strada. La dinamica dell'incidente, in via di accertamento, consisterebbe nel fatto che il giovane Dario Danese sia uscito fuori strada finendo sulla corsia opposta e, rimasto illeso, sceso dalla macchina veniva investito mortalmente da un furgoncino che proveniva dal lato opposto. Sarà stata la casualità, il destino infame, o l'errore umano, o le diverse concause a causare la tragedia, fatto sta che un'altra giovane vita è stata spezzata a 27 anni. Nè l'investitore avrebbe mai voluto che accadesse, purtroppo si è verificato, forse, perchè non avrà notato la presenza del ragazzo sulla sede stradale a causa della luce dei fari contrapposti che gli avrebbero negato la possibilità di vedere una sagoma umana non rifrangente. Allora la domanda è d'obbligo: se la strada fosse stata messa in sicurezza realizzando le due carreggiate divise dallo spartitraffico, questa, come altre tragedie sarebbe stata evitata? La risposta è certamente sì. Per cui la grave responsabilità ricade su chi doveva provvedere e non l'ha fatto, e questo pesa sulle loro coscienze. Ancora più grave risulta la responsabilità dell'ex ministro Fitto, tanto per non dimenticare, quando non è riuscito, o non avrebbe voluto, lasciarci quel finanziamento di 522 milioni di euro, stanziato dal precedente governo poi dirottato altrove, forse, dove c'era meno necessità, ma più forte era la richiesta. Così vedemmo sfumare la possibilità di quella realizzazione. Questo accadeva dopo decenni di chiacchiere e di allettanti promesse elettorali fatte da politicanti cialtroni che venivano sistematicamente a prenderci per i fondelli prospettandoci la concreta possibilità di eliminare la pericolosità di quella strada. Così accadeva che, quando era disponibile l'importo per poter intervenire (tra la fine del 2009 ed i primi del 2012) ci veniva scippato il finanziamento e dirottato altrove. Per cui, ricade su Fitto la maggiore responsabilità dal momento che era l'unico ministro che avrebbe potuto, anzi, dovuto difendere gli interessi della sua terra. Ma emerge anche l’opaca figura del consigliere regionale Boccardi che non ha saputo sfruttare l'occasione di avere un ministro in carica come amico (osa sempre ventilata) facendosi così sfuggire la preziosa occasione di poter concretizzare l'opera. Circa un anno fa il governo stanziava un nuovo finanziamento di altri 52 milioni di euro sempre per il tratto Casamassima - Putignano, ma l'ingenuo Boccardi, o furbo a difesa dei propri interessi, ha condiviso la cessione all'assessore regionale Pentassuglia per la Strada Martina Franca - Taranto. La cosa più grave e detestabile è che Boccardi ha invitato a Turi il Pentassuglia in un pubblico comizio tentando di prenderci ancora per i fondelli. Sostenevano che anche se quel finanziamento andava a Taranto, il prossimo spettava a questo "nostro" tratto di strada. Solo che, nel frattempo ci sono state altre vittime che aggravano il peso sulle loro coscienze, ammesso che ne abbiano una. Allora, dott. Boccardi e compagni, ve lo chiedo per favore, anche in nome e per conto di una comunità che, magari non conoscendo certi particolari, stenta a reagire: non tolleriamo più che ci prendiate in giro parlandoci e promettendoci ciò che avete già dimostrato di non mantenere, anzi, in taluni casi avreste giocato pure contro. Non sopportiamo più che si continui ad usare l’argomento della SS 172 come mera propaganda elettorale. Non fatelo più perché questa volta ci incazziamo veramente. Non tolleriamo più che si diano illusioni sapendo di mentire. Vogliamo vedere, prima, partire i lavori, poi, chi si fosse impegnato fattivamente si prendesse pure il merito. Sì, ma dopo. Questa è una questione che sto portando avanti da tempo, essendo intervenuto più volte sull’argomento arrivando a scrivere pure all’ANAS specificando i pericoli intrinseci della strada stessa, per cui continuerò ad essere osservatore attento ed agguerrito. Ed infine, sono anni che continuo, inascoltato, a ripetere che le firme raccolte e consegnate alle più alte cariche istituzionali per sensibilizzarle sul problema, non avrebbero sortito a niente, come poi è stato dimostrato dai fatti, e che la sola cosa che potrebbe fare un clamore nazionale è quella di bloccare la strada in ogni comune con una moltitudine di cittadini e con i sindaci in testa. Ma per la mollezza, l’ingenuità delle amministrazioni, la cosa non è stata ancora recepita. Fatto sta che, tra le chiacchiere di politicanti regionali e nazionali e la pochezza delle amministrazioni locali, sulla SS 172 si continua a morire ed il sangue delle vittime continua a macchiare l’asfalto ed imbrattare le coscienze di tutti coloro che, per interesse o incapacità, continuano a giocare sulla cosa più cara: la vita umana. Anche di questo ci ricorderemo quando ci recheremo nell’urna per bastonare una classe politica inetta, ladra e cialtrona.