Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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Siccità: la Regione chiede lo stato di crisi

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Il caldo estivo non accenna a diminuire e tra i discorsi che più di frequente si ascoltano in giro per la nstra cittadina, quello sulle condizioni climatiche e il più presente. Un caldo che non lascia tregua l’intero meridione che, a fine settembre deve ancora combattere con temperature eccessivamente alte e carenza di acqua piovana.

È notizia di qualche giorno fa che anche la nostra Giunta Regione ha avvertito la necessità di chiedere al Governo centrale lo stato di crisi per l’agricoltura pugliese a seguito dell’eccezionale andamento climatico sfavorevole con una “siccità del periodo marzo-agosto 2012”.

Soli 160 mm di pioggia nel semestre marzo-agosto 2012 nell’intero territorio regionale, il dato peggiore degli ultimi 5 anni. La mancanza di piogge – come ha relazionato l’Assessore alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefano - ha ridotto la riserva idrica negli invasi pugliesi con conseguenti gravi problemi di siccità per le coltivazioni agrarie e per il comparto della zootecnia. Le elevate temperature dei mesi di giugno, luglio ed agosto 2012 con picchi fino 43,7° e reiterate ondate di calore, unitamente alla carenza di acqua negli invasi, hanno causato uno stato di sofferenza delle colture con significative riduzione delle rese di produzione e contrazione della produzione lorda vendibile aziendale. Per il comparto zootecnico le alte temperature hanno causato stress agli animali con conseguente riduzione della produzione giornaliera di latte e ridotta fertilità. Le problematiche della zootecnia hanno interessato tutte le specie (bovini, ovicaprini, equini, ecc.) allevate sia in stalla che allo stato brado e soprattutto, per questi ultimi, a causa delle gravi difficoltà sia di abbeveraggio che per la minore disponibilità di foraggio verde per l’alimentazione.

Nel settore cerealicolo, si legge, la carenza di precipitazioni piovose ha causato uno stato di sofferenza della coltura con una riduzione produttiva stimata del 40%, pari al dato raccolto per il  settore uva da vino e da tavola. Maggiori carenze sono state riscontrate nel settore olivicolo, con una riduzione delle produzioni pari al 50%, nel settore frutticolo, pari al 45% , orticolo, ancora un 50%.

Nel settore zootecnico, il caldo eccessivo col conseguente stress agli animali e la riduzione del latte prodotto, ha determinato una percentuale di danno pari al 45%.

Di fronte a tale situazione di profonda crisi, presentata dall’Assessore il 5 settembre presso il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali a cui hanno partecipato il Ministro, il Coordinatore della Commissione Politiche Agricole ed i rappresentanti delle Regioni e Province autonome, sono state richieste

• la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e dei lavoratori dipendenti;

• la sospensione o il differimento del termine per gli adempimenti degli obblighi tributari e previdenziali;

• la sospensione di dodici mesi del pagamento delle rate e degli effetti del credito agrario;

• adeguato ristoro economico per le aziende agricole e zootecniche a valere sul fondo di solidarietà nazionale;

• anticipazione del pagamento dei premi PAC.

Ora si attende, quindi, l’emanazione del relativo decreto Ministeriale al fine creare, a favore degli imprenditori agricoli, tutte le iniziative utili a risolvere la situazione di crisi.

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