Venerdì 16 Novembre 2018
   
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"Turi non merita un presente così indecoroso e offensivo"

muro pozzi 1

"Abbattere il muro per la parte necessaria al deposito della cisterna". È questo il responso della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici giunto al Palazzo Municipale e che dovrebbe riaprire il cantiere di Largo Pozzi. Una risposta che ha diviso le coscienze cittadine facendo tirare un sospiro di sollievo in coloro che guardano al progetto e al completamento dello stesso, e incredulità in chi sostiene, persegue ed incentiva la valorizzazione storica della propria terra.

Tra queste voci, quella del prof. Osvaldo Buonaccino d'Addiego, da noi incontrato all'indomani della lettura della missiva giunta in Comune. "Come cittadino, docente di storia e cultore di storia locale ritengo solo che Turi, per la sua storia passata, gloriosa per i suoi uomini ed il loro attaccamento al territorio, non merita un presente così indecoroso e offensivo".

"Il nostro sembra un paese fantasma, - prosegue amareggiato - abbandonato, dove puoi trovarti in mezzo ad una grande piazza centrale (Largo Pozzi) da tempo ricoperta di polvere e pietrisco senza che nessuno provveda a ripulirla, in attesa di chissà quale sentenza epocale; oppure vedi erbacce alte, lì dove ci dovrebbe essere decoro e verde; oppure ancora ti ritrovi in un cimitero dove c'è un muro caduto, chissà per colpa di chi, con le relative sepolture e si aspetta ancora di capire a chi spetti la sua ricostruzione; oppure ti va di percorrere una strada, sempre centrale del paese, e vedi le auto costrette a scansare un contatore dell'acquedotto, posto in mezzo alla carreggiata, perchè non si sa a chi spetta di spostarlo, visto che nel frattempo la strada è diventata suolo pubblico".

"Se queste situazioni scandalizzano me, - aggiunge con una nota di disappunto il professore - come fa a tollerarle un assessore o un consigliere comunale, preposto a risolvere le grandi questioni come i piccoli problemi?"

"Senza dimenticare, - continua - infine, che Turi è anche il paese dove alcune opere pubbliche, costate un'ingente quantità di denaro pubblico, sono state abbattute (o lo saranno) ancora prima di essere inaugurate, perchè costruite su un terreno carsico oppure per neonati inesistenti; si tratta della stessa leggerezza e dabbenaggine dimostrata da chi ha deciso di scavare là dove non si doveva, esponendo Turi e i turesi ad una magra figura e a vivere, chissà per quanto tempo ancora, un vero incubo. E nessuno, ieri come oggi, pensa di chiamare alle proprie responsabilità, anche pecuniarie, chi si è reso responsabile di questo allegro uso delle finanze pubbliche".

Tornando nello specifico alle vicende di Largo Pozzi, "ritengo che se i tecnici della Soprintendenza hanno dichiarato che una porzione di muro si può abbattere, ciò vuol dire che si può fare senza arrecare danno alcuno alle tracce del passato".

"Circa la valorizzazione dell'area, - come dichiarato dallo stesso funzionario e dall'architetto Marmo in coda alla lettera - io sarei molto cauto e realista: se non ci sono soldi per un'operazione di maquillage dell'intera piazza, compreso l'abbattimento del cisternone esistente, è meglio rinviare il tutto ad altra data. Nel frattempo, s'inizi a ricercare i finanziamenti necessari, anche attingendo ai fondi europei, e ad elaborare un concorso di idee tra ingegneri e architetti, per far sì che la nuova piazza sia veramente simbolo di una Turi risvegliata e rinnovata".

"Per concludere, mi permetto di fare un'ultima riflessione: Turi convive, da decenni, con numerosi problemi (alcuni citati in apertura) frutto di insensibilità, leggerezza, menefreghismo o improvvisazione di chi, chiamato dal consenso elettorale a risolvere quei problemi, ne ha favorito invece il suo incancrenirsi e consolidamento. Il mio auspicio è che il neo sindaco Resta (come ha già fatto con la nomina di esperti esterni) chiami attorno ad un tavolo assessori e semplici cittadini, rappresentanti delle associazioni e non, perchè insieme si provi a fronteggiare l'emergenza, attraverso l'elenco delle cose da fare (anche quelle piccole) e da seguire nella loro realizzazione: non possiamo più tollerare che si proceda allo stesso modo di ieri, visti i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che non ci fanno onore (dal momento che altri paesi a noi confinanti hanno saputo rinnovarsi ed ammodernarsi più e meglio di noi).

Solo così i nostri politici potranno risultare, finalmente, efficienti ed utili, ed una volta tanto interessati al bene collettivo piuttosto che "ad un esercizio dilettantesco che pretende di trarre la sua validità dal consenso elettorale ottenuto....funzionale alla conquista ulteriore di consenso elettorale" (dal discorso del Presidente Napolitano tenuto il 18 luglio 2012 all'Università La Sapienza di Roma)".

Commenti  

 
fuggenteattimo
#6 fuggenteattimo 2012-07-24 22:13
ma la gente di questo paese è contenta dello stato delle cose oppure ogni tanto si sveglia dal profondo letargo in cui si trova?nessuno vede,guarda.cerca di risolvere?che razza di incompetenti governano Turi?
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Mino Miale
#5 Mino Miale 2012-07-24 20:29
Potrebbe anche "restare parcheggio", a scegliere sarà la Storia degli uomini. Per principio fondante dell'archeologia, le società si sovrappongono, lasciando dei segni incancellabili: ne parlavo con un'amica dicendogli di non cadere in chiacchiere. Sulla questione il Comune non ha voce in capitolo. Il sottosuolo e tutto ciò che conserva appartiene allo Stato. Quando interviene la Soprintendenza non va via se non ha completato il rilievo dell'intero sito venuto alla luce. A Brindisi c'è l'unico Teatro conosciuto in Europa come "sospeso". Chiamato così perchè poggia su tralicci in cemento sistemati occasionalmente per costruire in altezza. Sotto si conserva l'insediamento antico della città imperiale romana. Andate a vedere direttamente per credere. Non basta navigare in Internet. Ne riparleremo in un convegno estivo.
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B. ElefanteB
#4 B. ElefanteB 2012-07-24 16:57
DEVE RESTARE PARCHEGGIO
il largo pozzi, quand'anche si possano, in futuro, recuperare culturalmente e funzionalmente i pozzi per la parte utilizzabile.
A Turi dei 7, 8 ettari minimi di parcheggi che dovremmo avere non ne abbiamo nemmeno uno, per le note delinquenziali abitudini urbanistiche....
E se non si vuole distruggere totalmente, con l'eliminazione di un centro di ritrovo, ogni identità collettiva sociale e culturale della nosra comunità; in un paese che ormai si è allargato in vari distanti poli residenziali.
Per il largo Pozzi sto per mettetre le mani sulle carte, come consentitomi dal' L'ARCHITETTA DELIA SUSCA caposettore lavori pubblici, sulla quale non si è mai sentita una sola delle mille accuse(molte provate e documentate) di cui da decenni si è riempito il paese circa qualche altro personaggio; e che forse per questo la cricca vorrebbe allontanare.
La stessa cricca che ha messo in gitro voci contro di lei, la stessa cricca che mistificatoriamente l'accusava di essere responsabile del progetto a delinquere del Largo Pozzi, che è sttao fatto invece da altro personaggio.
E non già dalla ditta padfovana!!!!!!!
Il responsabile era nel nostro municipio, è lo stesso che ha fatto altro progetti con varianti in corso d'opera assicurate e garantite da futuri previstissimi imprevisti utikli a far tornare i soldi del ribasso alla ditta aggiudicataria(e non solo ovviamente....)
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Mino Miale
#3 Mino Miale 2012-07-24 15:47
Il fatto che ora è seguito passo passo, quel cantiere, dai tecnici della Soprintendenza, deve tranquillizzare gli animi. Piangere sul "latte versato" è inutile.
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#2 Password 2012-07-24 14:32
Il vero problema, a mio avviso, fu l'affidamento dell'incarico alla società padovana che, validando il progetto, evidentemente, sulla carta, ha preservato l'amministrazione da ogni responsabilità. La Ditta esecutrice, si è trovata di fronte ad uno stato dei luoghi non indicato in progetto, a cominciare dalla consistenza della roccia di scavo che i padovani evidentemente hanno sognato fosse "paleggiabile" come avviene nella pianura veneta e non col martellone com'è necessario dalle nostre parti. Di chi è la colpa? Boh? Sparare a zero su Gigantelli mi pare eccessivo, anche se con un minimo di coraggio, avrebbe potuto fregarsene degli aspetti formali e verificare gli avvisi, successivamente dimostratisi fondati, che gli erano pervenuti. La questione roccia, era stata rappresentata prima che si espletasse la gara da parte di due professionisti che avevano chiesto un chiarimento sul capitolato. Ma formalmente era tutto in regola e la gara è andata avanti con tutte le conseguenze che ben conosciamo
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scomodo
#1 scomodo 2012-07-23 19:51
la frase piu' importante
E nessuno, ieri come oggi, pensa di chiamare alle proprie responsabilità, anche pecuniarie, chi si è reso responsabile di questo allegro uso delle finanze pubbliche".
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