Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Lavoro nero: s'intensificano i controlli

Raccolta-cocomeri-estate-2009

Su proposta dell’assessore delegato alle Politiche Agricole, Angelo Palmisano, sono stati definiti gli indirizzi volti a contrastare sul territorio comunale il fenomeno del lavoro nero e di governo del mercato di lavoro in agricoltura, prevedendo un'intensificazione dei controlli da parte della Polizia Municipale in determinati periodi in cui maggiore è la richiesta di manodopera in agricoltura (campagna cerasicola, ecc.) sulle direttrici di arrivo a Turi e l’avvio di azioni sinergiche con i sindacati e le associazioni di categoria finalizzate a scongiurare il fenomeno.

L'azione dell'Amministrazione Comunale si muove in risposta alle iniziative di lotta per il contrasto al lavoro nero e al caporalato messe in campo dalla FLAI-CGIL in questi anni, con la campagna “oro rosso”, camper dei diritti, sciopero dei lavoratori immigrati a Nardò, unitamente alla campagna nazionale della FLAI CGIL “stop caporalato” e per la cultura delle legalità e diritti, che hanno prodotto importanti risultati sul versante della legislazione nazionale e regionale in materia di lotta e contrasto al lavoro nero e nuovi strumenti di governo del mercato del lavoro.

Tali strumenti si propongono di contrastare efficacemente i fenomeni sempre più presenti nelle campagne, quali il caporalato, la riduzione in schiavitù, evasioni contrattuali e contributive per lavoratori, immigrati e indigeni, e manodopera in prevalenza femminile e il lavoro nero che, secondo i dati ufficiali, è stimato intorno al 30%, le evasioni contrattuali attorno al 70% ed una economia sommersa che, secondo i dati Eurispes, sfora un terzo del pil.

Dopo le iniziative di lotta e la campagna d’informazione pubblica promossa dalla FLAI-CGIL, la legge ora rende il caporalato reato penale, con ulteriori strumenti di contrasto al lavoro nero in Puglia che rafforzano e danno attuazione alla legge 28/2006 e con strumenti innovativi sul mercato del lavoro, affermando un’idea e cultura dei diritti in grado di coniugare sviluppo – lavoro – diritti.

Commenti  

 
c.s.
#6 c.s. 2012-07-18 20:38
il problema nn si risolvera,perche?come al solito gli imprenditori agricoli apriranno l ingaggio e come gia fanno chiuderanno il medesimo,dopo 3 mesi,con 2 soli giorni di contributi,ma in realta il bracciante ha lavorato 80 giorni.
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Ruby
#5 Ruby 2012-07-18 18:47
Finalmente Biagio parli con senso di realtà.
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B. Elefante
#4 B. Elefante 2012-07-18 16:43
Ma Angelo Palmisano si è già dimenticato di essere stato eletto per fare qualcosa per gli agricoltori.
E non il burattino del comando di polizia municipale, sempre in cerca di nuovi modi di procurare fastidi e danni alla popolazione.
Ci manca solo che si mettano a fermare i mezzi che trasportano gli operai!
E in connubio col sindacato! Quello stesso sindacato che gestisce le cosiddette agenzie di lavoro interinale, che danno meno di trenta euro al giorno alle operaie, e violano ogni norma contrattuale ed ogni usanza locale e che sostituiscono i caporali nello sfruttamento delle operaie, in modo "legale"(sic!!!.
Pensino i vigili a controllare i palazzi abusivi, e se proprio hanno voglia di consumare gasolio intervengano quando vedono il fumo della plastica che brucia nelle campagne ammorbando l'agro e il centro urbano, a volte anche nottetempo.
E l'assessore, alla pari del sindaco,e degli altri, cerchi di capire qualcosa dal contatto continuo con la popolazione, anzichè crogiolarsi a ruotare su se stesso, ché di tateo ne abbiamo già uno, e basta e avanza!
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Mino Miale
#3 Mino Miale 2012-07-18 15:55
Purtroppo direi, avete tutti ragione: mi è sembrato scandaloso vedere di sfuggita quanta TERRA abbandonata, spesso BRUCIATA ci circonda. Si salvano solo i pannelli solari:ma se il Bene primario, l' AGICOLTURA, muore... dove andremo a "spànn i 'robb" ?
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INDIGNATO
#2 INDIGNATO 2012-07-17 18:25
Paco condivido le tue idee niente da replicare,un piccolo neo se i proprietari terrieri decideranno di abbandonare le culture la colpa non sono i contributi o la paga giornaliera. Chiuderemo tutti bottega questo è certo ma il problema di fondo è un'altro,i nostri prodotti costano troppo rispetto a quello che arriva dall'estero,si chiama globalizzazione,quella che ha fatto fallire l'Italia e gli italiani.Non solo i produttori agricoli.
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Paco
#1 Paco 2012-07-17 12:13
Innanzi tutto vorrei dire che il concetto alla base della questione è un concetto giusto, ma l'applicazione è errata, pregiudizievole discriminatoria di una classe lavorativa che ricordo è il motore di avviamento dell'intera economia italiana.

Allora, perchè per l'agricoltore non esiste la possibilità di assunzione in prova di un bracciante?
Non mi si venga dire che il lavoro in campagna non ha bisogno di apprendistato, perchè a fine campagna si manifestano i danni per l'agricoltore etc etc
Secondo: perchè l'agricoltore deve versare 15 uro di contribuzione anke ad un bracciante al primo giorno di lavoro in vita sua, e lo stato per i precari assunti paga invece 7,5 euro di contributi per giornata?
Questo sta a dimostrare che il reale schiavizzatore è lo stato, e non l'agricoltore.
Questi provvedimenti sapete a cosa porteranno???? porteranno all'abbandono dei terreni perchè l'agricoltore non riuscirà piu a far quadrare i conti, e di conseguenza i braccianti non avranno lavoro, e sapete dove andranno a bussare??? Aloo schiavizzatore per eccelllenza : lo STATO.
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