Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Prosciugato il Lago di Sassano

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*foto Rossella P.G. e Paolo Tomeo

Ogni estate si ritorna a parlare del lago di Sassano, una delle doline carsiche che, insieme alla Gravina Monsignore, costituisce la nostra Riserva Naturale Orientata. A far discutere è se si debbano "salvare" le centinaia di pesci e le numerose tartarughe, destinate a morire in conseguenza del naturale prosciugarsi del lago.

lago sassano 2Gli esperti hanno più volte sottolineato che il dilemma non esiste: i rospi smeraldini − l'unica specie autoctona e quindi "autorizzata" ad occupare quella dolina − riescono tranquillamente a sopravvivere, adattandosi ai cambiamenti stagionali. Al contrario, le altre specie sono state introdotte "forzatamente" dall'uomo in un habitat estraneo e non congeniale; ecco perché non trovano adeguata risposta ai periodi di secca. Tra l'altro, la loro presenza metterebbe a rischio la stessa sussistenza dei rospi, specie attualmente protetta.

Di diverso parere, almeno su alcuni aspetti, è Paolo Tomeo, rappresentante della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Turi. Non convinto dalle spiegazioni ricevute, si è armato di retino ed ha iniziato a salvare tutti i pesci che gli è stato possibile.

"Lasciare che esseri viventi muoiano − spiega Tomeo − per me (e per noi della Lega per la Difesa del Cane) è immorale! Salvare è un imperativo! Non facciamo distinzioni fra specie, non esistono animali di serie A e di serie B. Lo specismo è una forma di razzismo. Ma noi da soli non possiamo farcela sempre e infatti al lago sono morti centinaia di pesci, perché l'ultimo giorno che mi sono recato oramai non c'era più acqua. Ci spaventa il disinteresse delle istituzioni e delle associazioni locali".

Avete incontrato qualche difficoltà?

"Ci sono state tante difficoltà. Non avevamo mezzi e attrezzature adeguate. Abbiamo dovuto acquistare un grosso retino e abbiamo usato contenitori di fortuna. Quando a Conversano abbiamo chiesto una mano a chi ci guardava, venivamo addirittura derisi. Per fortuna non sempre, ci sono state persone che anche in minima parte hanno dato un aiuto. Tanti che chiedevano informazioni restavano sorpresi nel sapere che tanti pesci stessero morendo e che nessuno di Conversano si fosse mobilitato. Il problema più grosso c'è stato martedì 3 pomeriggio. Io e Gaetano Pirulli abbiamo preso una cinquantina di pesci. Purtroppo non sapevamo che nel lago ci fosse di tutto (bottiglie, plastica, pezzi di ferro e di vetro, scatole di medicine) e così, incoscientemente, siamo entrati senza scarpe e Gaetano è finito al pronto soccorso con un pezzo di vetro infilato nel tallone. Si è fatto antitetanica a anestesia, ha dei punti e ora si sta facendo una cura antibiotica. Se qualcuno dei tanti che avevamo chiamato il giorno prima ci avesse avvisato, Gaetano si sarebbe risparmiato il danno. C'è da dire comunque che l'associazione Natura Viva si impegna tantissimo nella pulizia del lago, ma chiaramente non è un'operazione semplice".

lago sassano 4Quanti pesci avete raccolto e dove li libererete?

"Non possiamo dire con certezza quanti, all'incirca 250. Adesso vivono in un'enorme vasca vicino il canile sanitario di Turi. Tanta gente ci raggiunge per adottarli, però non è semplice riprenderli col retino dalla vasca che è profonda più di tre metri. Ne abbiamo già dati una ventina".

Una proposta per evitare che tutto questo si ripeta in futuro?

"Penso che l'Assessorato all'Ambiente di Conversano sia più competete di me sulla questione. Andrebbero multate le persone che abbandonano pesci e tartarughe nel lago (ricordiamo che un solo pesce in un lago del genere potrebbe procreare decine di figli in poco tempo). Sono necessari cartelli che ricordino il divieto (attualmente inesistenti). Sarebbe anche utile una videosorveglianza: non costa troppo e funzionerebbe in modo ottimo da deterrente. Inoltre una cosa fondamentale è quella di prelevare pesci e tartarughe prima che il lago si prosciughi del tutto e, possibilmente, nel più breve tempo possibile in modo da evitare che possano deporre altre uova".

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