Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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118: a Turi sei morto!

118

Il Coordinatore del Servizio emergenza sanitaria del 118 dell’Asl di Bari, Dr. Marco De Giosa, il 28 giugno ha “ordinato” che i cinque infermieri che operavano presso il presidio di Turi, fossero tutti trasferiti. In assenza di un apparente criterio selettivo, tre infermieri, Surico, Laera e Savino sono stati spostati a Casamassima e gli altri due Lapenna e Piancazzo, a Triggiano.

Il presidio turese rimasto così senza nessun infermiere è stato di fatto disintegrato. I vertici dell’Asl fanno trapelare che si tratta di un fatto temporaneo ma restano molti dubbi.

Perché smantellare una struttura pienamente funzionante? Quali sarebbero queste “infungibili esigenze di servizio”, come recitato nella disposizione di servizio del Dr. De Giosa?

Qualcuno potrebbe affermare: a Triggiano e Casammassima ci sono più “chiamate” e più “codici rossi”. Tuttavia è evidente che il servizio infermieristico a Bari, ad esempio, nella postazione di Piazza Moro, che pare ricevere un carico di “emergenze” ancora più alto, è garantito con il lavoro straordinario dei tanti infermieri. Perché a Triggiano e Casamassima non agire nello stesso modo, senza intaccare Turi.

LE DICHIARAZIONI

Paolo Tundo, l’ex-Vicesindaco, nel suo mandato ha vissuto per il 118, oggi non ha timore ad alzare la voce per difendere “la salute dei turesi”. “È un atto gravissimo – afferma Tundo – un abuso di potere. Non posso tollerarlo così come non ho mai sopportato la politica dei favoritismi. Questo è un metodo criminale di fare politica, saccheggiare e danneggiare Turi per sistemare al meglio altri comuni, è bassa politica. Il piano di riordino parla chiaro – ci spiega Paolo – i presidi che funzionano non vanno toccati, e se ci sono carenze vanno accorpati più comuni. Ho già stimolato il Sindaco e l’Amministrazione affinché questo tema diventi un punto all’ordine del giorno nel prossimo Consiglio Comunale e mi aspetto che anche l’opposizione sia compatta nella difesa dei nostri diritti”

A Turi non solo manca una struttura ospedaliera dotata di un punto di pronto soccorso, ma quello che c’è, viene smembrato. Più che un fatto momentaneo appare una strategia chiara. Spostare a Triggiano, sede centrale dell’Asl, e a Casamassima dove è la sede del referente del distretto Ladisa.

I capigruppo hanno deciso, secondo noi sbagliando, di non portare alla discussione del Consiglio questo tema, cercando un preventivo incontro con il Manager Asl Angelo Domenico Colasanto. Al termine dei lavori del Consiglio, lo stesso Onofrio Resta, dopo aver dichiarato l’argomento il più importante fra quelli all’ordine del giorno e dopo aver letto la lettera inviata dai quattro medici superstiti, saluta e chiude i lavori. Il Consiglio poteva far di più. Ci auguriamo che riusciranno a far ragionare i contabili di una sanità allo sfascio.

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