Lunedì 19 Novembre 2018
   
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La Sagra di una Ciliegia Qualsiasi

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Sperando che nessuno si offenda così tanto da perdere i lumi della ragione e, vestendo i panni di qualche animale rabbioso della savana, si senta costretto a riempirci di volgari insulti, vorremmo continuare a raccontare quel che accade nel nostro piccolo paese. Noi, liberamente.

Qualche anno fa, in un’affollata sala consiliare, si discuteva animatamente di Dop. La Denominazione di Origine Controllata per la Ciliegia Ferrovia di Turi.

Quest’anno la Cooperativa ha ideato un nuovo nome: Perla Rossa.

Biagio Elefante, il Presidente delegato per la Dop, attaccò duramente l’ex Presidente della Provincia Vincenzo Divella per l’idea di una Ciliegia che fosse espressione non di un paese, ma della Terra di Bari. Oggi, dopo aver elogiato ed inneggiato ad Onofrio Resta Sindaco con ancor più veemenza di come lo stesso professore ha potuto fare in campagna elettorale, continua a dar la colpa alla politica della Provincia, dimenticando che lì, il Professore, è Assessore. Della Dop, divenuta più invisibile di un miraggio, non si parla e non se ne deve parlare più.

Onofrio Resta, lui, ha idee diverse. Altro che Dop e Ferrovia di Turi, il nostro Sindaco vedrebbe bene anche una Sagra comune, Turi-Conversano. Proposta di svendita non condivisa né condivisibile che ha fatto pensare a molti: “faremmo la stessa fine della Sagra della Zampina di cui si appropriò Sammichele".

Il primo Stand, quello principale, lì di fronte al Comune, esponeva il nuovo logo Ciliegia della Terra di Bari. Un depliant costosissimo, tutto da sfogliare. Di Turi non c’è traccia. Qualcuno potrebbe pensare, ma nella Terra di Bari, c’è anche Turi.

La verità, quella vergognosa, è che fra i Territori della Ciliegia sono nominati Castel del Monte, Cattedrale di Trani, Dolmen di Bisceglie, Chiesa rupestre di Barsento (Noci), i Trulli e le Grotte.

Anche quando s'identifica geograficamente sulla mappa il territorio delle Ciliegie di Turi non c’è traccia. Le Ciliegie sono di Bari e del nord Barese.

Durante la Sagra di Vignola, avremmo noi turesi potuto avere uno spazio nel punto migliore del loro paese, in cui affermare che le migliori ciliegie sono le nostre?

Avremmo potuto avere la Sagra della Ciliegia Ferrovia di Turi. Abbiamo avuto la Sagra di qualcosa di rosso che a Bisceglie e Trani sanno ben vendere. E così, l’identità della Ciliegia Ferrovia di Turi è svanita.

Commenti  

 
Ruby
#2 Ruby 2012-06-23 08:47
Signori,apprezzo molto l'individualità nel rendere conosciuta la ciliegia Ferrovia.Ma è possibile che non avete fatto caso che alle varie amministrazioni che si sono succedute non gliene frega una...,delle ciliegie.E state ancora a discutere......Perciò che ce ne fossero tanti di Valentini,che da solo ha provveduto a fare questo.
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Maurizio
#1 Maurizio 2012-06-22 08:46
Non capisco come si possa perdere la propria identità. Attualmente non vivo più a Turi e ho girato tante città italiane e vi posso garantire che Turi è conosciuta come la città della ciliegia Ferrovia. Non potete immaginare quanto si gonfia il cuore nel sentirsi riconosciuti in tutta Italia. Questa nostra produzione merita rispetto, merita rispetto anche la gente che ha portato con gli anni la qualità sino a questi livelli. Meritano rispetto coloro che la producono e coloro che la raccolgono ma a quanto sembra non meritano rispetto coloro che devono sponsorizzarla, gente che dovrebbe permettere il salto di qualità, per non riassaporare l'epilogo della percoca o della zampina. A quanto sembra però, bisogna prepararsi a riassaporare il gusto di tristi e antiche sconfitte ormai per noi tanto familiari.
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