Lunedì 12 Novembre 2018
   
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Meno lavoro, più tempo libero e più benessere.

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L’8 giugno, presso il Chiostro dei Francescani di Turi, si è tenuto l’incontro “Una città che ripara invece che buttare”, a cura dell’associazione di promozione sociale Learning Cities - Rete per le Comunità che Apprendono, in collaborazione con il Comune di Turi.

I lavori sono stati introdotti dal curatore scientifico dell’evento Nello De Padova, autore del libro “DePILiaciomoci” e Andrea Gelao, promotore dell’associazione.

I learning coffee sono incontri-dibattiti interattivi nei quali si compartecipa delle reciproche esperienze in funzione riflessiva.

chiosco rifiuti2Sono state propinate ai partecipanti una serie di domande sul ruolo genitoriale che è diventato poco autorevole all’interno di una frenetica società di consumo.

Si stima, infatti, che un genitore ritenga di non essere stimato dai propri figli se proponesse loro di costruire un aquilone insieme a lui o di aiutarlo a riverniciare la bicicletta piuttosto che comprarne una nuova.

É venuto fuori dal dibattito che si lavora troppo e si associa più del dovuto il benessere alla crescita economica. Ma il modello dell’ipercapitalismo finanziario non è più accettabile e per giunta dannoso per la società che ha bisogno di costruire nuovi comportamenti e cambiamenti culturali. A questo fine determinate è il ruolo educativo dei genitori e delle istituzioni.

Anche la differenziazione dei rifiuti può portare nuove risorse ed energia.

Ogni famiglia produce mediamente il doppio dei rifiuti rispetto a 50 anni fa. Ci si è posti il problema di come fare a risolvere questo problema e tra le soluzioni è parso importante il supporto delle imprese artigiane, valorizzando gli antichi mestieri (del falegname, del sarto, del calzolaio…) a cui affidare il riparo dei prodotti danneggiati.

Di contro all’abuso economico, alla competizione del mercato e all’inquinamento sono state proposte alternative: detersivi biologici a base di bicarbonato sciolto nell’acqua, limone e aceto per lavare i piatti.

chiosco rifiuti3Alcuni dei presenti hanno proposto di indicare con dei colori diversi i prodotti biodegradabili e riciclabili, colorando di nero il polistirolo purtroppo non decomponibile. Dobbiamo prendere ad esempio comunità come quelle di San Francisco dove ogni cittadino contribuisce quotidianamente alla produzione di compost dall’organico (cibo e potatura).

Nella direzione costruttiva della raccolta differenziata, il comune di Casamassima in collaborazione con il Comune di Turi ha implementato nel 2011 il progetto “Sinergicamente” inserito nel Piano di Zona (delibera n.13), inserendo 8 soggetti svantaggiati per la raccolta differenziata porta a porta di carta, cartone e cartoncino, plastica e lattine.

Mentre per Casamassima la raccolta è stata organizzata dalla cooperativa “Nuove prospettive” con la collaborazione di L’Ecologica Pugliese, per Turi dalla cooperativa “L’Obiettivo” con la ditta Catucci s.r.l..

I report dei vari incontri su altri temi come il microcredito e l’urbanistica del lavoro saranno presentati alla terza “Conferenza Internazionale sulla Decrescita per la sostenibilità ecologica e l’equità”, all’interno del progetto Verso Venezia 2012.

Commenti  

 
paolop
#2 paolop 2012-06-19 08:30
la teoria va molto bene....però la pratica dov'è?
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Kenji
#1 Kenji 2012-06-18 17:05
ma fate lavorare 'sti giovani, invece di fargli fare 'sti incontri da boy-scout... utili solo a riempire il tempo libero.

Le tasse non si pagano con il bicarbonato, e con qualche cartone riciclato, e finchè a comandare sarà la moneta, fateci lavorare piuttosto!
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