Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Terremoto in Emilia, racconto di un turese

La sfera caduta dalla chiesa

A distanza di alcuni giorni dall’ultimo forte terremoto che ha colpito  la zona della provincia di Modena, causando diversi crolli di edifici, la morte di 17 persone ed il ferimento di circa 350, siamo riusciti a contattare un ragazzo turese, Filippo Dell’Aera, studente 22enne di Scienze e Tecnologie Erboristiche all’università di Modena. Martedì scorso alle ore 9, momento della violenta scossa di terremoto, Filippo si trovava nella camera del collegio nei pressi dell’università. Filippo che è tornato a Turi il giorno stesso del violento terremoto, mentre racconta la sua  esperienza, non nasconde le sue paure di fronte ad un avvenimento che lo ha colpito molto. Ascoltiamo la sua testimonianza.

Cosa ti ricordi di martedì mattina?

Il marciapiede danneggiato dalla sferaIntorno alle 9 ero sul letto nella mia camera, quando ho notato che tremava tutto. Sentivo anche dei rumori che non riesco a descrivere e, quando ho visto che il letto ed i mobili della stanza si muovevano, ho capito che si trattava di una scossa di terremoto. Non ci ho pensato due volte e sono scappato via, cercando di uscire il più presto possibile dal collegio. Io e tutti i miei compagni di università eravamo agitati perché la scossa è stata veramente violenta. Abbiamo aspettato circa 30 minuti nel cortile. Quando la situazione si è calmata, siamo tornati in stanza per vestirci ed andare subito via, direzione parco ducale dove abbiamo passato la mattinata.

Poi c’è stata l’altra scossa?

Sì. Intorno alle ore 12,45, visto che non c’erano state altre scosse importanti, siamo tornati al collegio per prendere il pranzo che avremmo consumato al parco, quando la terra ha tremato un’altra volta. Mi sa che quel terremoto era di magnitudo 5,3. Il pavimento si muoveva sotto i miei piedi. Sembrava di stare su una barca in mezzo al mare. Eravamo come pietrificati. Nessuno si muoveva dalla paura. Dopo cinque minuti un’altra scossa ci ha fatto scappare nuovamente per strada.

Quando avete preso la decisione di lasciare Modena?

La decisione è maturata poco più tardi. Quando stavamo tornando al parco abbiamo visto i danni che avevano causato le scosse di terremoto. Alcuni edifici erano danneggiati seriamente. Addirittura una sfera molto grande di pietra che decorava la parte esterna di una chiesa si era staccato da un’altezza di 7-8 metri provocando danni al marciapiede. Le persone che incontravamo durante il nostro tragitto erano terrorizzate. Siamo tornati al collegio dove il direttore ci ha consigliato di lasciare la città. Siamo scappati subito in stazione dove abbiamo preso il primo treno disponibile.

Sapevate già che il terremoto aveva causato alcuni morti?

Io l’ho saputo quando ero sul treno, ovvero quando il telefono ha ripreso a funzionare, perché a Modena le linee telefoniche erano saltate. Ho un’amica di Mirandola, epicentro del terremoto,  dove è avvenuto il disastro. Fortunatamente sta bene. Mi ha detto che dorme da una settimana nella sua automobile insieme ai suoi due figli. Mercoledì sera ha cercato di dormire nella sua casa che non ha subìto grossi danni, ma le continue scosse l’hanno costretta a ritornare nella sua macchina.

Oggi sei lontano da quella realtà. Quando pensi alle scosse, ai brutti momenti che hai vissuto, che sensazione provi?

Non è facile rimuovere quei ricordi. Dico soltanto che in quelle circostanze ti rendi conto di essere impotente di fronte alla forza della natura.

Quando ritorni a Modena?

Non lo so. L’università rimarrà chiusa per una settimana. Valuterò nei prossimi giorni.

Commenti  

 
palmisano.f
#4 palmisano.f 2012-06-05 20:45
ciao...paesani ci sono molti turesi a modena ...compreso il sottoscritto.,si continua a lavorare convivendo con la paura..purtroppo ci sono 25 persone sfortunate che nn ce l'anno fatta...ciao da modena
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paolop
#3 paolop 2012-06-05 15:43
che ragazzi!
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NIK
#2 NIK 2012-06-05 11:47
C'ERA ANCHE DUE RAGAZZI TURESI CHE NON DORMIVANO MA ERANO IN DUE SCUOLE CHE MENTRE TANTI SCAPPAVANO LORO AIUTAVANO RAGAZZI CON DIABILITA' A USCIRE DA SCUOLA
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Ruby
#1 Ruby 2012-06-04 15:36
Purtroppo,è questa la conferma,bisogna nascere fortunati.C'è poco da fare.
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