Lunedì 12 Novembre 2018
   
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“Dobbiamo sempre temere i terremoti”

AAAAAATERREMOTO

Lo sciame sismico di questi giorni in Emilia ha spaventato tutti poichè abbiamo sempre pensato che tale zona non fosse a rischio terremoto, invece ci sbagliavamo. Per chiarire le tante idee confuse che ci sono su questo tema abbiamo sentito il dott. Umberto Ciavarella, laureando alla facoltà di Bari in Scienze Geologiche e Geofisiche.

Partiamo dal terremoto in Emilia, era prevedibile un terremoto di questa potenza in quella zona? Se no, siamo totalmente esposti al rischio terremoti?

Il discorso relativo alla previsione dei terremoti è alquanto complesso. Attualmente la “previsione deterministica” di un sisma (area epicentrale, intensità e tempo) non è possibile poichè, le variabili “in gioco” sono numerosissime. I “parametri sismici”che gli ingegneri utilizzano per la costruzione di nuovi edifici e la messa in sicurezza di quelli preesistenti si basano sulla “classificazione sismica” del nostro territorio nazionale. Ogni comune appartiene ad una categoria o “zona sismica” e tali zone sono definite sulla base della loro “pericolosità sismica”; il vero problema è nella definizione di quest'ultima.

Come si valuta la pericolosità sismica di una data area? La si valuta sulla base degli eventi noti in quell'area. Le registrazioni sismiche hanno luogo da poco più di un secolo e si capisce quanto questo periodo sia limitato rispetto ad un fenomeno di scala planetaria e di natura geologica (milioni di anni, ndr); và inoltre fatta un'altra considerazione: gli eventi più intensi e devastanti sono quelli che ricorrono con minor frequenza temporale e quindi è chiaro che di numerosi e forti terremoti in aree apparentemente tranquille (e quindi valutate poco pericolose) non v'è notizia. Quello che puntialmente accade (ad esempio nel caso del terremoto di San Giuliano del 2002 o ancora dell'Umbra-Marche 1997) è che, in occasione di un sisma catastrofico ed inatteso si propone una nuova classificazione sismica, più "rigida" della precedente.

Qual è il rischio tellurico del sud est barese? Di cosa dobbiamo avere paura?

Il territorio Pugliese in generale è definito a basso rischio sismico; tuttavia i "Cataloghi Sismici" riportano eventi storici avvenuti sul nostro territorio, talora anche catastrofici. Per di più, come intuibile dalla sua posizione geografica, la Puglia è soggetta ad un rischio aggiuntivo connesso ai terremoti sottomarini (quelli generati da faglie che si attivano sul fondale marino): gli tsunami. Esistono testimonianze “scritte” e geologiche (per lo più consistenti nel ritrovamento di grandi blocchi rocciosi, “strappati” dal fondale,e attualmente posizionati ad una certa distanza dalla linea costa) di eventi che hanno colpito Bari, Brindisi, Lecce, Barletta e Lesina talora procurando un ingente numero di vittime.

Alessandro Martelli del centro Enea di Bologna dice che si prevede un grosso terremoto sul 7.5 nel sud Italia da qui ad un anno, secondo te, quanto può essere veritiera una simile previsione?

Torniamo al discorso della previsione. Mi vengono in mente i recenti e drammatici fatti del terremoto in Abruzzo e l'ormai noto “caso Giuliani” (tecnico del Laboratorio di fisica del Gran Sasso che disse di aver previsto il terremoto de L’aquila, ndr). È vero che SPESSO i terremoti sono preceduti dai così detti fenomeni precursori (ad esempio, tra i più studiati, le anomalie nella concentrazione delle emissioni di gas radon, su cui lo stesso Giuliani si è basato per la sua “previsione”). Ci sono però serie problematiche connesse a tali precursori:
1.Non sempre i terremoti sono preceduti da precursori sismici (in tal caso si parla di “mancato allarme”)
2.Molto spesso i fenomeni precursori si manifestano, ma il terremoto no (“falso allarme”)
3.Lì dove effettivamente i fenomeni precursori precedono un terremoto, non si può sapere nè QUANDO, nè DOVE, e nè di quale INTENSITÀ sarà l'evento e chiaramente questo è un problema enorme per diversi aspetti: evacuare o no? E se si, DOVE? E QUANDO? E per quanto TEMPO? Sono domande alle quali attualmente non sappiamo rispondere. È vero, il Dott.Giuliani ha “previsto” temporalmente il terremoto delll'Aquila, ma in pochi sanno che nella sua previsione era sbagliata l'area epicentrale e che l'eventuale evacuazione avrebbe portato gli sfollati lì dove il terremoto ha procurato il maggior numero di vittime.

Cosa possiamo fare perché i terremoti non ci facciano paura?

La paura è un istinto, umano e animale, nasce dalla percezione di un rischio, reale o supposto. La paura ha un fine, come tutto, quello di allarmarci, di metterci in guardia e di fare in modo di “metterci in salvo” e di “sopravvivere” ad una data situazione di pericolo. Pertanto penso che sia inevitabile ed assolutamente giusto temere i terremoti.

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