Sabato 17 Novembre 2018
   
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Anche Turi tra le parole di “Quello che (non) ho”

fazio e saviano quello che non ho

Il potere delle parole che non possono essere taciute, che hanno demolito anche la camorra perché sono state soprattutto lette, oltre che scritte. Roberto Saviano, autore insieme a Fabio Fazio della trasmissione “Quello che (non) ho”, in onda su La7 dal 14 al 16 maggio, di parole se ne intende. E sta ancora pagando per l’uso coraggioso che ne ha fatto. Ed ha voluto durante queste serate televisive dare la possibilità di raccontare una parola che stava particolarmente a cuore a chiunque, persone note e meno note. L’ha fatto anche Ettore Scola, famoso regista italiano, classe 1931, che ha scelto la parola quaderno. Il cineasta ha parlato dell’uso che ne faceva suo nonno, per appuntare i suoi impegni, tra i quali quello di comprargli un paio di scarpe nuove, a quello che ne fece Vittorio Gassman, che per “idee generali” intendeva una serie di pagine vuote. “Per fortuna”, continua Scola, “le pagine dei 33 quaderni di Antonio Gramsci scritti durante la sua prigionia nel carcere di Turi dal ’29 al ’35 non erano vuote”. Ed ha poi parlato della sofferenza fisica e psicologica ai quali Gramsci era sottoposto, costretto a condividere la cella con altri cinque detenuti, liberato da quella condizione difficile solo dopo due anni di detenzione. E il suo parziale sollievo nel poter raccontare il suo stato d’animo, tutti i suoi ragionamenti filosofici, letterari, politici su quei quaderni che sua cognata Tatiana gli recapitava regolarmente.

L’autore di “Una giornata particolare” ha poi concluso il suo intervento consigliando i “Quaderni del carcere” di Antonio Gramsci come lettura per l’estate, “pur non essendo propriamente una lettura da spiaggia”e ad acquistare ancora oggi, nelle cartolerie, “i negozi più belli del mondo”, un quaderno.

Almeno per una sera nessuno ha pensato a Turi come sinonimo di cattiva politica, speculazione edilizia, crisi dell’agricoltura, morti di tumore.

Almeno per una sera, la parola Turi ha assunto il sapore di giustizia, libertà, riscatto. Grazie a Scola. Grazie a Saviano. Grazie a Gramsci. Grazie alle tante persone che lottano ogni giorno per rendere, con le proprie idee, l’Italia (e Turi) un paese migliore.

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