Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Si riesce ad occupare solo il 20% dei posti disponibili

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Nella serata di lunedì 23 aprile il gruppo “lavoro” della Consulta Pari Opportunità del Comune di Putignano, presieduta dalla presidentessa Giovanna Gioja, ha promosso un confronto sulla tematica relativa all’inserimento lavorativo dei diversamente abili e dello stato di attuazione della legge 68/99 nella nostra cittadina.
Pasquale Chieco, professore ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università di Bari, definisce la legge 68/99 adatta strutturalmente agli obiettivi principali, ma che ha stentato nonostante ciò quest’ultima presenta diverse criticità che richiederebbe una piccola manutenzione, in particolar modo il prof. Chieco ritiene sarebbe più opportuno restringere le diverse esenzioni dagli obblighi di assunzioni previste per gli enti pubblici e soggetti privati, nonché elevare le sanzioni scaturite dalle mancate assunzioni e obbligare le trasmissioni informatiche delle disponibilità e delle presunte violazioni di enti pubblici e privati.
Da uno studio sull’attuazione della legge 68/99, emerso dall’intervento del prof. Chieco, in Italia si riescono ad occupare solamente il 20% dei posti di lavoro per disabili, mentre restano vacanti l’80% dei posti di lavoro, con una media di 4 posti inoccupati su 5 posti totali.
L’assessore provinciale alle attività produttive Onofrio Resta esordisce mettendo in evidenza il deciso cambio culturale: “in passato, le istituzioni pensavano solamente al controllo e all’assistenza del diversamente abile, oggi si è giunti a pensare al suo inserimento nel mondo del lavoro”. Successivamente il prof. Resta si è soffermato sulla necessità di far rispettare la legge 68/99, perché ci sono enti e aziende che non assolvano all’obbligo previsto dalla normativa vigente. “La categoria del disabile – sottolinea Resta –affronterà le maggiori difficoltà e sofferenze, visto l’attuale situazione lavorativa italiana che non permette a determinate leggi di essere applicate, al quale bisogna affiancare i tagli alle spese dei Servizi Sociali, soprattutto nei confronti dei disabili.
Secondo l’assessore Resta non ci dovrebbe esistere una problematica di compenso per le commissioni tecniche di valutazione del disabile (gettone da 30 euro), per il quale l’impegno su tali problematiche potrebbe essere gratuito. Da valutare la fattibilità, ma secondo il prof. Resta sarebbe auspicabile che l’ufficio di collocamento per disabile fosse ubicato nei comuni per arrecare meno disagi al disabile.
Antonio Mele, funzionario provinciale e responsabile dell’Ufficio Collocamento Disabili, replica alle diverse provocazioni: “Sono il responsabile di un ufficio che lavora quotidianamente e che si occupa delle varie tipologie di disagio intese come disabilità. La legge è condivisibile e persegue delle finalità ispirate a principi fondamentalmente apprezzabili, ma presenta alcuni limiti ed alcune criticità”.
Il funzionario Mele spiega ai cittadini putignanesi che esistono due tipologie di avviamenti per l’inserimento lavorativo di persone diversamente abili: “l’avviamento numerico e l’avviamento nominativo, due tipologie di avviamenti distinte in base a quote prestabilite, tra cui la quota d’obbligo cioè i dipendenti dell’azienda (dai 16 ai 35 dipendenti, le aziende dovrebbero assumere un disabile, dai 36 ai 50 dipendenti si dovrebbero assumere due disabili, mentre le aziende che hanno oltre cinquanta dipendenti dovrebbero assumere il 7% dei disabili rispetto al numero degli occupati)”.
“L’avviamento numerico si basa sulla richiesta da parte dell’azienda di un numero di persone con una determinata qualifica: l’azienda chiede all’ufficio di fornire i nominativi di un determinato numero di persone e l’ufficio è vincolato a rispettare l’ordine della graduatoria – spiega l’avvocato Mele. – L’avviamento nominativo, invece, si basa sulla libera scelta dell’azienda di individuare il nominativo di una persona disabile, sul quale l’ufficio non ha lo strumento per imporre una persona piuttosto che un’altra”.
Sull’informatizzazione, l’avvocato Mele ritiene che l’archiviazione dei documenti debba essere sia cartacea e sia informatica, perché un integrale avvicendamento si potrà avere quando si potrà garantire un’elevata protezione dei dati con periodiche operazioni di backup (salvataggio) dei dati.
“Al 31 dicembre 2010 – rammenta il funzionario provinciale – i disabili iscritti sono ben 18.838 nella Provincia di Bari con un complessivo di 19.763 iscritti appartenenti a categorie protette. In particolare, nel 2011 sono 91 disabili hanno usufruito dell’avviamento numerico, di cui 51 presso datori di lavoro privati e 40 presso enti pubblici, mentre 55 disabili hanno usufruito dell’avviamento nominativo fuori convenzione, e 102 disabili dell’avviamento nominativo post convenzione. Inoltre, sono state stipulate 102 convenzioni con datori di lavoro privati, 1 convenzione con un ente pubblico e stilate 486 pratiche di verifica d’ottemperanza degli obblighi della legge 68/99”.
Per l’assessore alle politiche sociali Vito Genco il lavoro per i soggetti disabili è l’ultimo tassello da aggiungere al fine di permettere loro di reinserirsi nella comunità. Nell’ampio campo legislativo italiano, oltre alla legge 68/99 per il collocamento lavorativo di soggetti disabili, Genco ha evidenziato la presenza della legge Biagi che definiva l’attuazione della 68/99, la legge 381 del 1991 che promuoveva l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, tra cui i disabili, e i tirocini formativi che sino all’ultima manovra finanziaria duravano 6 mesi ed erano rivolti anche ai disabili.

Alla tavola rotonda, svoltasi presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Putignano, è intervenuto anche il sindaco avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis e la presidentessa della Consulta Pari Opportunità Giovanna Gioja, la quale si è dichiarata soddisfatta dall’importanza della tematica scelta dal gruppo “lavoro”, poiché mette in evidenzia che la Consulta Pari Opportunità non si occupa solamente di tematiche riguardante la categoria femminile.

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