Lunedì 12 Novembre 2018
   
Text Size

Il Vescovo: Gianni, il Signore ti ha scelto

Commozione di Gianni e dei presenti - Copia

L’intero mistero della celebrazione che da qui a qualche minuto si compirà è racchiuso negli occhi timidi e felici di Gianni. È l’11 aprile, e la notizia della sua ammissione agli ordini sacri ha coinvolto ed emozionato un paese per nulla abituato alle ordinazioni sacerdotali. Era il 10 luglio del 1949 quando, la seconda guerra mondiale da poco conclusa, Giovanni Cipriani diventava don. Sono trascorsi 63 anni e nessun turese ha più percorso la strada verso il sacerdozio. Prima della celebrazione, Gianni Grazioso, trentenne del nostro paese, è in parrocchia a salutare gli amici, accogliere i parenti. Si ferma a scambiare qualche parola con i genitori, con suo fratello. L’andatura orgogliosa, danzante, la felicità di uno sposo, riceve già gli auguri. Alla spicciolata, arrivano diversi sacerdoti, le colonne portanti della vita di Gianni, assieme a tanti amici seminaristi. Fa il suo ingresso il Vescovo, si ferma a salutare i genitori. L’aria di festa avvolge la parrocchia di Maria S.S. Ausiliatrice che va via via riempiendosi di giovanissimi e di scout, con i loro colori e i loro stendardi. Si comincia a respirare anche una certa curiosità… “Io non ho mai conosciuto nessuno che voglia diventare prete…” tiene a precisare una signora di mezza età, ed è facile fare anche un po’ di confusione con il rito dell’ordinazione sacerdotale… “Ma è ora che si sdraia a terra?”

Una lunga processione di ingresso taglia la chiesa che d’un tratto si è fatta silenziosa. Il parroco don Maurizio Caldararo fa gli onori di casa, dà il benvenuto al Vescovo, sottolineando la bellezza dell’occasione che la comunità parrocchiale si trova a vivere: dare uno dei suoi figli alla chiesa. Il pensiero va a “gli ultimi due sacerdoti che hanno preceduto Gianni, don Vito Ingellis e don Giovanni Cipriani, che dall’alto guardano e custodiscono il cammino di Gianni.”

“Dio ci dia la grazia di ritrovarci qui, tra qualche anno, se Gianni vorrà, nel giorno della sua ordinazione sacerdotale”, conclude.

Durante l’omelia, il Vescovo ha parlato a lungo di Gianni: “Gianni ha cercato, ha ascoltato la Sua chiamata, ha lasciato tutto e si è messo in cammino. Tutte le tappe della sua vita sono state fondamentali. La famiglia -la scuola del cuore; la parrocchia –la scuola dell’anima- per mezzo dei sacramenti ricevuti dai vari sacerdoti che si sono succeduti: il battesimo da don Lorenzo Renna, la prima Confessione da don Nicola Montone, la prima Comunione da don Pasquale Pirulli; la scuola superiore –la scuola della mente. E infine, con don Maurizio, ha  accolto i segni della chiamata. Come vedete non si cammina mai soli, ma sempre con l’aiuto degli altri.”

Il Vescovo ha poi riassunto la storia spirituale del candidato, parlando del suo confronto con il Signore, e della decisione, alla fine, di donargli la vita, sottolineando come questa sua sicurezza sia stata avallata dall’equipe formativa del seminario pontificio di Molfetta.

“Il cammino continua – ha sottolineato il Vescovo – verso il Sì definitivo. Ma Gianni è pronto. É qui per chiedere a me di essere accettato tra i candidati al sacerdozio, e per chiedere a voi di pregare affinchè egli sia sempre fedele al Signore.”  Si è rivolto infine ai tanti giovani presenti: “Il Signore ha bisogno di voi, rispondete al Suo appello, e fidatevi di chi non delude mai, di chi riempie di senso e di gioia la vita.”

Poi, rivolgendosi verso il candidato: “Gianni, il Signore ti ha scelto. Non ti farà mancare la Sua grazia. Si tratta di ‘essere’ prete, non di ‘fare’ il prete. Si tratta di vivere il ministero anche quando i riflettori si spegneranno.”

É seguito poi il rito dell’ammissione, in cui Gianni ha pronunciato il suo tremante e deciso “Eccomi”, ed è stato formalmente accolto nella chiesa come candidato al sacerdozio. L’ammissione agli ordini sacri è il primo Sì detto alla chiesa, ma è anche un Sì che la chiesa stessa dice ai suoi candidati, dando loro la possibilità, se lo vorranno, di continuare nel cammino che condurrà all’accolitato (la possibilità di amministrare la Comunione), al diaconato transeunte, e, infine, al sacerdozio.

Alla fine della celebrazione, Gianni è stato travolto dall’affetto della sua parrocchia, dagli abbracci e dagli auguri di tutti i presenti. Con un larghissimo sorriso, mentre abbracciava Pasqualina, la voce del rosario giornaliero, ha chiesto di pregare per lui, per poi gettarsi di nuovo tra la gioiosa serenità e la commozione dei tanti amici. 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI