Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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Centro storico: un patrimonio da rivalutare

Angolo del centro storico

"Da nove anni al servizio della cittadinanza", riportava il titolo di un opuscolo, elettorale, rivolto ai cittadini turesi negli anni ‘70: rileggerlo oggi può dare il senso di come bisogna rendersi ancora più partecipi del “Bene comune”. Tra le voci “Scuola e Cultura”, “Agricoltura”, “Sport”, “Igiene e Sanità” si contemplava l’abbattimento delle “mostruose <<gabine >> pubbliche”, la “Rivalutazione degli angoli artistici di Turi vecchia” o la “Valorizzazione turistica di una sagra cittadina con esposizione dei prodotti tipici e mostra artigianale” portano con sé una terminologia datata, almeno per chi è appassionato di semantica, ma soprattutto per chi intraprende oggi un dialogo costruttivo con i residenti attuali del Centro storico turese. Un dialogo ripreso in Via Forno Comunale ma saldamente memore di una coscienza collettiva che passa attraverso l’attenzione, l’incontro, che rivalutano il nostro Centro storico. Credo di aver parlato tra i primi di Centro storico, ad esempio con l’architetto Arturo Cucciolla nel 1983. Ma quel che conta è cosa ci aspetta “domani” e perciò prima di incontrare il Soprintendente, Architetto Pino Giannini e la Resp. Comunale ai Lavori Pubblici, Architetto Delia Susca, faccio rileggere un mio testo del 2002, a proposito della passeggiata artistica  nel Centro storico “Galleria sotto le stelle”, IV edizione. Esponendo opere artistiche si presentava l’occasione di viverlo come il “salotto buono” di Turi. Oggi nuove attività rivalutano il nostro Centro storico, AUGURI !

                                 Una Galleria sotto le stelle, spazi d'Arte nei luoghi della mente

Giunti ormai alla IV edizione di “Galleria sotto le stelle” e avendo cercato di elevare il livello organizzativo della manifestaozione, come anche la qualità delle opere d’arte e di artigianato esposte, intendiamo con essa svelare nuove e vitali energie, desiderose di spiccare il volo, pur in un paese poco attrezzato e propenso al turismo artistico come il nostro. Ci siamo chiesti quale ruolo sociale possa occupare chi fa Arte e la sensazione, avvertita preparando questa manifestazione artistica in segno multimediale, è stato di grande positività, al punto che il gruppo, molto affiatato, che ne ha animato l’attività, sta per costruire un’ Associazione culturale con finalità prevalentemente artistiche, di cui questa  Collettiva d’Arte pittorica, scultorea, fotografica e poetica, comprende anche la lavorazione del ferro battuto, la decorazione del vetro e l’arte figula, è il primo atto ufficiale. Oltre all’impegno nei laboratori, negli studi e nelle Gallerie d’arte ci siamo anche rivolti ai collezionisti, mentre fortemente prepositivo è risultato l’incontro con i “padroni di casa” della Galleria, gli abitanti e indiscussi protagonisti del “cuore ” architettonico turese. Grazie alla loro affabilità, è stato possibile cogliere la storia che promana dai muri delle loro abitazioni, essenziali eppure magicamente confortevoli, definite “architettura spontanea pugliese”, nelle quali la mente può muoversi liberamente. Sin dal primo incontro essi hanno spalancato con gentilezza, orgoglio e spontaneità porte e finestre, azzerando ogni soluzione di continuità fra strade, vicoli, cortili e interni. Forse memori delle passate edizioni, hanno dialogato volentieri con noi, che abbiamo sottolineato come nostro obiettivo precipuo fosse tracciare con l’Arte dei segni forti quanto essenziali.

L’Arte non va spiegata: l’hanno confermato tutti coloro che abbiamo incontrato, consegnandoci la consapevolezza che il luogo scelto per la mostra non va pensato quale semplice ambientazione scenografica e illusoria, quale elemento estetico separato. Tra questi vicoli spazio, luce, parole, opere d’arte e autori hanno un ruolo preciso nei confronti del pubblico occasionale: far riflettere sul rapporto fra Uomo e Ambiente. L’incontro fra l’Arte e gli abitanti di questi spazi ha prodotto un risultato quasi naturale, in cui le opere e il loro contesto si valorizzano a vicenda in una simbiosi perfetta. Qui abbiamo trovato persone vere, architetture singolari e tanta tranquillità. Qui abbiamo ritrovato il cielo, le stelle, i rumori soffusi e gli aromi naturali e antichi che profumano le strade. Qui abbiamo confrontato linguaggi diversi, tesi ad un fine comune: la creatività. Qui ci sono la storia e la memoria: quale luogo migliore per parlare d’arte? 

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