Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Amianto: Turi aspetta la regione

Lastre intere in piena campagna

Sono passati  vent’anni  da quando l’amianto è stato messo al bando con la legge 257, ma in Italia il materiale pericoloso è ancora largamente diffuso.  L’amianto era molto utilizzato nell’edilizia e nell’industria, perché è un materiale resistente al calore ed ha una proprietà di isolamento acustico.  Secondo una stima fatta da Legambiente, in Italia ci sono circa 32 milioni di tonnellate di materiale contaminato in 2,5 miliardi di metri quadrati di coperture in cemento-amianto ancora sparsi per tutto il paese. In Puglia i siti in cui è presente l’amianto sono circa 2.700 per un totale di 1,14milioni di metri quadri. Solo due Regioni, Lombardia e Sardegna, hanno approvato il Piano regionale che prevede una data precisa in cui si arriverà a completare la bonifica dei materiali che contengono amianto. Tutte le altre Regioni hanno adottato il loro Piano ad eccezione di Puglia e Molise, dove  è in corso di definizione.

Come spesso accade il problema principale per cui le operazioni di bonifica vanno a rilento è dovuto alla mancanza di strutture adatte allo smaltimento. Fino a qualche anno fa in Italia si usavano le discariche, in gran parte non specializzate. L’alternativa è quella di spedire il materiale all’estero con costi elevati.

Guardando il nostro territorio capita spesso di camminare per le vie di campagna e di trovare sui cigli delle strade, oltre alle discariche abusive, pezzi interi di amianto. Anche a Turi sono visibili alcuni tetti rivestiti da materiale contente amianto. Secondo alcune ricerche i tumori causati dalla fibra killer non vengono riscontrati solo nei lavoratori che hanno trattato il cemento amianto. Infatti sono in aumento gli ammalati che non hanno svolto alcuna attività considerata a rischio. Questo dato deve far riflettere perché significa che l’esposizione all’amianto in alcuni casi è inconsapevole.

Cosa fare in presenza di amianto? Il rischio più grande riguarda il materiale in cattivo stato. In questo caso è opportuno contattare gli enti preposti che possono essere l’Asl o l’Arpa. Per la rimozione o bonifica dell’amianto è necessario rivolgersi a ditte specializzate che garantiranno una corretta e sicura rimozione del materiale. I costi di bonifica variano di anno in anno. Sarebbe auspicabile che la Regione Puglia approvi in tempi brevi il Piano regionale e preveda incentivi ed agevolazioni in modo da incoraggiare la bonifica dei siti.

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