Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

UN PO’ DI STORIA (TURI, 20 GENNAIO 1972)

Largo Pozzi379

 

“Siamo al 1972” così si legge nelle pagine di “Turi Chiesa Madre” dove abbiamo letto di “Il largo pozzi”. Un tuffo nel nostro passato affiorato nella mente dei più a seguito di quanto accaduto la scorsa settimana. Ecco che tornano a riformularsi le parole di Don Vito Ingellis quando, con la mano ferma raccontava di Turi e di “quando furono scavati tutti quei pozzi che raccoglievano le acque piovane e rappresentavano la riserva idrica preziosissima del nostro paese”.

Largo Pozzi_685Incerte le date di creazione, probabilmente risalente all’”epoca in cui i Francesi costruirono in Turi la Chiesetta di San Rocco e la cappella dei SS. Medici che […] erano stati fatti nell’anno 1505”. Non manca di ipotizzare, però, nelle sue pagine, un probabile esistenza già in età precedente, facendo menzione alla Thuriae di Tito Livio, capitale della Peucezia. I 54 pozzi e le due piscine “quella nuova vicino ‘la grave’ e quella vecchia vicino al ponte di via Sammichele” erano in ordine sparso e a questi si accedeva da un’ampia gradinata percorsa dalle donne che scendevano portando sulla testa “in perfetto equilibrio l’anfora, ‘la zòle’, di creta”. Ecco che Don Vito Ingellis accenna ad un lungo ponte verso via Sammichele e che dava “a quel tratto l’aspetto di una diga”.  

Si racconta la presenza di un pozzo di Sant’Oronzo, chiamato “de Masìdde” celebra per la sua acqua fresca e limpida, locato vicino la piscina “vecchia”, la quale era dotata di solo un “boccaglio” a differenza della nuova che era fornita di tre.

Nella zona dei “pozzi”, vicino il mattatoio, lo “spiazzo” era usato da campo da gioco per i ragazzini e “sovente le palle e i palloni finivano nei pozzi”. Dopo alcune morti di donne (che si recavano ai pozzi per lavare i panni o attingere l’acqua) o bambini impegnati in giochi, nel 1911 fu disposta, dalle autorità, la chiusura dei pozzi attraverso delle cancellate, impedendovi, così, di potersi sporgere e quindi cadere accidentalmente all’interno.

turi chiesa_madreSi rammenta la capacità sorgiva della “piscina grande”, che, anche nelle annate di siccità, era sempre fornita di acqua in modo tale da poter assolvere le necessità cittadine. “[…] occorrevano due ‘làzzi di traine’ cioè due funi robuste della lunghezza complessiva di circa venti metri per toccare il fondo”.

Il 4 settembre 1920, racconta Don Vito Ingellis, dopo un periodo di forte siccità, sul territorio di Turi e Conversano si abbatté un terribile “diluvio universale”. Le campagne furono allagate, il “largo pozzi fu seppellito sotto l’immensa massa di acqua, che arrivò da tutte le strade di Turi, allagò anche la zona circostante sino ad oltre la cappellina di San Rocco”. Quando “l’acqua ristagnò […] divenne limpida. Si era formato un piccolo lago”. A seguito di una “tromba d’acqua che […]ricadde con un rumore pauroso” si formò una voragine, “un capovento”, vicino alla piscina nuova che risucchiò l’acqua in pochissimo tempo.

“Poi arrivò a Turi l’acquedotto pugliese e i pozzi furono abbandonati”. Andarono in rovina e, presi dall’incuria, divennero un pericolo. L’acqua però continuava a giungervi però si “appantanava e si copriva di una melma verdastra. […] Turi fu dichiarata zona malarica. Si moltiplicarono le zanzare e i “ndarauèttele”, i ranocchi, che un anno invasero il paese”.

Nel 1932, secondo una memoria dell’allora dodicenne Don Giovanni Cipriani, fu demolita la parte superiore della piscina grande di via Sammichele e le macerie, insieme a quelle portate successivamente nel luogo, “soffocò per sempre quella fonte di vita”. I lavori della rete fognaria determinarono, ancora, una grande quantità di detriti che “furono portati nel largo pozzi, per cui le cisterne poco alla volta furono riempite e poi scomparvero”. “Assunse il volto uniforme che ha ora”. Qui si pensò di costruirvi le scuole elementari, ma poi si decise di “farle altrove”, si realizzò una sagra della zampina, si teneva il mercato delle ciliegie, i ragazzi incendiavano le “fanòve”, iniziò a svolgersi il mercato della frutta e verdura, si giocava a pallone “tra 18 grandi pini”.

“Oggi tutti i turesi chiamano così quel posto anche se non esiste più traccia dei pozzi a campana e delle due grandi piscine. […] è pure sparita dall’angolo ove troneggia freddamente, nel punto in cui confluiscono le due vie, XX settembre e Dr. Domenico Resta, la piccola grigia lastra di marmo su cui era inciso e colorato in rosso, come per tutte le altre strade di Turi, il suo antico e benefico nome di ‘largo pozzi”.

 

 

ABBASCE E POZZERE

Ce june abbasce e pozzere

I piscine vole vedé,

arrecedesse pure,

ma na li avà peté acchié.

Nge stevene na volte

Ma sotto o larghe furene prequete.

Honne fatte u munne lore

E de frascine furne acchemegghiete.

GIÙ AI POZZI

Se uno al largo Pozzi

Vuol vedere le piscine,

cercasse pure,

ma non le troverà.

Vi stavano una volta

Ora son seppellite sotto il largo.

Hanno fatto il mondo loro

E le hanno coperte con macerie.

Commenti  

 
Mino Miale
#7 Mino Miale 2012-01-21 22:20
Tecnicamente non conosco certe sottigliezze di "...carte recanti progetti esecutivi..." di questo genere: certo è che mentre qualcuno è riuscito a trovare i soldi, altri hanno avuto il tempo necessario per studiarsi l'intervento dettagliatamnte. Non dimentichiamo la necessità di una prima segnalazione del Centro Sudi Storici, ad esempio, fatta alla Sovrintendenza. Al buon intenditore bastano poche parole, no?
Citazione
 
 
Sofia junior
#6 Sofia junior 2012-01-21 21:37
ragà non scherzate sulla Storia e Mino non sottovalutatelo: ha importanti contatti con i suoi amici dell'UNESCO di Zollino (Lecce) dove stanno valorizzando un sito archeologico con delle "pozzelle" molto simili ai nostri pozzi. Seguite facebook x saperne di+ :-?
Citazione
 
 
Marco
#5 Marco 2012-01-21 17:29
Ce jjune abbásce 'e pózzere

Le piscíne vòle vedé,

arrecedèsse pure,

ma nan l'avá peté acchié.

'Nge stèvene na volte

Ma sott'o' larghe fùrene prequéte.

Onne fatte u munne lore

é dde frascìne furne acchemegghiète.

...

Così è corretta! :) Ciaoo!
Citazione
 
 
l.p.
#4 l.p. 2011-12-13 15:42
per giga era un atto dovuto, perchè erano finanziamenti europei, già incassati sul bilancio comunale da De Grisantis,e sapendo l'oculatezza di amministratore di Nicola, chi poteva pensare che fosse stato redatto un progetto esecutivo solo sulla carta senza fare gli accorgimenti necessari; come tutte le sue cose politiche fatte era solo fumo.
Citazione
 
 
Mino Miale
#3 Mino Miale 2011-12-13 11:05
Credo di essere non proprio un inquisitore (certi Orrori non devono manco essere sfiorati), magari un semplice cittadino che alla tematica dell'Acqua come bene comune dedica tanto, tanto, tempo e lavoro artistico. Ultimamente ho organizzato per la Giornata mondiale dell'acqua (UNESCO) un "lavoruccio" con un Circolo didattico, dopo aver fatto la "gavetta" a Turi. Quando tutto Turi, pochi anni fà era in Festa, il già sindaco De Grisantis ci ospitò nel suo salotto per illustrarci il magnifico programma (finanziamenti CEE) per la non dispersione delle acque meteoriche, ne rimanemmo felici. Noi che siamo stati ad Istanbul per portare il nome di Turi al Forum mondiale dell' Acqua come Bene comune e setacciato tanti musei mediterranei (e non virtualmente) pur di capire quanta cultura c'è stata nella Grotta di Sant' Oronzo e la sintesi simbologica rappresentata nelle maioliche come non potevamo esserne felici? Approfitto per dare a Turi un'informazione: ho incaricato la fotoreporter Pina Catino di riprendere una piccolissima incisione su stele dauna (IV sec. a.C.) nel museo di Manfredonia, che rappresenta una processione di donne recanti sulla testa dei grossi vasi tenuti in equilibrio stabile, ovviamente pieni di acqua. E chi a Turi non ricorda quella stessa immagine di donne turesi riportate nel libro di Franco Giannini? Ecco bisogna capire, oggi, cos'è successo tra la bella intenzione di De Grisantis e il lavoro seguito in continuità amministrativa da Gigantlli? Ma tante domande sfigurano se non ci diamo da fare come semplici cittadini, ecco perchè propongo un convegno di studi. Parliamone
Citazione
 
 
l.p.
#2 l.p. 2011-12-12 17:43
Mino vuoi invitare l'ex sindaco De Grisantis in qualità di responsabile di questo scempio che si stà facendo a largo pozzi?, la gente deve sapere che è lui il responsabile e non questa amministrazione, fù lui che commissionò quesi lavori, vero!
Citazione
 
 
Mino Miale
#1 Mino Miale 2011-12-12 14:59
Un convegno sul tema: propongo subito un convegno su questa problematica, al quale "imporrei" di essere determinante l'assessore Giacomo Valentini (sa già cos'è capace di muovere, smuovere, certa gente), l'ex sindaco De Grisantis, la Presidente Club Unesco di Bisceglie, Pina Catino e il già preside Scuola media di Turi Francesco Filomena. Ovviamente il direttore ai lavori di scavo e senz'alto il Sovrintendente o chi per esso, da Bari. Basta poco che ce vò ?
Citazione
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI