Sabato 17 Novembre 2018
   
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I PALMISANO - ROSSI PER UN FILM DELLA FANDANGO

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Contribuire alla crescita culturale del nostro paese e alla valorizzazione del Sud come luogo di bellezze e baule di progetti e creatività è l'obiettivo che ha mosso la famiglia turese Palmisano - Rossi ad intraprendere un nuovo percorso nel campo della cinematografia.

Con la collaborazione alla produzione del lungometraggio "Il Paese delle spose infelici", la famiglia turese Palmisano - Rossi è entrata nel progetto della Fandango di Domenico Procacci e, sin dall'11 novembre, data di proiezione della prima del film, può brindare all'avvio di questo importante, quanto coraggioso progetto. Valorizzare la Puglia, con le sue bellezze storiche, paesaggistiche e sociali e offrirle una continua attenzione da parte del mondo culturale italiano, hanno prodotto prima idea, poi progetto il contributo della famiglia Palmisano - Rossi.

Diretto da Pippo Mezzapesa, "Il paese delle spose infelici" è l’ennesima conferma del lavoro cinematografico Pugliese. Ha la qualità di rappresentare in modo realistico, con uno stile scarno ma elegante, senza sbavature ed esagerazioni lamentose, la vita di una piccola provincia del sud. Tratto dal romanzo omonimo di Mario Desiati, l’opera,  racconta del borghese Veleno e del proletario Zazà che fanno dei campetti di calcio una palestra di vita, mentre Annalisa è una “sposa infelice”, l’angelo caduto che provoca i primordiali e impacciati desideri sessuali dei protagonisti, e l’Ilva una presenza minacciosa. L’amicizia che si instaura malgrado le diverse estrazioni sociali, le corse dell’ingenuo Veleno in bicicletta, sempre col fiato corto per stare dietro agli scooter dei suoi amici, come metafora di uno che nella vita dovrà sudare le proverbiali “sette camicie”, cresciuti più in fretta di lui. Ed è solo così che il calcio, gli allenamenti e le strigliate dell’allenatore diventano, finalmente, il riflesso di un mondo pieno di dolore ma che ci si riesce a superare grazie ad un innato ottimismo. Infine criminalità e politica che non aiutano a sopravvivere e a cui si mescolano in modo palpabile, piccoli spacciatori, le luci del tagadà, l’incenso della chiesa, il cinema porno delle provincie, l’onnipresente calcio, e soprattutto l’anima veramente innocente dei piccoli protagonisti. Ovviamente quarto protagonista è il territorio infetto della provincia di Taranto, quello di Massafra, con una bellezza arcaica, pugnalata morfologicamente con ciminiere e fumi che alterano i colori del cielo e dell’animo.


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