Venerdì 16 Novembre 2018
   
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PER INCOMPETENZA O PER COLLUSIONE?

genghi

 

Quando le amministrazioni comunali non sono all’altezza del compito gestionale, ne deriva che anche le opere pubbliche, molto spesso, sono mal realizzate. Questo accade perché il committente dell’opera, nella veste del sindaco, in primis, non possedendo la giusta competenza, oltre a dare ai tecnici solo indicazioni sommarie, non è in grado di effettuare un’attenta valutazione del progetto stesso, e poiché fa mancare il controllo politico nella fase esecutiva dei lavori, sempre per la stessa incompetenza, o per altro? Da tutto questo ne deriva che le opere pubbliche, quasi sempre, sono mal realizzate e di conseguenza sono solo indice di spreco e di scarsa funzionalità. Una tale anomalia col passare del tempo è diventata la prassi della diverse amministrazioni che si sono succedute nei decenni e tutte con lo stesso peccato originale: Per incompetenza, o per collusione? Per rafforzare questa mia valutazione dei fatti faccio riferimento a dei casi specifici, iniziando col ricordare che, né la prima, né la seconda torre erette per proteggere il carro trionfale sono mai servite allo scopo per cui sono state costruite. Tanto che oggi si sta completando il restauro del carro senza aver prima provveduto a come proteggerlo dalla intemperie.

Questo è anacronistico e contro ogni logica, perché, come, il primo restauro, si continua a sprecare solo pubblico danaro. La fontana della villa, spostata sotto i voluminosi alberi di pini, è fonte di continui problemi derivanti dall'i grippaggio dei motori in seguito alla caduta degli aghi. Altro caso è il restauro del vecchio cimitero, quando la più totale disattenzione portò a non realizzare un muro di contenimento del terrapieno pari al livello stradale sovrastante e per tale incombente pericolo, da più di sette anni, quella strada è stata chiusa al traffico. Anche l'impianto elettrico era stato mal progettato, tanto da essere poi facilmente distrutto ed abbandonare il tutto ad un più completo degrado. Nella progettazione della villa Venusio non era stato previsto l'impianto elettrico, poi durante i lavori, notando o facendo finta di notare la mancanza, fu inserito come intervento straordinario. A lavori ultimati, tale illuminazione che abbagliava la vista ritenuta uno spreco di energia, dette adito, dopo qualche anno, ad un nuovo intervento per sostituire tutte le plafoniere, riducendole anche di numero. In tempi più recenti, invece, è stato accantonato quel tipo di impianto e realizzata una diversa illuminazione con sei fari posti su altrettanti pali situati in posizione perimetrale. Poi vi è il discusso rondò di via Casamassima che, realizzato in posizione decentrata rispetto all'asse della carreggiata, rende critica la rotazione specialmente ai mezzi più lunghi che transitano verso Casamassima costringendoli all'uscita ad invadere la corsa opposta. Invece la cosa più grave è che rimanendo una corsia rettilinea favorisce ai più incoscienti l’accesso contro mano, creando situazioni di grave pericolo.

L’edificio della scuola materna di via Ginestre, costruita a ridosso di una dolina carsica, ha creato non poche preoccupazioni a genitori e personale scolastico, tanto da costringere il sindaco a chiudere la scuola. Ma la domanda nasce spontanea dal momento che è noto a tutti che quella cavità risulta essere la continuazione dell’inghiottitoio di Largo Pozzi: Con tanti altri posti più idonei, proprio lì si doveva costruire una scuola? Mi fermo qui, anche se l'elenco sarebbe ancora lungo, invitando i lettori a fare qualche considerazione su quanto detto in prospettiva della lezione dei futuri amministratori. Di questi argomenti sono a conoscenza i futuri candidati sindaci e consiglieri, compreso I’attuale vice sindaco che sognando ad occhi aperti si pavoneggia del fatto che gode di un vasto consenso anche se non è derivante da meriti amministrativi dimostrati, ma solo ed esclusivamente da un  servilismo offerto nell’ambito professionale. Comunque, se i fatti innanzi descritti sono di loro conoscenza, perché non sono mai intervenuti a trattare tali argomenti? Io dubito che li conoscano alcuni amministratori degli ultimi e dei più antichi decenni, o fingevano di non conoscerli per tutelare i propri e gli altrui interessi. Come dire: “Vivi e lascia vivere”,a spese dei fessi.

Turi, 7 novembre 2011

Cordiali saluti

Angelo Matteo Genghi

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