Lunedì 19 Novembre 2018
   
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VALENZANO: UN ESEMPIO DI VIRTÙ CIVILE

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caarabiniere Valenzano_2Venerdì scorso tutta l’Italia ha reso omaggio i caduti in guerra e le Forze Armate che con la loro azione, sempre vigile e puntuale, assicurano la giustizia e la tranquillità cittadina. “Onorare il lavoro di chi si impegna per garantire la pace nella popolazione e che interviene, a volte sacrificando la propria vita, nelle situazioni più difficili e problematiche” - sono le parole maggiormente ascoltate in occasione delle celebrazioni dello scorso 4 novembre.

Per l’occasione la mente corre a circa sedici anni fa quando un Carabiniere che oggi opera nella stazione di Turi, Oronzo Valenzano, ha salvato nel luglio 1995 una neonata gettata, a poche ore dalla nascita, in un dirupo, dai nonni e dalla giovanissima madre nel comune di San Martino d’Agri (PZ) nel quale l’agente operava.

caarabiniere Valenzano_8“La piccola è in condizioni critiche, ma i medici dell'ospedale San Carlo di Potenza, sperano di salvare la piccola. Una bimba ancora senza nome, ma che qualcuno ha già proposto di chiamare Speranza, auspicando che ciò possa tenerla in vita.

Nell'ospedale di Potenza c'è grande commozione. In molti pregano nella cappella. Sembrava che pregasse anche la piccola quando è stata ritrovata con le manine giunte nella scarpata chiusa in una busta di cellophane, come un sacco di rifiuti. Laggiù, nella scarpata alla periferia di San Martino d'Agri la piccola è stata lanciata dal nonno materno: recuperata dai Carabinieri, è stata trasportata in ospedale, dove le sono stati diagnosticati ipotermia e lesioni di organi interni. "Soddisfacenti" invece sono definite le condizioni della madre ricoverata in ospedale per un'emorragia dopo il parto. Fiorella Andriulo, nubile, aveva tenuto nascosta la gravidanza a parenti e amici. Poi aveva partorito in casa. Un parto prematuro e difficile: ad aiutarla è stata la madre. Quindi la neonata è stata deposta in un sacchetto di plastica e affidata al nonno materno. Questi si è diretto alla periferia di San Martino d'Agri e ha lanciato la busta con la neonata in una scarpata profonda circa cinquanta metri. In tarda mattinata la ragazza-madre ha avuto una forte emorragia e i familiari sono stati costretti a richiedere l'intervento di un medico del paese che le ha disposto il ricovero. Accertato che la neonata non era in casa, ha informato i carabinieri. I militari hanno svolto rapide indagini e hanno ricostruito l'accaduto.

È stato lo stesso nonno della neonata ad accompagnare i carabinieri nel luogo dal quale aveva gettato la bambina nel dirupo. Un militare si è calato in fondo alla scarpata e ha ritrovato la neonata completamente nuda, vicino a un cespuglio che probabilmente ha attutito la caduta della bambina che non piangeva e stringeva una mano nell'altra. Aiutandosi con una corda gettata da altri carabinieri, il militare è riuscito a risalire fino alla sommità della scarpata, dove il dottor Bruno ha prestato i primi soccorsi alla neonata annodandole il cordone ombelicale”.

caarabiniere Valenzano_1È questo un sunto di quanto per diverse settimane hanno raccontato i giornali locali e nazionali della crudele vicenda potentina, conclusasi per la bambina nel migliore dei modi, e che hanno valso, al militare soccorritore, Valenzano Oronzo, meriti ed onorificenze per il “chiaro esempio di elette virtù civiche, di generoso altruismo e il non comune senso del dovere”.

Oggi è Turi la cittadina dove opera e giornalmente, insieme ai suoi colleghi, l’agente lavora e si impegna per garantire sicurezza a tutti.  “In quell’occasione ho fatto solo il mio dovere” - commenta a distanza di 16 anni il Carabiniere che, nonostante le difficoltà è riuscito a ridare una speranza ad una bambina poi battezzata Maria Speranza. “Sarebbe comunque bellissimo avere la possibilità di incontrarla, di conoscerla. Di quell’episodio ho un ricordo emozionante che mai potrò dimenticare” – conclude Valenzano che spera, un giorno, di conoscere e abbracciare la bambina che il 9 luglio 1995 ha salvato da una morte certa. 

Commenti  

 
giusto
#2 giusto 2011-11-16 18:28
chiunque in quella situazione avrebbe fatto lo stesso gesto,eh....mi sembra giusto,ma la domanda è...perchè è stato messo questo articolo?a turi nessuno crede nelle istituzioni,tutti non lo dicono mai,e ci dispiace perchè non è e puo essere sempre colpa del singolo ,ma,anche di terzi onore al carabiniere ,ma a turi credono piu in un altra istituzione se cosi si puo dire,propio perchè sono sempre "li" sanno tutto sentono tutto e spifferano tutto:che credibilita ha questo paese,perchè?perchè?perchè
***...chiediamocelo...........e...........
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Ruby
#1 Ruby 2011-11-14 13:07
Nonostante,tutti gli scandali addossatogli,l'ARMA DEI CARABINIERI,rimane sempre la più affidabile per encomio e altruismo.Grazie.
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