Venerdì 16 Novembre 2018
   
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“AGRICOLTURA”: UN PROGETTO DEI CIRCOLI DI SEL

agricoltura alta1

 

I circoli di Sinistra Ecologia e Libertà di Sammichele di Bari, Turi e Casamassima hanno intrapreso un percorso unitario nell'ambito di un progetto denominato AGRICULTURA. Il progetto si pone l'obiettivo di introdurre, anche nei nostri paesi prettamente a vocazione agricola, il concetto di filiera corta, promuovendo un agromercato sostenibile. La peculiarità di questo sistema consiste nel ridurre il numero degli attori della filiera, eliminando tutte le figure intermedie, sino a consentire ai produttori la vendita diretta. Un simile mercato, oltre a garantire la qualità e la genuinità dei prodotti, consente la valorizzazione delle biodiversità, delle peculiarità del territorio e di quelle varietà colturali della tradizione antica che via via stanno scomparendo a causa della loro scarsa propensione alla conservazione o del loro basso valore di mercato. Questo nuovo modello permetterà la commercializzazione di frutta e verdura sempre freschi e nel pieno rispetto dei cicli stagionali e la riscoperta dei vecchi sapori del nostro territorio, garantendo al contempo un giusto rapporto qualità-prezzo.
A tal fine, informiamo la cittadinanza che sabato 5 novembre alle ore 17,00, presso il “Circolo A. Gramsci” di Turi, si terrà un ulteriore incontro organizzativo con i rappresentanti dei tre circoli comunali di SEL, dei responsabili provinciali della SLOW FOOD e dei produttori interessati al progetto.

Il coordinatore Sinistra Ecologia e Libertà di Turi.

Gianvito Pedone

Commenti  

 
Mino Miale
#19 Mino Miale 2011-11-16 10:46
Richiamo al tema di un'immagine "giovanile": l'orgoglio di chi è nato a Turi e con passione va in campagna senza nascondersi la faccia e le mani "sporche di terra". Parlavo di questo con Antonio Tateo: con gli altri signori citati, professore, non credo di aver mai "mangiato insieme pasta e fagioli nello stesso piatto" (tanto per usare il gergo degli zappatori). Solo zappando la terra si capisce perchè l'agricoltura turese non è più il bene primario per eccellenza. Sono tanti i politicanti,sindacalisti, mediatori e commercianti a dover oggi presentarsi in piazza, ma tant'è.Comunque diceva Gramsci di "studiare", il mondo ha bisogno della vostra intelligenza. Spero riusciate a non ripetere i grossolani errori politici del passato. Auguri
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Filippo Losacco
#18 Filippo Losacco 2011-11-15 19:56
Sig. Miale, i giovani non hanno bisogno di essere coccolati, di certo, ma stimolati a crescere e a orientarsi, non certo a passare per affaristi o opportunisti collusi ogni volta che uno di essi osa esprimere opinioni difformi. SEL può vantarsi di avere un segretario molto giovane, soltanto 26 anni, ed estremamente preparato, in quanto agronomo, ma agli occhi di che predica democrazia e si agita nella più becera forma di pensiero unico, il buon Pedone passa per quello che "è contro la DOP perchè pensa a sè stesso". Per non parlare di Catalano che da assessore votava in un certo modo pur di non perdere il compenso. Si può pensare che la DOP, per come è strutturato il mercato turese, rappresenti un vantaggio reale o meno, si può votare o no dentro una maggioranza comunale, ma è possibile mai che tutto quel che non corrisponde al pensiero di quest'uomo sia inquadrabile nei contorni della collusione, della truffa, della delinquenziale ricerca egoistica del proprio interesse? A me sinceramente importa veramente poco il reddito del mio interlocutore. Mi interessano le idee, non i pettegolezzi.
I giovani non hanno bisogno di essere assecondati. Ho timore, piuttosto, che questo bisogno ce l'abbia qualche "vecchio"! Cordialmente
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Antonio Tateo
#17 Antonio Tateo 2011-11-15 16:40
Mino, conosco molto bene la tua autentica passione di affermare la verità e, certamente, vorrai riconoscermi la mia altrettanta onestà intellettuale.
Che cosa centra la dignità dei contadini che, a mio parere, possiedono tutti i turesi che fanno al meglio quell’attività?
Non credi che non possa essere considerata un’esclusiva di qualcuno?
Secondo il mio modestissimo parere, i giovani quando propongono idee innovative e, soprattutto concrete, vanno rispettati.
Sulle proposte ci si confronta e si può discutere anche in maniera dura ma sempre con reciproco rispetto.
Quello che scrive Snoopy lo condivido integralmente.
Infatti, chi dichiara (quasi vantandosene) in una pubblica assemblea e alla presenza di giovani, imprese e amministratori di bruciare tranquillamente i Rifiuti Agricoli (che oltre ad essere un’azione scorretta è un reato punito dal codice penale) non può certamente ostentare di essere un vero e autentico contadino.
Per questo ritengo che le buone azioni non possano avere un colore politico ma solo e unicamente l’obiettivo del bene comune.
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Mino Miale
#16 Mino Miale 2011-11-15 10:29
Turi, a Turi e x Turi la politica attualmente ha bisogno di certezze, verità. Un gruppo di giovani, in quanto tale dovrebbe avere l'intelligente modestia di saper vedere e prima di parlare ascoltare. Giovani lo siamo stati un pò tutti: alcuni cresciuti tra i contadini, gli operai, artigiani o tra i banchi di scuola (un mestiere come tanti altri) ma in stretta armonia. Vedi Antonio la classe politica che ci aspetta "dietro l'angolo" ha un fortissimo bisogno di essere motivata, forse stimolata e non certo coccolata se facilmente crede alla leggenda metropolitana che, parliamoci chiaramente, Biagio Elefante è un semplice "latifondista... ereditiero, bla... bla..!". Chi la terra, come fa Biagio, Gianni, Giacomo, Matteo ecc. (me compreso capace di trasformare in ciliegeto un mandorleto già trasformato da mio padre poichè il vigneto di mio nonno non rendeva più) la lavora è semplicemente un "bravo contadino", non un parassita. Forse ci siamo persi di vista, ma ricorderai la mia passione di dire la verità. I giovani, proprio per affinare meglio le loro idee hanno bisogno, ora, di non essere assecondati solo perchè categoria protetta in tenera età. Vedere giovani turesi su trattori sporchi di terra, oggi come oggi, con questi chiari di luna è un segno di giovinezza. W la Ciliegia Ferrovia di Turi, piuttosto, il paese sta morendo, temo.
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SNOOPY
#15 SNOOPY 2011-11-15 09:56
Siamo alle solite,io non parlerei di differenze ma d' integrazione.Il contadino che lavora la terra ha bisogno anche dell'agronomo e viceversa è una scelta di vita o tradizione o volontà di migliorarsi.Oltre che a lavorarla la terra, bisogna amarla e quando si sbaglia ad usare mezzi e metodi di trattamento la si danneggia irreparabilmente.Per esempio, quando si dichiara, in una riunione sui rifiuti, io brucio i rami secchi con le gomme delle auto certamente non si lancia un buon mesaggio.Siamo in un punto di non ritorno dove tutti devono accettare l'idea di massima cooperazione indipendentemente da......L'intervento del sig. Tateo lo dimostra.Qundi direi che fosse il caso che il sig. IDV la pianti d'insultare, offendere e si metta veramente a disposizione del suo prossimo.
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Antonio Tateo
#14 Antonio Tateo 2011-11-14 20:15
Qualora ve ne fosse bisogno, questa è l’ennesima dimostrazione che taluni soggetti sanno solo e unicamente insultare e offendere finanche i giovani che con competenza, sacrificio e passione fanno politica.
Quella vera e pulita fatta d’idee e progetti.
E, chi scrive (com’è noto) non è di sinistra!
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IDV-Ass.gen.cittadin
#13 IDV-Ass.gen.cittadin 2011-11-14 17:53
Il sedicente amico CONTADINO dovrebbe sapere(se vive a Turi....)che gli agricoltori dell'IDV, come Biagio Elefante, Giovanni Miccolis, Giacomo de Carolis,Matteo Ferricelli ed altri, non sono nè milionari nè vivono di rendita, e la terra la lavorano con mani braccia, zappe, mazze,forbici,seghe,trattori e quant'altro a lui piaccia venire ad imparare ad usare, in modo da capire cosa significa lavorare in campagna.
Quanto a differenze fra ruoli sociali,è lui, insieme a qualche altro esponente di certi circoli di professorini, che dovrebbe farsi spiegare la differenza fra un contadino che lavora la terra e un'agronomo che pretende di impartire lezioni ai contadini, ma ha paura di lavorare la terra e preferisce campare a spese dei contadini, magari istituendo(sempre coi soldi dei contadini) qualche sportello per l'agricoltutra di qua e di là..... servendosi della politica.
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Contadino
#12 Contadino 2011-11-13 11:32
Andrebbe spiegato a IDV e ai suoi esponenti la differenza fondamentale che c'è tra il contadino che lavora la terra per campare e il proprietario terriero milionario che vive di rendita, visto che parla tanto di zappe e fatica che non sanno neppure dove abitano....
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amici miei
#11 amici miei 2011-11-11 18:16
chi sa fa,
chi non sa, insegna.
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SNOOPY
#10 SNOOPY 2011-11-11 10:10
Bravo IDV.Ass.gen.cittadini, questa tua reazione del tutto prevedibile è alquanto scontata. Come pensi di poterti porre al tuo prossimo? Credi che a suon di carta bollata si ricavi giustizia o si costruisce un nuovo futuro? In quello che fanno gli altri vedi sempre nero soprattutto quando i protagonisti sono rossi.E' scontato che per realizzare un progetto si debba passare dall'informazione a 360°, compito da fare assolvere a tutti i partecipanti della filiera,al coninvolgimento delle istituzioni per rendere il tutto legale, alla nomina dei responsabili per meglio disciplinare lo svolgimento, ai rappresentanti di cattegoria, ai tecnici, agli amministrativi e soprattutto ai coltivatori e braccianti ai quali io personalmente affiderei le più alte cariche nel progetto. Per finire, visto che vuoi portare il tutto in politica,tu cosa stai facendo? Ritengo nulla visto che sei convinto che il nostro prossimo non ha bisogno d'informazioni.
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IDV-Ass.gen.cittadin
#9 IDV-Ass.gen.cittadin 2011-11-10 21:00
SNOOPY, mi sfuggiva, e ti è sfuggito, insieme al resto,
un bel finanziamento dai funzioanri di Vendola(gli stessi di Fitto e di sempre...) per l'iniziativa, ma non per rendere disponibile una struttura o pagare un addetto, no! Per realizzare l'informazione sul progetto, cioè per..... niente, come spesso succede nella nostra Puglia dedita all'acquisot dei voti da una parte e dall'altra.
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IDV-Ass.gen.cittadin
#8 IDV-Ass.gen.cittadin 2011-11-10 20:55
(tralascio ogni ulteriore replica al disfattismo del lettore 1)
SNOOPY, prima dell'informazione, dei regolamenti dei prezzi giusti e quant'altro teorizzi,
ci vuole L'ASCOLTO DEI PRODUTTORI.
Chi vuole operare deve prima IMPARARE.
Di tecnici e professori i produttori ne hanno conosciuti parecchi, desiderosi solo di crearsi appannaggi per loro e i loro partiti.
Chi vuole operare per il bene di tutti, produttori e consumatori, deve solo mettersi al servizio di tutti, as coltarli e aiutarli. I produttori(come i consumatori)sanno bene quello che serve e che si può fare, non hano bisogno delle tue(e di SEL) "informazioni a 360 gradi", nè delle tue "istituzioni"(cioè il comandante...!)e tantomeno delle tue "associazioni di riferimento":
Questi soggetti devono andarselo a vendere da qualche altra parte(se gli riesce) il loro pesce appuzzito!
E ...una bella zappa..........!per cominciare a capire come funziona per chi LAVORA.
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lettore1
#7 lettore1 2011-11-10 14:07
caro IDV vai al mercato dei produttori vicino alla stazione di Polignano e prendi nota dei prezzi. Quali 4 euro? e poi piantiamola con la certezza della provenienza. Tutti i coltivatori acquistano piante e semi dai medesimi vivai ed allo stesso modo effettuano i trattamenti su piante e frutti. L'unica differenza in favore della vendita diretta è il minor costo di trasporto e la mancanza dei vari passaggi = minor costo al dettaglio. O si riscontra un netto calo del prezzo di vendita o è meglio non prenderci in giro. L'uva Italia che vende l'Ipercoop da dove vuoi che venga se non da Rutigliano e dintorni? credi veramente che il prodotto sia maggiormente genuino soltanto perchè lo acquisti dal banco di un produttore? o che questo coltivi con maggior cura il prodotto che vende direttamente piuttosto che quello che vende all'ingrosso? ma quando mai
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SNOOPY
#6 SNOOPY 2011-11-10 11:07
(in risposta ad araba.depalo)Quando si dichiara di lavorare al progetto "AGRICOLTURA" per introdurre ANCHE nel nostro paese, la filiera corta, vuol dire che non v'è la presunzione d'aver "scoperto l'acqua calda".
(in risposta a lettore1)In effetti non si tratta di vista corta ma di eventuale difficile, ma non impossibile, condivisione della cooperazione.
(in risposta a IDV-Ass.gen.cittadini)E' chiaro ed evidente che l'inpegno di chi sta lavorando al progetto, sarà in primis l'informazione a 360°verso gli attori della filiera corta,coinvolgendo tutti quei paesi che sono nel raggio di 30Km. dal nostro.E' altrettanto chiaro ed evidende che il nome o la definizione che si dovrà dare agli attuatori del progetto, vedrà il coinvolgimento delle istituzioni locali ed associazioni di riferimento.Per garantire la regolarità del progetto, la stesura di un regolamento, eviterà il fai da tè e o confusioni sulla reale provenienza dei prodotti. Una lista dei produttori aderenti,dei prodotti disponibili,della loro stagionalità ed un paniere della spesa il più completo possibile, insieme ad un'equa determinazione dei prezzi di vendita, dovranno garantire a tutti gli attori della filiera corta il giusto interesse economico.Portando per scontato che l'interesse principe del consumatore è la provenienza certa del prodotto,garentiremmo agli stessi il mangiare sano e bene.Cioè faremmo prevenzione sulla salute e di conseguenza un risparmio sulle spese sanitarie.
Bravi ragazzi, andate avanti!!!!!!
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IDV-Ass.gen.cittadin
#5 IDV-Ass.gen.cittadin 2011-11-09 15:33
Anonimo cercatore di patate alla pianta a 20 centesimi al chilo, possibile che non capisci che il vantaggio primo dell'acquisto dal diretto produttore è la certezza della provenienza dell'alimento?!
E possibile che non riesci a capire che il produttore non puà perdere tempo ad andarti a raccogliere patate o altro frutto o ortaggio apposta apposta per te? Se lo facesse per quindici venti persone perderebbe la sua giornata per trre quattro euro! E' per questo che si cerca di organizzare momenti e luoghi stabili e pubblici per una professionale vendita diretta al consumatore, in modo da renderla economicamente possibile e vantaggiosa per produttore e consumatore.
NATURALMENTE non c'è bisogno di alcuna associazione slow foofd o altra per sapere cosa serve a Turi per incrementare la vendita duiretta nel nostro paese. Basta riunire chi già la effettua, coem noi abbiamo fatto da anni, per capire, ad esempio, che il primo oboettivo deve essere quello di disciplinare la polizia municipale in proposito con precise direttive per incoragiare, anzichè scoraggiare e abusare di chi già opera nel settore.
Poi viene il resto, sul luogo fisso ed unico(es. l'ex macello)ma non obbligato, ove concentrare l'attività, gestito dai produttori stessi, ecc.....
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turese adottato
#4 turese adottato 2011-11-09 14:34
Ma il giorno 8 novembre si pubblica un appuntamento per il 5 novembre??? Oltretutto importante x Turi??? E' sbagliata la data nell'articolo o c'è un problema di comunicazione? Fate capire.

[era già comparso sul nostro giornale, ma in effetti ci scusiamo con i lettori per questo errore...]
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araba.depalo
#3 araba.depalo 2011-11-09 14:05
ma avete scoperto l'acqua calda? mi risulta da anni ormai che esistono farmer's market, bottega campagna amica, mercati di campagna amica che gia' con i fatti si sono adoperati alla vendita diretta
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lettore1
#2 lettore1 2011-11-08 16:42
credo che uno dei problemi principali sia non già la filiera corta, bensì la vista corta dei produttori. Volete un chiaro esempio? a Polignano le patate vengono vendute all'ingrosso quando l'annata è favorevole a 20 centesimi al chilo. Talvolta il prezzo scende a tal punto che il costo della scatola di cartone da 10 chili incide maggiormente rispetto al prodotto che contiene. Se il produttore non si lamenta (anzi) di vendere a 20/30 (abbondiamo) centesimi/chilo, dovrebbe essere felicissimo se vendesse il prodotto direttamente al consumatore a 50 centesimi al chilo. Se vi recate dai coltivatori/venditori di Polignano, non vi sognerete mai di acquistare le patate a quel prezzo. Ergo: i coltivatori sono i primi a non credere nella filiera corta e meritano di essere "mazzulati" dai commercianti all'ingrosso. Cari amici di SEL: cercate di spiegarlo voi ai nostri "CARI" (nel senso monetario) produttori che devono cambiare completamente mentalità e modo di operare . Scarpa grossa e cervello fino (secondo loro) è una delle ricette del grande successo degli ipermercati. Quale vantaggio riceve il consumatore dall'acquisto dal produttore (per lo più in nero, inutile prenderci in giro) piuttosto che da un qualsiasi ipermercato?
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io
#1 io 2011-11-08 16:16
grande pedone...un saluto da milano
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